Recensioni Fumetti

Per questo mi chiamo Giovanni – Il Giornalino n. 20 – Recensione

Sergio L. Duma 01/07/2012

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Inizia un fumetto dedicato a Giovanni Falcone, pubblicato a puntate su una delle riviste a fumetti più importanti del mercato italiano: Il Giornalino. Quando fumetto popolare e impegno si uniscono in un connubio ben riuscito.

Il Giornalino n. 20

Autori: AA.VV.

Casa Editrice: Periodici San Paolo

Provenienza: Italia

Genere: Antologico

Prezzo: € 2,30, pp. 68, col.

Data di pubblicazione: 13 maggio 2012


Esistono fumetti di cui di solito non mi occupo. Primo, perché non si può leggere tutto e secondo, perché il sottoscritto ha determinati interessi che lo spingono a privilegiare certi prodotti e a tralasciarne altri, facendosi dunque influenzare dai gusti personali. Quelli destinati a un pubblico di ragazzi, quindi, non sono da annoverare tra le mie letture ricorrenti. Ciò non significa che in questo genere non esista materiale valido, però, e di tanto in tanto è bene porre sotto la luce dei riflettori qualcosa che non ha a che fare con i consueti comic-book americani.

Se si discute di fumetti per ragazzi, la Periodici San Paolo riveste un ruolo di primo piano e il settimanale Il Giornalino è una testata fondamentale. Bisogna puntualizzare che essa si colloca in un’area culturale cattolica; tuttavia, le storie pubblicate non hanno un’impostazione confessionale, sebbene non manchi il tentativo di veicolare messaggi comunque positivi e certamente non in contraddizione con la morale cristiana.

L’importante è la chiarezza e da questo punto di vista Il Giornalino non può essere tacciato di ambiguità. Trovo interessante il n. 20 della rivista poiché è a partire da questo numero che inizia la pubblicazione di un serial di Claudio Stassi dedicato alla figura di Giovanni Falcone. Stassi, prendendo spunto da un romanzo di Luigi Garlando, descrive la vita di Falcone, usando come pretesto la figura di un ragazzino. È lui che, uscendo di casa in compagnia del padre, viene a conoscenza della storia del coraggioso magistrato. Stassi utilizza uno stile di scrittura semplice, intenso e di grande leggibilità e i disegni hanno un’eleganza e una fluidità notevoli, valorizzati da colori tenui e sfumati che contribuiscono ad evocare atmosfere malinconiche e crepuscolari, pur non prive di speranza.

Ci sono poi altri fumetti come, per esempio, l’interessante Raja del duo Fissore/Catalano, delizioso fantasy di ambientazione orientale che a tratti può ricordare alcune pellicole e storie Disney. I testi di Fissore sono ben impostati e vanno segnalati i disegni della bravissima Monica Catalano dal tratto raffinato, esaltato da splendidi colori.

Si procede con il pregevole Gargoils di Filippi/Etienne, caratterizzato da evidenti influssi cartoon. È una vicenda divertente di talismani, folletti e creature fiabesche. E alla leggerezza dei testi si accompagna la fluidità del disegno, contrassegnato da un grande senso del movimento. E pure l’aspetto cromatico è intrigante. C’è inoltre un bel contributo del poliedrico Massimo Mattioli con Pinky. In un contesto umoristico non privo di sarcasmo, Mattioli compie una riuscita e incisiva satira della fantascienza, prendendo in giro nello stesso tempo vari aspetti dell’umanità contemporanea, con uno stile che fa pensare alla pop art filtrata da suggestioni cartoon.

E l’umorismo continua con Il Giornalino della Giungla di Roberto Totaro che forse si richiama alla gloriosa tradizione delle strisce comiche statunitensi e con Luca Salvagno che riprende un mitico personaggio del grande Jacovitti, Cocco Bill, riuscendo a rispettare lo spirito e lo stile del compianto Benito. Oltre ai fumetti, il settimanale è inoltre corredato da articoli di vario tipo e nel complesso è di indiscutibile qualità. Il Giornalino, perciò, è un esempio di editoria fumettistica che in genere i siti ignorano ma che, lo ribadisco, è importante e mi è sembrato giusto dedicargli un po’ di spazio.


Voto: 7

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