Dallas Buyers Club – Recensione in anteprima – Roma Film Festival 2013

Pubblicato il 9 Novembre 2013 alle 12:06

1986. Il texano Ron Woodroof, omofobo, tossicodipendente, alcolizzato e frequentatore di prostitute, scopre di avere l’AIDS. Dopo aver provato un farmaco sperimentale che finisce quasi per ucciderlo, inizia a contrabbandare negli Stati Uniti farmaci non approvati con l’aiuto del transessuale Rayon ed intraprende una battaglia contro il sistema farmaceutico americano.

Dallas Buyers Club

Titolo originale: Dallas Buyers Club
Genere: Drammatico, Commedia
Regia: Jean-Marc Vallée
Interpreti: Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner
Provenienza: USA
Durata: 117 min.
Casa di produzione: Voltage Pictures, Truth Entertainment
Distribuzione (Italia): Good Films
Data di uscita: 1 novembre 2013 (USA), 2 gennaio 2014 (Italia)


Dopo aver trattato il tema dell’omofobia in C.R.A.Z.Y., il film che gli ha dato notorietà, il regista canadese Jean-Marc Vallée continua a trattare l’argomento anche in questo Dallas Buyers Club, tratto da una storia vera, ma pone stavolta al centro della narrazione la lotta contro il sistema delle aziende farmaceutiche che vogliono imporre il proprio prodotto talvolta nocivo a scapito di una ricerca farmacologica più genuina. Una storia che potrebbe risultare greve e invece vola via grazie al tono tragicomico della narrazione e alla straordinaria performance dei due protagonisti.

Matthew McConaughey si è ridotto pelle e ossa, un po’ come Christian Bale ne L’Uomo senza sonno, per interpretare il protagonista Ron, personaggio politicamente scorretto, cinico e ruvido, sfaccettato con estrema sincerità e attenzione. Attraverso la malattia e la battaglia che deve affrontare, il suo atteggiamento inizia a cambiare mantenendo però delle punte di beffardo cinismo che lo rendono sempre accattivante agli occhi del pubblico.

Al suo carattere misogino fa da contraltare l’atteggiamento effeminato del transessuale Rayon, interpretato da Jared Leto che pure ha dovuto perdere moltissimo peso per entrare nel ruolo. Il rapporto tra i due è fatto di bisticci bonari esilaranti ma anche di tanto sentimento con un’evoluzione forse buonista e prevedibile ma anche inevitabile per l’empatia che entrambi arrivano a provare l’uno per l’altro. Jennifer Garner, personaggio femminile d’appoggio, è la dottoressa che si trova presa tra due fuochi: il benessere dei pazienti o gli interessi economici dei suoi superiori.

Il film è un autentico miracolo. L’uso ormai consueto di handicam conferisce realismo ad una storia che scivola via con gran ritmo mantenendo costantemente un tono agrodolce che oscilla tra commedia e dramma, sostenuta da dialoghi brillanti, gag comiche riuscitissime, sequenze di cruda verità, soprattutto nel mostrare i sintomi della malattia, e qualche immancabile momento commovente. Delicato l’apporto musicale di Danny Elfman.

Ron è un cow-boy da rodeo che lotta con tutte le sue forze per rimanere in groppa al toro un secondo di più quando tutti lo danno per spacciato. Una cavalcata coinvolgente, ipnotica che lo cambierà profondamente e spingerà a fare il tifo per lui. Sia il film che i due interpreti principali otterranno la nomination all’Oscar. Un’opera da applausi, assolutamente imperdibile.


Voto: 9

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