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Macerie Prime: alla ricerca del tempo perduto | Recensione

Manuel Lucaroni 21/11/2017

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Dopo aver affrontato la tematica curda, Zerocalcare torna ad ambientare le vicende del nuovo libro nel suo quotidiano, alla ricerca del suo “tempo perduto” riflettendo continuamente sulla vita.

Zerocalcare torna dopo il reportage a fumetti sull’esperienza in Kurdistan con la prima parte del nuovo capolavoro BAO Publishing: Macerie Prime. Pronti a tornare nella”semplice” quotidiana vita romana dell’autore?

QUANDO NASCE UN AMORE

L’evento cardine di questa prima parte di storia si sviluppa e prende vita sul matrimonio di uno degli storici amici di Zero: Cinghiale, noto playboy che sembra aver messo la testa apposto. Il matrimonio è l’occasione per il fumettista romano di riunirsi con il suo storico gruppo di amici formato da Sarah, Katja e Deprecabile (coppia conosciuta durante il G8 di Genova) Secco e, appunto, Cinghiale. Ma cosa accomuna questo gruppi di ragazzi, oltre la periferia e un’amicizia nata ai tempi della scuola? L’essere umani, con le proprie virtù e debolezze.

STUDIARE IL NEMICO

Mentre Calcare prosegue nella narrazione degli eventi pre e post matrimonio (come la sua partecipazione ad una conferenza con un politico riguardo ai Curdi, finita con una presunta aggressione a quest’ultimo da parte di un ragazzo, o il coinvolgimento con il suo gruppo di amici ad un bando lavorativo) due misteriosi personaggi si infilano nella narrazione: un bambino ed un vecchio saggio, attenti a studiare i movimenti di un gruppo di ragazzi (Zero e gli amici, per l’appunto) “naufragati” in un posto pieno di macerie, tutto da costruire. E mentre osservano da lontano il gruppo di ragazzi, proprio come due veri esploratori, cominciano a prendere familiarità con creature demoniache che infestano le persone e rubano ad esse tasselli della loro anima. Dove andranno a finire questi tasselli d’umanità, rubati da misteriosi (e fantasiosi) mostri, dopo che i personaggi derubati hanno ceduto a normali “paure” (come quella del rimanere incastrati in una situazione, la frustrazione dello scaricare la propria rabbia interiore su un capro espiatorio o il timore di essere attaccato da “sanguisughe” sfruttatrici) che da sempre tormentano gli essere umani?

Sembra che il tutto serva ad alimentare una misteriosa creatura, pronta a svegliarsi dai meandri del villaggio ridotto in macerie…

IL TOCCO DELL’ARTISTA

Raccontando la sua quotidianità, le sue esperienze vissute, mettendosi a nudo o, in termini pasoliniani, mettendosi davanti alla “cinepresa” (o meglio al foglio, considerando si parla di fumetti!) con quella simpatia e arguzia sottolineate dal dialetto romano (genuino, vero, di “pancia”) Zerocalcare riesce ancora una volta ad orchestrare una trama che non solo incuriosisce il lettore, ma dà continuità narrativa a quello che vuole essere il vero intento dell’autore: analizzare a fondo, mettendosi in gioco, l’interiorità dei personaggi e amici, ognuno con le proprie ambizioni, le proprie paure e il proprio passato da portarsi sulle spalle. Passata la soglia dei trent’anni, l’autore va alla ricerca del suo tempo perduto riflettendo continuamente sul passato, sul successo presente e su quel futuro che sembra pesare e non poco sulle sue spalle e su quelle di chi gli è vicino.

Convinti che, nel secondo e ultimo capitolo di Macerie Prime, i frammenti “dell’anima” rubati ai personaggi si uniscano in un puzzle meraviglioso.

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