La seconda volta che ho visto Roma – Recensione

Pubblicato il 26 Giugno 2013 alle 16:30

Un romanzo che racconta ed elogia l’Italia prendendo come modello Roma, rappresentandola, però, sommersa dal guano dei gabbiani. Metafora della nostra società?!

La seconda volta che ho visto Roma

Autore: Marco Corona

Casa Editrice: Rizzoli Lizard

Genere: Biografico

Provenienza: Italia

Prezzo: 17.00 €, 17×24, pp, 120, col.

Data di pubblicazione: Maggio 2013

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Il primo approccio con questo volume è stato un po’ superficiale, anche dopo la lettura mi è sembrato un po’ confuso e frettoloso, come il mio primo giudizio. Solamente dopo la seconda volta che ho letto “La seconda volta che ho visto Roma” ho capito il senso della storia e la scelta grafica e stilistica. Il volume risulta “rustico” fatto in casa, intimo e viscerale, aggettivi che lo rendono forse un po’ ostico.

Gli acquerelli e i pantoni, in alcuni tratti, sono molto confusi e sembrano poco curati, altre vignette sono invece chiare e apprezzabili. La storia segue lo stesso ritmo, limpida in alcuni punti digressiva e confusa in altri. La copertina, i balloon, il lettering è tutto artigianale persino i confini delle vignette non seguono una propria linearità e i numeri delle pagine sono evidentemente scritti a mano. Tutto ad una prima lettura può sembrare lasciato al caso!

Con più attenzione, invece, ci rendiamo conto di avere tra le mani un volume molto personale, biografico, che tratta delle prime paure di un uomo che, con orgoglio, sta per diventare padre per la prima volta; ci racconta dei dubbi e delle gioie della capitale ma con la fierezza di essere italiano e mai cieco rispetto a tutti gli avvenimenti tragici e bellici che hanno rappresentato la storia della nostra Italia.

Ci racconta così una Roma che indifferente subisce intemperie di ogni tipo (neve prima e completa aridità dopo), salti temporali agli istanti dell’occupazione tedesca e fatti più recenti di carattere scandalistico, sempre raccontati dall’autore come se la città fosse un grande essere vivente, vittima e carnefice allo stesso tempo.

Le citazioni sono molteplici e di ogni genere. Ci si può divertire e cercare di capire quali e quante sono, anche perché in appendice ne troverete un elenco completo.

Da questa graphic novel traspira patriottismo ed è un autentico elogio alla capitale che domina su tutto e su tutti. Uno stile bizzarro e secco, complesso e flessibile, feroce e crudele. Con una tendenza pittorica espressionista-macchiaiola corredata da una narrazione ricca di flash back e di stop (e)motion, con digressioni sentimentali e affettive che si alternano alla ferocia e alla sfrontatezza politico-cattolica.

Un saggio sull’amore, sull’amicizia e sulle difficoltà che la società e la vita ci impongono.


Voto: 7

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