Dragonero n. 2 – Il segreto degli alchimisti – Recensione

Pubblicato il 30 Settembre 2013 alle 11:00

Prosegue il mini-ciclo introduttivo delle avventure di Ian Aranill, con un albo strettamente collegato al primo e che fa entrare sempre più i lettori nel mondo dell’Erondàr.

dragonero 2Dragonero n. 2 – Il segreto degli alchimisti

Autori: Luca Enoch e Stefano Vietti (testi), Giuseppe Matteoni (disegni).

Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore.

Provenienza: Italia.

Genere: Fantasy.

Prezzo: 3,30 Euro.

Data di pubblicazione: Luglio 2013.

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Ian Dragonero, sua sorella Myrva, l’orco Gmor e l’elfa Sera sono diretti verso l’eremo del luresindo Alben per consigliarsi con lui dopo essersi imbattuti, nel corso di un’indagine su un traffico d’armi, nel temibile fango pirico, che Ian ha già avuto modo di conoscere.

“Il segreto degli alchimisti”, secondo albo della serie bonelliana Dragonero, procede dunque su diversi piani temporali: oltre a quello presente, infatti, c’è anche quello del passato, costituito dalla storia che il protagonista racconta ai compagni di viaggio per spiegar loro in che occasione ha avuto modo di conoscere la terribile arma.

Non solo: come già nel volume inaugurale della serie di Luca Enoch e Stefano Vietti, continua la lenta presa di coscienza di Dragonero dei propri poteri speciali. Insomma, di carne a cuocere ce n’è parecchia, ma la cottura, continuando con la metafora, è davvero a fuoco lento.

Sì, perché c’è poca azione, e quella che c’è riguarda soprattutto la rievocazione di Ian. Nel presente, nonostante la situazione sembri essere intricata e pericolosa, però, la vicenda stenta a decollare. Del resto, lo si sapeva fin dall’inizio: i primi quattro albi dell’ultima serie nata in casa Bonelli sarebbero stati d’introduzione.

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E se un giudizio sereno si potrà emettere solo dopo aver letto la conclusione del mini-ciclo, per ora bisogna sottolineare il grosso lavoro fatto dagli autori per dar vita a un volume che sia godibile di per sé, ma che dia anche senso all’intero mondo messo su carta da Enoch e Vietti.

E il lavoro degli sceneggiatori è apprezzabile, perché poco alla volta introducono i lettori in un mondo per lo più nuovo, permettendo loro di conoscere le caratteristiche delle razze e dello sconfinato mondo che esse popolano. Inoltre si fa bene a tenere a mante che il genere fantasy ha caratteristiche peculiari che tollerano un’andatura più lenta.

Se poi la quasi totale assenza di momenti concitati permette di godere con calma maggiore dei disegni di Giuseppe Matteoni ancor meglio. Il disegnatore, già all’opera sul romanzo a fumetti che ha portato per la prima volta Dragonero di fronte al grande pubblico, appare sempre a proprio agio, sia che debba rappresentare ampi spazi sgombri di personaggi, anguste sale di maghi e alchimisti o scene di guerra affollate da truppe bellicose.

Insomma, il secondo della serie è un altro albo interessante, che conferma quanto di buono si è visto nell’esordio di Dragonero e lascia ben sperare che, terminata la prima fase di presentazione, se ne potranno vedere davvero delle belle.


Voto: 6,5

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