Pubblicato nuovamente da Edizioni BD lo straordinario fumetto francese di Pedrosa vincitore dell’ Essentielle d’Angouleme 2008.

Tre Ombre

Storia e Disegni: Cyril Pedrosa

Casa Editrice: Edizioni BD

Provenienza: Francia 2008. Volume unico

Target e Genere: Avventura, drammatico

Prezzo: €16,oo, 17×24, bross., b/n, 272 pp.

Data di pubblicazione: agosto 2013

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“Voi pensate di scappare, in realtà vi state precipitando verso il vostro destino.”

Tre ombre è una storia, adattata a originale fiaba, che parla del destino e della sua ineluttabilità. Il caso incombe sulla spensierata felicità di una semplice famiglia e manda all’aria ogni certezza, spegnendo i colori e allungando ombre minacciose sul loro futuro.

Il fumetto francese, opera di Cyril Pedrosa, giovane autore già noto per le sue collaborazioni ai disneyani Hercules e Il gobbo di Notre Dame, vincitore dell’ Essentielle d’Angouleme 2008, affronta la difficile tematica della perdita di un figlio in chiave allegorica, con le forme e i disegni della fiaba. Ed è proprio da un libro delle fiabe che sembrano tratte le prime pagine del fumetto: i disegni, dalle linee semplici ed essenziali sono solari come la famiglia che viene presentata e l’ambiente in cui vive.

tre ombre 1

Cyril inserisce Louis, la moglie Lise e il figlio Joachim all’interno di un delizio idillio, un quadretto ideale in cui la felicità che alberga nei loro cuori si estende a tutto ciò che li circonda; dagli alberi carichi di primizie all’erba alta e rigogliosa. Un giorno però tutto cambia inesorabilmente e quella linea di quiete s’imbroglia. Le ombre-sagome di tre cavalieri piombano davanti alla casa di Louis e il nero ha la meglio sul bianco: il paesaggio tutto intorno sembra spegnersi e i cuori dei protagonisti indurirsi. La paura accelera il ritmo e i tempi della narrazione, deforma anche i disegni che sembrano rifarsi alla tradizione espressionista nel vorticoso affanno con cui sono resi.

Le tre ombre sono l’allegoria della morte che è venuta a prendersi la vita del piccolo Joachim. Un genitore però non può rassegnarsi all’idea di perdere un figlio: comincia così la fuga a perdifiato di Louis con il bambino per sfuggire a quella condanna. Ma come accade in Samarcanda, celebre canzone di Vecchioni nella quale proprio fuggendo per salvarsi il soldato va incontro alla sua fine, nulla potrà Louis per contrastare le tre ombre.

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La parte conclusiva del fumetto sconfina nell’onirico e nel surreale, forse l’unica pecca dell’opera che, già di suo allegorica, risulta appesantita dall’eccessivo uso del simbolismo. Il finale ci riporta l’idillio delle prime pagine e la storia si chiude con i versi di una poesia buddista dalla quale si ricava il messaggio che chi si ferma è perduto e che il ciclo della vita deve continuare nel bene e nel male.

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Più della trama e dei contenuti, sono i disegni a farla da padrone nel piccolo gioiello di Pedrosa. Attingendo a piene mani al correlativo oggettivo, l’autore si sbizzarrisce nel far parlare, soffrire e gioire le sue tavole: gli alberi sembrano scoppiare di felicità, carichi come sono di frutti prelibati, il mare si srotola e si arriccia spossato dalla tempesta, e la capanna sta ferma e muta su uno specchio d’acqua come sospesa. Disegni semplici, essenziali che agli occhi di un profano potrebbero sembrare essere usciti dall’album di un bambino, ma che respirano da soli e sono essi stessi trama e contenuto.

Opera sublime.


Voto 8 1/2

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