L’infanzia e l’ascesa dell’ultima vera leggenda del rock contemporaneo: Kurt Cobain. L’uomo che prima di diventare leader dei Nirvana era adolescente e prima ancora bambino che affrontava problemi normali insieme a genitori normali. Ma la normalità è tale agli occhi di chi?!

CopertinaKurt Cobain- Quando ero un alieno

Autore: Danilo Deninotti (Sceneggiatura), Toni Bruno (Illustrazioni)

Genere: Biografico

Casa Editrice: Edizioni BD

Provenienza: Italia

Prezzo: 13.90 €, 17×24, pp. 96, col.

Data di pubblicazione: Novembre 2013

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“I Nirvana, il gruppo più bello del mondo. Erano in tre, tre allegri ragazzi morti. Poi uno è morto sul serio. Anzi, si è ammazzato.” Comincia così la prefazione del volume di Davide Toffolo, leader del gruppo Tre allegri ragazzi morti e autore di tutto rispetto di meravigliose Graphic Novel. Il suo incipit ci racconta la sua reazione alla morte di Kurt Cobain e elenca i suoi sentimenti verso la musica e soprattutto al gruppo dei Nirvana, band nata agli inizi degli anni novanta pronta a rivoluzionare completamente il rock. Probabilmente quegli anni novanta non sono stati i migliori della musica ma sicuramente i Nirvana ne sono un’eccezione. Un gruppo rivoluzionario, un sound travolgente e importante che partì da Seattle e che in poco tempo raggiunse, prima, tutte le orecchie, poi tutti i cuori, del mondo. Un solo uomo permise tutto questo: Kurt Cobain.

Veniamo a conoscenza della vita meno nota del cantante e apprendiamo che i genitori non erano poi tanto diversi dalla media di tutti gli adulti americani degli anni ottanta. Non erano né persone cattive né tanto meno infallibili, si trovano però ad affrontare un ragazzino molto sensibile che sviluppa un dolore incommensurabile ad ogni delusione divenendo sempre più chiuso e rabbioso. Per fortuna trova nella musica una speranza e una rivincita e si convince di essere un alieno. Un alieno come simbolo di diversità. Diverso da tutto e da tutti coloro che non riescono a comprenderlo, infatti mano a mano che le persone che lo circondano si accorgono di lui, della sua musica e delle sue potenzialità a loro volta diventano anche loro alieni, estranei dal mondo e dalla sua normalità.

Una narrazione molto veloce e di poche parole, molte delle volte si riscontrano frasi e ritornelli musicali, oltre a questi casi sparuti le immagini parlano da sé. In una ambientazione dalle mezze tinte, dove l’azzurro fa le veci delle memorie e dei malumori, i disegni di Bruno ci sorprendono e accompagnano verso un finale movimentato. La crescita rapida del protagonista ci permette di non interferire con i suoi sentimenti, non riusciamo a condividerli, sembra più una fredda lettura biografica conoscitiva che non va interpretata ma semplicemente condivisa.

A vent’anni dal gargantuesco Unplugged dei Nirvana una storia che fa riaffiorare ricordi a tutti coloro che sono figli degli anni ottanta e novanta. Anni pieni di ricordi a volte deliziosi e a volte dolenti.

Voto: 7 ½

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