Recensione Cattivi Soggetti – Rizzoli

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Autori: Eraldo Baldini, Boosta, Piero Colaprico, Loriano Macchiavelli, Wu Ming 4 (testi), Davide Fabbri, Matteo Buffagni, Michele Benevento, Sergio Ponchione, Elia Bonetti (disegni)
Casa Editrice: Rizzoli
Provenienza: Italia
Prezzo: € 18,50 pp. 192


Ormai l’ho scritto un centinaio di volte: non amo il fumetto italiano, con qualche eccezione. E posso affermare lo stesso per la letteratura nostrana, appannaggio di addormentati che pensano alle loro masturbazioni mentali e di giovincelli (o presunti tali) che hanno scoperto la voga del pulp o del noir, si atteggiano ad artisti maledetti e pseudo-trasgressivi e, a conti fatti, sono, nella maggior parte dei casi, figli di papà con le conoscenze giuste. Per giunta, incapaci di scrivere.

Il volume Cattivi Soggetti, pubblicato da Rizzoli, e curato da Daniele Brolli, è una provocazione, che certamente piacerebbe ad Oriana Fallaci. E non è un complimento.

E’ una raccolta di fumetti noir, scritti prevalentemente da romanzieri che, grazie a questo genere narrativo, sono riusciti negli ultimi anni a portare la pagnotta a casa, ambientati in Italia, e con un elemento comune: lo straniero. Quello, per intenderci, che i razzisti che ammorbano lo stivale vorrebbero eliminare poiché, per definizione, criminale, spacciatore, stupratore, e così via.

Ora, capisco la provocazione. Ma ci sono provocazioni intelligenti e altre che non lo sono affatto. E quella di Cattivi Soggetti, oltre che vergognosa, mi pare rientri in quest’ultima categoria . Non vivo in una campana di vetro, intendiamoci: so che esistono stranieri che delinquono. Il problema, però, è che gli stranieri rappresentati nel libro sono solo delinquenti. Gli autori non hanno fatto altro che veicolare un becero luogo comune che esiste in televisione, sui giornali, dovunque. Deve esserci anche nei fumetti? Ma non sanno che un fumetto potrebbe essere un ottimo mezzo per abbattere, invece, pregiudizi e luoghi comuni?

Nello specifico, Piero Colaprico scrive una storia mediocre sul solito islamico che si esprime con cliché e che, tanto per cambiare, non è privo di pulsioni suicide; Boosta dei Subsonica ci propina una scemenza su una coppia in crisi con un passato da nascondere; Eraldo Baldini, altro bluff delle patrie lettere, ci tedia con risapute vicende di ragazze dell’est sfruttate da malavitosi; Wu Ming 4, alias Federico Guglielmi, realizza un racconto sull’anonimo andante relativo ad extracomunitari che bazzicano i locali notturni infastidendo e intimidendo tutti; e Loriano Macchiavelli, che ho sempre considerato un pessimo romanziere, abbassa ulteriormente il livello del volume con un ciarpame di mercenari che agiscono a Baghdad. E va da sé che i ‘poveri’ mercenari se la devono vedere con le popolazioni locali brutte, sporche e cattive. E, in generale, in Cattivi Soggetti, gli stranieri sono il peggio del peggio; mentre gli italiani la classica brava gente!

Sul versante disegni, a parte Davide Fabbri, non si salva nessuno e gli autori coinvolti non riescono a distaccarsi dagli stilemi bonelliani e, generalmente, nazional-popolari, e uso il termine in senso spregiativo. Ora, dite pure che ho pregiudizi. Che non ho capito niente di ciò che ho letto. Che, anzi, non ho proprio letto il libro e sono solo animato da astio. Ma questo è quanto. Se fossi stato coinvolto, a qualunque titolo, nella realizzazione di Cattivi Soggetti, non riuscirei a guardarmi allo specchio perché si tratta di un’opera razzista. Cos’altro dobbiamo aspettarci in futuro? Una versione a fumetti del ‘Mein Kampf’?


Voto: 4

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1 commento

  1. Sul fumetto non mi esprimo, perchè non l’ho letto.
    Però di una cosa va dato atto al Duma: di certo non te le manda a dire!!! :-P
    Mi piace molto la “schiettezza” con cui infarcisce le sue recensioni, davvero poco edulcorate e senza peli sulla lingua.
    Se non altro lo trovo un po’ più credibile degli altri recensori che lodano sempre tutto quello che leggono, dando voti altissimi e spesso inconcepibili, almeno per me.
    Sarà che io un buon 50% di quello che leggo attualmente lo trovo orribile!
    Mah…
    Vabbè, per farla breve… lunga vita al Duma.

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