Nobody – Le Storie Bonelli n. 10 – Recensione

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Tra nebbia, pioggia, personaggi emblematici ed enormi distese d’acqua, prosegue il viaggio de le Storie, con un nuovo emozionante capitolo.

Le Storie n. 10 – Nobody

Autori: Alessandro Bilotta (testi), Pietro Vitrano (disegni).

Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore.

Provenienza: Italia.

Genere: Avventura

Prezzo: 3,50 Euro

Data di pubblicazione: Luglio 2013


Forse per questo numero il titolo più appropriato per la collana sarebbe dovuto essere le Avventure, e non le Storie. Già, perché Nobody, decimo albo della serie bonelliana, è una vera e propria esaltazione dell’avventura.

Un’avventura che è, prima di tutto, un’avventura per mare, ma anche un’avventura archetipica. Basti pensare che il titolo dell’opera e del protagonista è un chiaro riferimento all’Ulisse di Omero, il capostipite degli avventurieri.

Ma non solo il grande autore greco è tra i riferimenti di questa storia. Nobody, ritenuto da tutti un pazzo, seguendo le indicazioni di un ubriacone moribondo decide di intraprendere un lungo viaggio per recuperare sua moglie, rapita due anni prima dal terribile pirata Ahriman.

Nel corso della sua peregrinazione, l’uomo senza nome né genitori, trovato su una spiaggia e quindi figlio del mare, che in passato ha fatto parte della gloriosa flotta di sir Harry Burrard-Neale – così il vagabondo ama presentarsi – incontrerà numerosi protagonisti della letteratura d’avventura di diverse coordinate spaziali e temporali.

Melville, Verne, Salgari, Conrad sono gli autori da cui lo sceneggiatore Bilotta più pesca nel realizzare un’opera che si fa leggere veloce, sempre pronta a regalare emozioni a ogni pagina.

Dopo aver illustrato il viaggio interplanetario ma soprattutto mentale di Lloyd ne “Il lato oscuro della Luna”, qui l’autore imbastisce una trama che affronta un altro viaggio, questa volta per mare, ma pur sempre mentale: un viaggio per il quale si parte mossi da un chiodo fisso che fa sembrare pazzi, un viaggio incontro al proprio destino.

Alessandro Bilotta è il primo sceneggiatore a fare il bis su Le Storie. Leggendo il secondo albo da lui firmato si ha piena coscienza che la scelta è stata quanto mai azzeccata. “Nobody” è una storia che tiene il lettore col fiato sospeso, che si muove tra riferimenti più o meno celati, ma che sa sorprendere e fa gioire a ogni “riconoscimento”. Leggerla è un po’ come compiere una passeggiata accanto ai grandi scrittori d’avventura.

Passeggiata che gode di un panorama meraviglioso, viste le illustrazioni dell’ottimo Pietro Vitrano. Che siano creature deformi e mostri orribili, che siano scene di calma o furiose battaglie, distese marine agitate dalle piogge o porti nebbiosi, i suoi disegni aderiscono con una sintonia invidiabile all’anima della trama, e il suo multiforme e puntuale tratto seduce il lettore.

Insomma, centodieci pagine che si configurano come un appassionato – e appassionante – omaggio al genere avventuroso e che al tempo stesso si presentano come un raro scrigno che custodisce citazioni ed emozioni, originalità, colpi di scena e tanto, tanto piacere di leggere…


Voto: 8,5

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2 Commenti

  1. …boh,a me quell’immenso calderone di citazioni non è parso un pregio…al contrario.io opterei per un aumento del numero delle pagine,perchè molte storie finora sono state limitate proprio dallo spazio concesso;mi spiego:quando ci si aspetta l’esplosione di tutte le varie situazioni ,si arriva troppo rapidamente alla conclusione,lasciando un senso di smarrimento in chi legge.opinione personalissima eh!tengo comunque a precisare che il precedente lavoro di bilotta su “le storie” sia effettivamente un capolavoro.

  2. Mah! Assemblare una storia con personaggi della letteratura d’avventura non mi pare questa gran cosa che meriti un 8,5. Bilotta forse ha voluto scimmiottare Alan Moore e la sua Lega degli Straordinari Gentleman ma ha solo prodotto una vetrina di personaggi che non appassionano per niente. Per quel che mi riguarda mi sembra la solita storia, ordinaria, in salsa Bonelli quindi molto insipida e scotta.

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