Recensione Detroit Metal City Vol. 6 di 10 – Planeta DeAgostini

Pubblicato il 13 Settembre 2010 alle 10:30

Autori: Kiminori Wakasugi (testi e disegni)
Casa Editrice: Planeta DeAgostini
Provenienza: Giappone
Prezzo: € 7,95 (13,2×18, B, 200 pp, b/n)


A più di un anno dal precedente tankobon, la straripante commedia di Kiminori Wakasugi fa il suo ritorno sui sempre più affollati scaffali delle librerie italiane.
E lo fa in maniera esplosiva, con una sequela di storie assolutamente degne della meritata fama che circonda il titolo.
Avevamo lasciato Negishi deciso (ma fino a che punto, alla fine?!) a lasciare i DMC per seguire il sogno di una vita di diventare un cantante pop, e con gli uffici della Death Records devastati dal misterioso Krauzer I, intenzionato a distruggere la band per riprendersi il posto che gli spetta di imperatore dell’heavy metal.
Riordinata la sede, i membri dei DMC sono protagonisti in solitaria dei capitoli autoconclusivi che aprono il volume: la manager intima loro di costruirsi una leggenda, e i tre provvederanno a modo loro, tra una fuga in costume adamitico, un sabotaggio di una band rivale e il panico tra gli otaku delle sale giochi di Akihabara, a soddisfarne la richiesta!
Dopo aver fatto la conoscenza di un integerrimo quanto ingenuo poliziotto ossessionato dalle leggendarie gesta criminali di Krauzer II, e aver visto come il seno di Aikawa possa ispirare il pezzo di death metal più lungo della storia, Wakasugi riprende le fila del discorso con una storia a più ampio respiro su Krauzer I, mostrandocene il vero volto e iniziando a raccontarcene “le origini” che si mescolano con il passato della casa discografica: il risultato è il delinearsi di un nuovo folle personaggio che riesce a reggere praticamente da solo la narrazione, regalando ai lettori delle sequenze davvero memorabili e lasciandoli col fiato sospeso in attesa del prossimo volume dal quale ci si aspetta una reazione di Negishi degna del leader della band sovrana del metal giapponese.

Detroit Metal City si conferma sempre di più un manga esilarante che attraverso una galleria di personaggi sopra le righe  e di situazioni grottesche ed equivoche, sul palco come nella vita di tutti i giorni, riesce perfettamente nell’intento proposto, che non è certo quello di far riflettere chi legge o di veicolare chissà quali messaggi quanto far scoppiare il lettore in gustose e sonore risate.
Per godere del manga non è assolutamente necessario essere appassionati di musica metal, nonostante Wakasugi giochi sui luoghi comuni che circondano quel genere estremo e sugli eccessi dei suoi protagonisti, né la comicità dell’autore ha una barriera, come spesso accade, in una cultura tanto lontana dalla nostra: basta leggere un paio di capitoli per rendersene conto e per venire conquistati dalle trovate della vulcanica e sfrenata verve del mangaka.
I disegni non puntano alla spettacolarità, quanto a esaltare l’atmosfera delle vicende attraverso una espressività esasperata e caricaturale dei personaggi; le tavole hanno una discreta cura e sono sporcate, soprattutto nelle sequenze ambientate nel mondo del metal, da un fitto tratteggio che ritrae bene l’estasi oscura delle esibizioni.

Planeta sposta DMC al solo canale delle fumetterie, dopo aver inizialmente e coraggiosamente  proposto la serie in edicola: il passaggio comporta inevitabilmente un aumento di prezzo, che nello specifico è di ben tre euro (si arriva così a 7,95 euro, allineandosi praticamente alla fascia di molti seinen Panini), mentre la confezione resta la stessa per materiali utilizzati (carta ruvida che non traspare), per il buon livello di resa di stampa e di solidità della rilegatura (che non compromette la sfogliabilità dal momento che l‘albo resta morbido).
Da rivedere e migliorare le ricostruzioni grafiche delle tavole nei casi di testi impressi sul disegno, che in più di un’occasione mostrano una cura insufficiente.

In conclusione Detroit Metal City si conferma un manga unico nel panorama italiano che non merita l’indifferenza degli appassionati.


Voto 7,5

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