A tre anni ormai dall’ultima chiacchierata abbiamo il piacere di presentarvi una nuova intervista al mitico Cristian Posocco, direttore editoriale di Flashbook Edizioni. Buona lettura!

Ave o Re! Bentornato su MF.
Come stai?

Ave a te, mozzo, e generosi e festanti saluti a tutti. Io sto bene, forse un po’ accaldato, sicuramente un po’ ingrassato, probabilmente bisognoso di una vacanza, ma bene.

Come definiresti il 2012 di casa Flashbook Edizioni? E come è andata la prima metà del nuovo anno?

Il 2012 è stato un anno proprio che, guarda, bestiale, eccezziunale, uno smaialeccio, cose che nessuno direbbe che poteva mai aver visto e invece, tipo cevvi, stambecchi a Primavera, puccelli di scugliera, anelli di totano, motofuggoni volanti… Un annetto che proprio te lo consiglio, un bijoux.
La prima metà del 2013 invece me la sono persa pecché stavo macciando su Roma per recuperare li miei li cavalli, sì, gli equini miei, e insomma sono stato fuori in questi mesi, però me lo sono fatto registrare e cercherò di rimettermi al pari. Poi ti dico.

Il 2013 ha visto un aumento di € 1 nei prezzi di copertina. Leggendo un po’ giro, tra forum e social network, c’è chi pensa che all’aumento non sia corrisposto un pari incremento nella qualità della confezione degli albi, a partire dalla nuova carta o all’assenza di pagine a colori (ad esempio in Alice in Hell). C’è anche chi critica la linea grafica delle cover e vorrebbe loghi e font più fedeli al corrispettivo nipponico. Come rispondi a queste osservazioni? Le ritieni giustificate?

Se una casa editrice decide di aumentare i prezzi, pur sapendo che una decisione simile è sempre impopolare e inevitabilmente genererà del malcontento, lo fa perché ritiene che le sia necessario per proseguire serenamente la sua attività pagando il dovuto a tutti i collaboratori e i fornitori. Se all’aumento di prezzi corrispondesse un aumento nella qualità dei materiali, non trarremmo alcun beneficio da questo aumento, che di fatto sarebbe inutile e forse deleterio. I lettori dovrebbero capire che è finito il tempo del lusso, non possiamo più permetterci, in questo campo, come in molti altri, di pretendere l’eccellenza a prezzi popolari. La qualità costruttiva sta calando ovunque, dall’abbigliamento alla tecnologia. Provate a osservare il cotone delle magliette degli anni novanta, confrontatelo col cotone che utilizzano ora. Confrontate le plastiche dei piccoli elettrodomestici, i legni dei mobili. Purtroppo è così, sono vacche magre per tutti.
Riguardo alle pagine a colori, la nostra politica è *sempre* rimasta la stessa: le facciamo dai gruppi di 4 facciate in su, ma se si tratta di un’unica pagina fronte/retro, tanto più se in mezzo al volume, no. Anche 5 anni fa era così.
Detto questo, io rispetto i lettori e ritengo che sia giusto e doveroso che questi facciano le loro valutazioni. Se riterranno che i nostri prezzi siano troppo alti o che non siano adeguati se rapportati alla qualità, è legittimo che scelgano di non comprare i nostri prodotti. Quel che chiedo è un analogo rispetto verso di noi. Giocare al tiro al bersaglio non giova a nessuno. Se uno ha del malcontento da sfogare, ci sono modi ben più salutari e costruttivi di farlo.
Per la grafica delle copertine, cercheremo di tenere in considerazione le opinioni dei lettori e di migliorare.

Dopo un periodo di inattività è stato ripristinato il servizio di newsletter. La sezione prossime uscite del sito, invece, è ancora in stand-by: quando tornerà operativa al 100%?

Quando il sito verrà totalmente rifatto. Ma al momento non ci è possibile stanziare un budget per questo, soprattutto considerando che come semplice mezzo di comunicazione con il pubblico Facebook, che è gratuito, è decisamente efficace.

Flashbook Edizioni ha da poco annunciato molte novità autunnali, all’insegna dei grandi ritorni, come quello di Mitsuru Adachi e delle autrici shojo già collaudate, ma anche del debutto di una nuova mangaka. Ti senti di aggiungere qualcosina rispetto a quanto già espresso nel comunicato stampa?

Mah, diciamo che mi fanno ridere di gusto quelli che non hanno perso l’occasione per rimarcare che “facciamo solo shojo”, e che se ne sono stati zitti zitti quando annunciavamo Alice in Hell, Alice in Borderland, Ex-Vita… Vabbe’. Poi, un’altra cosa: spesso i nostri shojo sono miniserie o volumi unici: ovvio che il numero delle serie sia più alto. Prendiamo gli ultimi annunci: Love*Sign (5 volumi), Una stella cadente (6 volumi), La mia amica Strega (2 volumi), Animanial (1 volume) e LoveLove (1 volume). Totale: 5 serie, 15 volumi. Prendiamo ora i seinen degli annunci precedenti: Alice in Hell (5 volumi), Alice in Borderland (8 volumi), Ex-Vita (2 volumi). Totale: 3 serie ma – ta-daan!! – 15 volumi. Pari. Detto questo: se anche facessimo solo shojo faremmo benissimo, perché vanno mediamente meglio.

Guardando invece il futuro più vicino, presto potremo leggere Ex-Vita di Shin’ya Komi (miniserie seinen di 2 volumi, Shueisha) e Alice in Borderland di Haro Asou (shonen, 8 volumi in corso, Shogakukan): quali sono i punti di forza di queste proposte che ti hanno convinto a portarle in Italia, in particolare dell’esordiente Shin’ya Komi?

Shin’ya Komi è un autore dalle potenzialità devastanti, deve solo fare un po’ di esperienza, credere in sé, imparare a gestirsi. Diciamo che Ex-Vita rappresenta una specie di investimento. Alice in Borderland, al contrario, è frutto del lavoro di un autore che finalmente pare aver trovato la quadratura del cerchio, essere finalmente riuscito a prendere la mira. Il fumetto ha un cast interessante e si fa leggere che è un piacere. Non a caso sta avendo un ottimo successo, al punto che Shogakukan ci sta puntando forte e una versione animata è già stata annunciata. Sembra avere tutte le carte in regola per ripercorrere le orme di Kekkaishi, insomma.

 

Passando ora al passato recente ti chiedo come sono state accolte le novità dei mesi scorsi: Samidare, Misaki (avevi paura che la cover pucciosa allontanasse i lettori), 13 Club, Alice in Hell (ecco di come sta andando questo sono piuttosto curioso visto che molti lamentano l’assenza di seinen “cazzuti” in casa FB, a me è piaciuto molto ^__^), Dreamin’ Sun

Samidare è un caso particolare. Non va male, ma va sicuramente meno bene di quanto dovrebbe, ma anche di quanto potrebbe *qui e ora*. Le fumetterie che ci hanno creduto e lo hanno spinto ne sono entusiaste, e lo vendono a pacchi. Ci sono fumetterie che, riuscissero a procurarselo, lo venderebbero a pacchi, ma non riescono a riceverlo dai loro distributori. Ci sono fumetterie che non sanno nemmeno cosa sia.
Misaki è stato molto apprezzato da chi lo ha letto, ma, come temevo, un po’ le cover sono state fuorvianti, limitandolo un po’. 13club non è andato bene, Alice in Hell è davvero troppo presto per fare dei conti. Dreamin’ Sun è andato un po’ meno bene di quanto ci aspettavamo, e la cosa francamente mi sorprende.

È ancora presto per capire se il terreno è fertile per portare in Italia altre opere di ottimi autori come Satoshi Mizukami e Jiro Matsumoto (Alice in Hell in fondo non ha molti volumi all’attivo : p)?

Il terreno italiano è arido e roccioso, lascia perdere il termine “fertile”. Occorre trovare colture forti e resistenti che sappiano adattarvisi e dar frutti anche in condizioni difficili e impervie. Dici che ho eluso la tua domanda? Mah, un po’ sì’. Ma forse no. Vedremo. ^^

Sono previsti nuovi lanci a prezzo promozionale?

Può darsi, forse, vedremo.

La ripresa di ZeroIn sta procedendo a ritmo mensile come promesso: i numeri sono sempre un bagno di sangue come temevi? Confermi che il volume 12 costerà € 7.50 come diffuso dai cataloghi?

ZeroIn è una pubblicazione in perdita. Se vogliamo trovare una specie di consolazione, al di là del valore del manga (che ribadisco essere assai godibile e sopra la media, nel suo genere), è che, per come si è messo il mercato ultimamente, lo “spread” con le vendite medie si è notevolmente abbassato. Ma a ragionarci bene non è che sia una gran consolazione, eh. Uhm, dici che lo stesso discorso si potrebbe applicare all’economia nazionale?

Puoi fornirci una finestra di uscita, anche solo indicativa, per gli ultimi volumi di Muyung e noi x sempre?

L’ultimo volume di NxS dovrebbe uscire verso Lucca. Per Muyung dovremo attendere qualche mese in più.

telegra_promo_mangaforever_2

16 Commenti

  1. Intervista interessante ,noto il nostro Prosocco un pò scocciato e sfavato dal mercato editoriale italiano dei manga…comunque i seinen mi appaiono più shonen che altro ,io ad Alice in Hell preferisco Freesia ,poi se il primo vende più del secondo non è dato a sapere …chissà se lo sapremo mai?

    • Ma cosa vuoi che venda “Freesia”? Concordo con Posocco sulla sua valutazione: “Alice in hell” è un fumetto decisamente più “solido”, sotto ogni punto di vista.

      Quanto al resto:
      1. caro Cristian, non mi è piaciuta per niente questa storia del numero 5 di “Muyung”: l’avevate annunciato per aprile e adesso va a finire che slitta al 2014. Epporcaccia!
      2. gli erotici… ma quali erotici? Per favore, non potete spacciare Oh Great! e U-Jin (BLEAH!) per degli autori di manga erotici.

      • Si Alice in Hell è più solido ma ha uno stile e una storia uguale a tanti altri e si perde nel mare della tante proposte giapponesi ,invece Freesia o ti fa schifo subito o ti colpisce immediatamente …e per me che sono sempre a caccia di qualcosa di diverso ,ha colpito!

    • Sono comunque 2 titoli molto diversi almeno a confrontare il primo volume.

      Alice in the Hell mi pare debitore dello stile delle opere (nel disegno e nello stile narrativo) di Hiromoto
      Con meno eccessi, cosa che può essere sia positiva sia negativa.
      Io avevo deciso di saltarlo per il prezzo poi l’ho recuperato fortemente scontato e quasi certamente lo proseguirò, però indubbiamente i 6,90 rischiano di essere un freno non da poco alle prove.
      Almeno il 1° volume cercherei di promuoverlo come fatto in passato.
      Non a prezzi da saldo già 1-2 euro in meno potrebbe essere quello stimolo che serve.

      Dei nuovi, forse proverò Alice in borderland, il riferimento a Kekkaishi per me è sufficiente, anche se tutto da verificare.
      Ad esempio citare Fujita per Mushibugyo come ha fatto jpop mi è parso offensivo (per Fujita).

  2. Dunque… un po’ scocciato per Muyung, ma almeno lo terminano.
    Sull’aumento…bè sono d’accordo ognuno fa le sue valutazioni, la mia dice che se non sono convinto al 100% di un titolo non prendo più nulla ed effettivamente è un editore che attualmente non seguo anche perchè i titoli scelti non sono il linea con i miei gusti.
    Detto questo… anche se facessero solo shojo non ci vedrei nulla di male, meglio una casa solida che si specializza in una sua dimensione che come è accaduto editori sparacchiano a caso e poi interrompono titoli…
    Su Takahashi…. be secondo me tra gli inediti c’è ancora roba interessante.. io Sky Hight lo leggerei e non solo quello

    • Il punto che Posocco cerca di farci capire è che non ci si può più permettere di pubblicare in perdita. Tsutomu Takahashi, Rokuda, Hoshino, Kei Tome NON VENDONO, punto e basta. Quindi Flashbook non li pubblicherà più. Poi se gli altri editori vogliono continuare a spararsi nelle palle e insistere con Tsutomu Takahashi (vero J-Pop/GP?), o suicidarsi con Kazuhiro Fujita (vero Goen?), nonostante l’evidenza, facciano.

      • Non credo che la J-Pop si spari nelle palle. Se Detonation Island era andato così male lo mettevano semestrale e finiva nel 2015, invece è ancora bimestrale quindi avrà venduto a sufficienza.

      • Come scrive TURNA ,penso che nessuna casa editrice se pubblica Tsutomu Takahashi cada in disgrazia economica , Panini ,che è la prima a segare un manga che non vendono , continua a pubblicare Sidooh ,anzi mi sembra che abbia accelerato le uscite da semestrale a quadrimestrale ,perchè è evidente ci sia uno zoccolo duro fan…nella mia fumetterie le sue 8 copie le vende,mi pare…e non mi dite che è l’unico mangaka che impone che le sue opere vengano concluse anche se non vendono,è fanta-editoria.

        Per me manca un pò di coraggio e tanto marketing e tanta pubblicità …nono solo passaparola .

  3. Urca, che intervista.
    Ottima per abbassarsi il morale dopo chessò… aver vinto al lotto o uscire col sorriso sulla bocca dal letto di un incontro notturno.

    Mi pare che la situazione sia abbastanza preoccupante, non tanto per i titoli (e gli autori) che vendono poco, d’altronde è improbabile che il pubblico italiano improvvisamente cambi gusti così dal nulla.
    Il vero problema è il calo delle vendite sui titoli dal venduto “medio-alto”, esclusi i top seller, sono anche quelli che sostengono il catalogo dell’editore e permettono anche l’uscita di titoli (e autori) più meritevoli ma dalle inevitabili vendite ad alto rischio.

    Considerando che anche una delle migliori commedie (ma direi titoli universali) come Sket Dance è ufficialmente a rischio chiusura col suo passaggio in fumetteria la preoccupazione sull’intero panorama inizia a farsi sempre più cupa.

    Se dovessi fare 1 domanda agli editori ormai non sarebbe “cosa farete uscire ?” ma “quali sono state le sorprese positive degli ultimi 2 anni ?”.
    Quali sono i titoli che hanno venduto più del previsto ? Che hanno fatto gridare Acciderbolina e chi l’avrebbe mai detto!”.

    Ma soprattutto ce ne sono ?
    O l’entusiasmo ormai va riservato a quando un titolo raggiunge la soglia di pareggio ?

    • Ma l’editoria a fumetti è sempre stata così, ragazzi!
      Io ho la casa piena, di fumetti pubblicati da editori che non esistono più!
      Diverse settimane fa avevo preso in mano un AD Anteprima di una quindicina di anni fa: ebbene, quali erano gli editori presenti che oggi pubblicano ancora? Panini (allora Marvel Italia), Star Comics, Magic Press, Bonelli, Alan Ford, Diabolik. Gli altri editori? falliti tutti!

      • Il “ricambio” nel settore non è così strano, accade ovunque, dal negozio sottocasa all’attività più sviluppata.
        Persino grandi marchi dell’elettronica una volta erano il top e oggi sono scomparsi o venduti solo per il LOGO.

        Il discorso è generale e travalica la singola casa editrice, e persino il singolo genere anche se risalta più tra i manga perchè sono la categoria di prodotti con più novità annue.

  4. Si è parlato di mercato affollato, di calo di vendite, di troppi editori, fino ad ora al pubblico son sembrate parole, ora mia idea è che la crisi generale ha iniziato a farsi sentire per tutti.
    Non investono risorse nel sito, aumento di un euro sul prezzo, basta titoli rischiosi… direi che le difficoltà sono chiare.
    Poi come dicevo se negli shojo hanno trovato un filone che permette loro di andare avanti fanno bene a puntarci e a sfruttarlo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui