Recensioni Manga

Recensione Dorothea vol.1 – GP Publishing

Francesca "Koe" Guarracino 19/05/2010

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Autore: Cuvie
Editore:
GP Publishing
Provenienza:
Giappone
Prezzo:
€ 5,90


Nel villaggio di Nauders, nella Germania medievale, la giovane Dorothea attende da tempo il ritorno del suo amico Gyurk, partito due anni prima come mercenario.

La ragazza si dimostra fin da subito un’abile combattente, trovandosi ad affrontare una situazione politica sempre più instabile, che minaccia di distruggere la “Casa del candore” nella quale vive. Dorothea è, infatti, una ragazza albina e vive con altri bambini nelle sue stesse condizioni, venerati dalla popolazione come creature dotate di grandi poteri e in grado di donare fortuna.

Il precipitare degli eventi mette in chiaro come il braccio di ferro tra l’impero e la Chiesa di Roma lasci ormai pochissimo spazio al sopravvivere di culti pagani, travolgendo quindi l’esistenza degli albini, considerati alla stregua di esseri diabolici.

Al ritorno di Gyurk, che ha sperimentato l’orrore della guerra, Dorothea si rende ben presto conto che il mondo esterno è molto diverso da ciò che ha sempre immaginato, tuttavia, si convince che è proprio ciò di cui ha bisogno per maturare l’esperienza che le serve per guidare e proteggere in futuro la “Casa del candore”.

Inizia così l’avventura di Dorothea alla scoperta del mondo e di se stessa, nella costante sfida a un sistema sociale che respinge i diversi e discrimina le donne.

La GP Publishing porta in Italia “Dorothea”, manga dalle molteplici sfaccettature impastate e tenute insieme dalla precisa ricostruzione storica che fa da sfondo alle vicende.

Nonostante l’autrice vanti una bibliografia nettamente orientata sul genere sentimentale ed hentai, con “Dorothea” dimostra la sua abilità anche nel disegno di sequenze d’azione, regalando ai lettori un’opera avvincente, ma in grado di far riflettere su temi scottanti quali l’accettazione di altre culture e l’esigenza di cercare ciascuno una propria strada.

Il tratto di Cuvie è pulito e semplice, pur nella rappresentazione di realtà lontane nel tempo e nello spazio, non ostentando mai il lavoro di documentazione svolto. Lo stile di disegno è piuttosto delicato, molto più vicino allo stile proprio dello shojo che non a quello dello shonen. Da questo punto di vista, l’uso dei retini è dosato alla perfezione, in modo da non appesantire mai le tavole e dare risalto, al contempo, ai dettagli.

Nel complesso, l’aspetto grafico fa da contraltare ad una narrazione che vuole sì descrivere battaglie e combattimenti, ma che non rinuncia a rendere il lettore partecipe della crescita di Dorothea e del suo candore – fisico e spirituale – nel relazionarsi ad un mondo sconvolto dal potere e dalla morte.

Per quanto riguarda le caratterizzazioni dei personaggi, la scena è dominata da Dorothea, la cui personalità prevale su quella dei suoi coprotagonisti, mai banali, ma sicuramente meno impulsivi e più posati. Del resto, l’effetto finale supporta ulteriormente l’idea di una ragazza impaziente di conoscere che non può comprendere fino in fondo chi ha già visto il mondo e ne ha conosciuto anche le terribili contraddizioni.

La storia scorre bene e in modo piacevole, ad eccezione del primo capitolo nel quale le atmosfere e le situazioni sono ancora incerte, con scene comiche e romantiche che mal si conciliano con le vicende narrate, per di più in contrasto con  il tono dei capitoli successivi, tra loro ben amalgamati.

Interessante la scelta del tedesco per i titoli, anziché del più comune inglese.

L’edizione italiana è ben confezionata, con sovraccoperta e le prime quattro tavole a colori su carta lucida. Ottime le rilegature, come sempre in casa GP: l’albo può essere sfogliato comodamente aprendo il volume fino in fondo senza temere di rovinare la costina, per poter godere appieno di ogni pagina. E’ migliorata anche la qualità della carta, sempre ruvida, ma più bianca e resistente. Il rapporto qualità-prezzo risulta quindi bilanciato.

In conclusione, “Dorothea” è un’opera quasi ibrida difficile da catalogare in modo univoco, ma in grado di coinvolgere sia per il tono avventuroso sia per il percorso introspettivo dei personaggi.


VOTO 7-

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