Flashbook Edizioni: intervista esclusiva a Cristian Posocco

Pubblicato il 8 Agosto 2013 alle 13:00

A tre anni ormai dall’ultima chiacchierata abbiamo il piacere di presentarvi una nuova intervista al mitico Cristian Posocco, direttore editoriale di Flashbook Edizioni. Buona lettura!

Ave o Re! Bentornato su MF.
Come stai?

Ave a te, mozzo, e generosi e festanti saluti a tutti. Io sto bene, forse un po’ accaldato, sicuramente un po’ ingrassato, probabilmente bisognoso di una vacanza, ma bene.

Come definiresti il 2012 di casa Flashbook Edizioni? E come è andata la prima metà del nuovo anno?

Il 2012 è stato un anno proprio che, guarda, bestiale, eccezziunale, uno smaialeccio, cose che nessuno direbbe che poteva mai aver visto e invece, tipo cevvi, stambecchi a Primavera, puccelli di scugliera, anelli di totano, motofuggoni volanti… Un annetto che proprio te lo consiglio, un bijoux.
La prima metà del 2013 invece me la sono persa pecché stavo macciando su Roma per recuperare li miei li cavalli, sì, gli equini miei, e insomma sono stato fuori in questi mesi, però me lo sono fatto registrare e cercherò di rimettermi al pari. Poi ti dico.

Il 2013 ha visto un aumento di € 1 nei prezzi di copertina. Leggendo un po’ giro, tra forum e social network, c’è chi pensa che all’aumento non sia corrisposto un pari incremento nella qualità della confezione degli albi, a partire dalla nuova carta o all’assenza di pagine a colori (ad esempio in Alice in Hell). C’è anche chi critica la linea grafica delle cover e vorrebbe loghi e font più fedeli al corrispettivo nipponico. Come rispondi a queste osservazioni? Le ritieni giustificate?

Se una casa editrice decide di aumentare i prezzi, pur sapendo che una decisione simile è sempre impopolare e inevitabilmente genererà del malcontento, lo fa perché ritiene che le sia necessario per proseguire serenamente la sua attività pagando il dovuto a tutti i collaboratori e i fornitori. Se all’aumento di prezzi corrispondesse un aumento nella qualità dei materiali, non trarremmo alcun beneficio da questo aumento, che di fatto sarebbe inutile e forse deleterio. I lettori dovrebbero capire che è finito il tempo del lusso, non possiamo più permetterci, in questo campo, come in molti altri, di pretendere l’eccellenza a prezzi popolari. La qualità costruttiva sta calando ovunque, dall’abbigliamento alla tecnologia. Provate a osservare il cotone delle magliette degli anni novanta, confrontatelo col cotone che utilizzano ora. Confrontate le plastiche dei piccoli elettrodomestici, i legni dei mobili. Purtroppo è così, sono vacche magre per tutti.
Riguardo alle pagine a colori, la nostra politica è *sempre* rimasta la stessa: le facciamo dai gruppi di 4 facciate in su, ma se si tratta di un’unica pagina fronte/retro, tanto più se in mezzo al volume, no. Anche 5 anni fa era così.
Detto questo, io rispetto i lettori e ritengo che sia giusto e doveroso che questi facciano le loro valutazioni. Se riterranno che i nostri prezzi siano troppo alti o che non siano adeguati se rapportati alla qualità, è legittimo che scelgano di non comprare i nostri prodotti. Quel che chiedo è un analogo rispetto verso di noi. Giocare al tiro al bersaglio non giova a nessuno. Se uno ha del malcontento da sfogare, ci sono modi ben più salutari e costruttivi di farlo.
Per la grafica delle copertine, cercheremo di tenere in considerazione le opinioni dei lettori e di migliorare.

Dopo un periodo di inattività è stato ripristinato il servizio di newsletter. La sezione prossime uscite del sito, invece, è ancora in stand-by: quando tornerà operativa al 100%?

Quando il sito verrà totalmente rifatto. Ma al momento non ci è possibile stanziare un budget per questo, soprattutto considerando che come semplice mezzo di comunicazione con il pubblico Facebook, che è gratuito, è decisamente efficace.

Flashbook Edizioni ha da poco annunciato molte novità autunnali, all’insegna dei grandi ritorni, come quello di Mitsuru Adachi e delle autrici shojo già collaudate, ma anche del debutto di una nuova mangaka. Ti senti di aggiungere qualcosina rispetto a quanto già espresso nel comunicato stampa?

Mah, diciamo che mi fanno ridere di gusto quelli che non hanno perso l’occasione per rimarcare che “facciamo solo shojo”, e che se ne sono stati zitti zitti quando annunciavamo Alice in Hell, Alice in Borderland, Ex-Vita… Vabbe’. Poi, un’altra cosa: spesso i nostri shojo sono miniserie o volumi unici: ovvio che il numero delle serie sia più alto. Prendiamo gli ultimi annunci: Love*Sign (5 volumi), Una stella cadente (6 volumi), La mia amica Strega (2 volumi), Animanial (1 volume) e LoveLove (1 volume). Totale: 5 serie, 15 volumi. Prendiamo ora i seinen degli annunci precedenti: Alice in Hell (5 volumi), Alice in Borderland (8 volumi), Ex-Vita (2 volumi). Totale: 3 serie ma – ta-daan!! – 15 volumi. Pari. Detto questo: se anche facessimo solo shojo faremmo benissimo, perché vanno mediamente meglio.

Guardando invece il futuro più vicino, presto potremo leggere Ex-Vita di Shin’ya Komi (miniserie seinen di 2 volumi, Shueisha) e Alice in Borderland di Haro Asou (shonen, 8 volumi in corso, Shogakukan): quali sono i punti di forza di queste proposte che ti hanno convinto a portarle in Italia, in particolare dell’esordiente Shin’ya Komi?

Shin’ya Komi è un autore dalle potenzialità devastanti, deve solo fare un po’ di esperienza, credere in sé, imparare a gestirsi. Diciamo che Ex-Vita rappresenta una specie di investimento. Alice in Borderland, al contrario, è frutto del lavoro di un autore che finalmente pare aver trovato la quadratura del cerchio, essere finalmente riuscito a prendere la mira. Il fumetto ha un cast interessante e si fa leggere che è un piacere. Non a caso sta avendo un ottimo successo, al punto che Shogakukan ci sta puntando forte e una versione animata è già stata annunciata. Sembra avere tutte le carte in regola per ripercorrere le orme di Kekkaishi, insomma.

 

Passando ora al passato recente ti chiedo come sono state accolte le novità dei mesi scorsi: Samidare, Misaki (avevi paura che la cover pucciosa allontanasse i lettori), 13 Club, Alice in Hell (ecco di come sta andando questo sono piuttosto curioso visto che molti lamentano l’assenza di seinen “cazzuti” in casa FB, a me è piaciuto molto ^__^), Dreamin’ Sun

Samidare è un caso particolare. Non va male, ma va sicuramente meno bene di quanto dovrebbe, ma anche di quanto potrebbe *qui e ora*. Le fumetterie che ci hanno creduto e lo hanno spinto ne sono entusiaste, e lo vendono a pacchi. Ci sono fumetterie che, riuscissero a procurarselo, lo venderebbero a pacchi, ma non riescono a riceverlo dai loro distributori. Ci sono fumetterie che non sanno nemmeno cosa sia.
Misaki è stato molto apprezzato da chi lo ha letto, ma, come temevo, un po’ le cover sono state fuorvianti, limitandolo un po’. 13club non è andato bene, Alice in Hell è davvero troppo presto per fare dei conti. Dreamin’ Sun è andato un po’ meno bene di quanto ci aspettavamo, e la cosa francamente mi sorprende.

È ancora presto per capire se il terreno è fertile per portare in Italia altre opere di ottimi autori come Satoshi Mizukami e Jiro Matsumoto (Alice in Hell in fondo non ha molti volumi all’attivo : p)?

Il terreno italiano è arido e roccioso, lascia perdere il termine “fertile”. Occorre trovare colture forti e resistenti che sappiano adattarvisi e dar frutti anche in condizioni difficili e impervie. Dici che ho eluso la tua domanda? Mah, un po’ sì’. Ma forse no. Vedremo. ^^

Sono previsti nuovi lanci a prezzo promozionale?

Può darsi, forse, vedremo.

La ripresa di ZeroIn sta procedendo a ritmo mensile come promesso: i numeri sono sempre un bagno di sangue come temevi? Confermi che il volume 12 costerà € 7.50 come diffuso dai cataloghi?

ZeroIn è una pubblicazione in perdita. Se vogliamo trovare una specie di consolazione, al di là del valore del manga (che ribadisco essere assai godibile e sopra la media, nel suo genere), è che, per come si è messo il mercato ultimamente, lo “spread” con le vendite medie si è notevolmente abbassato. Ma a ragionarci bene non è che sia una gran consolazione, eh. Uhm, dici che lo stesso discorso si potrebbe applicare all’economia nazionale?

Puoi fornirci una finestra di uscita, anche solo indicativa, per gli ultimi volumi di Muyung e noi x sempre?

L’ultimo volume di NxS dovrebbe uscire verso Lucca. Per Muyung dovremo attendere qualche mese in più.

Dimension W, la serie più recente di Yuji Iwahara: immagino che ti interessi, ma se ho ben capito Square Enix è un po’ complicata. Ci sono possibilità concrete di vedere il manga in Italia sotto il marchio Flashbook?

Al momento possibilità “concrete” non ce ne sono. Ma, chissà, magari le cose cambiano. Quel che è certo è che, potendo, di Iwahara faremmo molto.

Returners e Alice in Hell sono due esempi di titoli di autori pubblicati anche da altri editori; premesso questo e visto pure che di seinen Shueisha ne state proponendo diversi e che il baseball vi piace, un pensierino su One Outs di Shinobu Kaitani ce lo faresti?

Così su due piedi non ti saprei rispondere. Posso solo dirti, francamente, di non averci mai pensato.

L’ultima volta che ti ho intervistato eravamo prossimi al debutto di The Five Star Stories. Ora, tre anni dopo, i 12 volumi disponibili in Giappone sono stati pubblicati anche in Italia. Com’è andata?

È andata come doveva andare, tutto bene, tutto liscio, anche se resta il rimpianto di cos’avrebbe potuto essere se si fosse fatto 10-15 anni prima e poi ristampato.

Hai avuto modo di leggere i nuovi capitoli? Che ne pensi? Da quel che ho visto la storia riprende dalla fine del volume 12, ma quel pazzoide geniaccio di Nagano ha cambiato un po’ di nomenclatura (si dice per problemi di diritti con Sunrise per via di L-Gaim) uniformandola a quella usata in Gothicmade! E anche lo stile è simile a quello del suo lungometraggio animato…

Sarebbe stato ingenuo pensare che i 7 anni di pausa e tutti gli sforzi e la passione riversati in Gothicmade non avessero lasciato traccia né influenzato il proseguo dell’opera. Dopotutto, considerando tutto quello che Nagano ha dato e messo in Gothicmade, non possiamo non pensare che quest’opera rappresenti la mente e le idee del Nagano contemporaneo, formatosi dopo anni di esperienze ed evoluzioni. Ed è quella mente e quelle idee che genereranno i nuovi capitoli di FSS.

Allo stand di Lucca 2012 ti chiesi informalmente se pubblicherete anche Fool for the City di Nagano: è una cosa fattibile in attesa dei nuovi volumi di FSS?

No, direi di no.

Sfogliando i Newtype ogni tanto mi imbatto nelle pubblicità di albi chiamati The Five Star Stories Tracer. Di cosa si tratta precisamente? Li vedremo in Italia?

Sono gli official fanbook della serie. Difficile dire se li vedremo o meno in Italia. Cose come artbook e fanbook sono sempre stati un discorso molto particolare, anche perché spesso chi li comprerebbe in edizione occidentale già li compra direttamente in giapponese, essendo la parte testuale meramente didascalica, mentre il vero interesse è costituito da schizzi, illustrazioni e materiale fotografico.

Dopo  2001 Nights e The Five Star Stories, secondo te il pubblico italiano è pronto per un altro peso massimo della sci-fi nipponica, quel Toward the Terra dell’immensa Keiko Takemiya?

Guarda, se aspetti che gli Italiani siano pronti… campa cavallo che l’erba cresce. Però, mh, be’, mah, uhm. Ne?

toward terra

Dobbiamo mettere una pietra sopra Kei Toume, Noboru Rokuda e Tsutomu Takahashi? (Yukinobu Hoshino non lo nomino perché in altre occasioni sei stato più che chiaro)

Meh. Direi di sì. Comunque, direi che abbiamo avuto modo di leggere molto di tutti e tre gli autori citati, soprattutto di Takahashi ci son poche opere ancora inedite rispetto a quelle pubblicate. Quello, fra i tre, di cui più perdiamo è Rokuda, senza dubbio.

Proverete di nuovo a pubblicare seinen erotici e yaoi?

Vedremo. ^^

Recentemente editori italiani oltre i soliti hanno annunciato titoli di Hakusensha: possiamo aspettarci un’apertura dell’editore giapponese anche nei vostri confronti?

No, direi di no. Le cose sono davvero meno semplici di quanto possano apparire.

Una curiosità: la maggior parte dei seinen in corso provengono dalle riviste Shueisha, mentre latitano quelli Shogakukan (mentre shonen e shojo di quell’editore tutto sommato non mancano). Contingenza o una valutazione precisa?

Direi valutazione. I seinen della Shogakukan sono davvero molto interessanti, spesso anche più di quelli della Shueisha, ma sono anche molto “particolari”, un po’ difficili, e con un mercato contratto, riottoso & scontroso come quello italiano… Certo, ci sono delle eccezioni. Per dire, fumetti come I am a Hero o Ichi the Killer li avrei fatti volentieri, ma “contingenza” non ha voluto. Se invece facciamo Alice in Hell e non Freesia è frutto di una valutazione precisa.

Siete interessati al recupero di manga interrotti da altri editori come Gaku, Team Medical Dragon o Gunslinger Girl?

Fra questi, ero interessato soprattutto all’ultimo, considerato, oltre al valore del titolo, anche l’esiguo numero di volumi mancanti. Dopo esserci informati sui risultati di vendita presso alcune fumetterie, però, l’amministrazione mi ha detto di lasciar perdere.

gunslinger girl 15

Chiudo chiedendoti se, vista la scarsa presenza alle fiere del sud, quest’anno finalmente parteciperete al Romics autunnale. Devi fa’ un nuovo ratto delle Sabine, o Re!

Mah, che dire? Me lo auguro, lo auspicherei. Poi però, come detto, ci sono tante teste alla Flashbook, ognuna vede le cose da una diversa prospettiva e fa diverse valutazioni, ed è comunque giusto che le decisioni finali le prenda chi ci mette i soldi.

Ti ringrazio per la disponibilità!

Sì, vabbe’, ma non startene così, prono! Stai ritto!

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