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IL BATMAN CHE RIDE – La miniserie di Scott Snyder e Jock – Recensione

Marco -Spider-Ci- Novelli 06/01/2026

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  • Autori: Scott Snyder, James Tynion IV, Jock, Eduardo Risso
  • Formato: 15X23, B., 224p.
  • Prezzo: 9,90 euro
  • Casa editrice: Panini Comics
  • Data di uscita: 18 dic. 2025

Quando nel 2017 lo scrittore Scott Snyder concepì la saga-evento Dark Nights: Metal, introdusse l’interessante concetto del Multiverso Oscuro, ovvero un universo speculare a quello canonico, ma forgiato principalmente dalle paure e le angosce di quest’ultimo, così da generare versioni distorte e malvagie degli eroi Dc che tutti conosciamo.

Ogni supereroe, in pratica, aveva una sua controparte oscura, ma quella senza dubbio più inquietante (e malevola) era il Batman che Ride, ovvero un Cavaliere Oscuro che possiede tutte le caratteristiche dell’originale (addestramento fisico e mentale, acume, determinazione, ecc..), ma privo della bussola morale che gli permette di non oltrepassare certi limiti, essendo stato infettato della tossina del Joker.

Immaginate, dunque, quanto possa essere inarrestabile un ibrido tra Batman e Joker, ovvero il migliore tra i supereroi e il più malvagio e psicopatico degli assassini. Un “predatore alfa”, come viene definito dallo stesso Snyder, che infonde terrore già solo al primo sguardo, visto che indossa un’attillata tuta di pelle nera, corredata di lacci, borchie e punte di ferro sparse ovunque, che lo ricoprono dalla testa ai piedi, lasciando scoperto solo il suo inconfondibile ghigno.

Il villain perfetto, insomma, o “definitivo”, talmente azzeccato sia a livello estetico che concettuale, da entrare fin da subito nel cuore dei fan, che non solo hanno decretato il successo della suddetta saga, ma hanno anche spinto l’autore a creare nuove storie sul personaggio. Da qui la nascita di una miniserie in sette numeri interamente dedicata a lui, intitolata proprio Il Batman che Ride.

Se in Dark Nights: Metal era affiancato dalla superstar della matita Greg Capullo, qui lo scrittore torna a far coppia con Jock, artista dal tratto decisamente più particolare, cupo e stilizzato, che già avevamo visto nella famosa run di Detective Comics Lo Specchio Nero, dove Snyder “esplose” come bat-scrittore, e a cui si riallaccia anche in questo racconto.

Il Batman che Ride infatti riprende i fili lasciati in sospeso sia in Metal che nello Specchio Nero, portando in scena un nuovo, machiavellico, piano del Cavaliere Oscuro malvagio, desideroso di trasformare tutti gli abitanti di Gotham City (e poi del mondo intero) nelle peggiori versioni di loro stessi, attraverso un siero con il quale avrebbe contaminato la riserva idrica della città.

Per fare ciò, avrà però bisogno di mescolare il suo sangue con quello di altri Bruce Wayne alternativi, che farà arrivare attraverso appositi portali dimensionali, ottenuti dal metallo oscuro ancora presente nella realtà del nostro Batman. Una di queste varianti dell’Uomo Pipistrello sarà invece il suo braccio destro per portare a termine la missione, e si tratta di un altro character altrettanto azzeccato e inquietante, soprannominato Il Cavaliere Tetro.

Questo Batman/Bruce Wayne in pratica è riuscito a impossessarsi della pistola di Joe Chill, il giorno in cui uccise i suoi genitori, per poi sparargli a sangue freddo, nonostante fosse solo un bambino. Da allora, anziché ripudiare le armi, inizierà una vera e propria guerra al crimine molto simile a quella del Punisher della Marvel, sterminando a suon di pallottole tutti i criminali che poteva e trasformando la stessa Gotham City in un’arma, con telecamere, gps e satelliti che monitorano tutta la città, così da intervenire in maniera chirurgica a fronte di qualsiasi crimine o malefatta.

Da grande appassionato di horror, Snyder si dimostra particolarmente a suo agio con queste versioni distorte del Cavaliere Oscuro, che riescono a mostrare quali derive potrebbe intraprendere il percorso di un personaggio così complesso e sfaccettato come Batman, da sempre figura eroica e simbolo di giustizia, ma anche costantemente in lotta con un lato più ombroso del suo animo, che spesso rischia di prevalere, trasformandolo in qualcosa di non così distante dagli stessi pazzi che combatte.

Una delle sue più grandi paure, infatti, è proprio quella di perdere il controllo e diventare un agente del caos, esattamente come Joker, e il Batman che Ride è l’incarnazione vivente di questo timore: un essere estremamente pericoloso, che può prevedere ogni sua mossa e ragionare come lui, ma scevro da ogni tipo di paletto morale ed etico. Un mostro che vive solo per portare a termine la sua missione, perché “Batman vince sempre”, solo che nel suo caso i suoi intenti sono tutt’altro che nobili o benevoli…

Ora più che mai, il Crociato Incappucciato dovrà spingersi oltre i propri limiti, e guardare in faccia il male, che stavolta, ahimé, avrà proprio la SUA faccia ! Intossicato dal veleno del Joker, lui stesso inizierà a trasformarsi nel suo incubo peggiore e vedere le cose coi suoi occhi, combattendo affinché quelle sensazioni così estreme e disturbanti non prendano il sopravvento.

Sarà quindi l’occasione per guardare dentro sé stesso e i percorsi che la vita gli avrebbe potuto offrire, dato che Il Batman che Ride lo metterà di fronte ad altre versioni di sé stesso, che hanno deciso di abbandonare cappuccio e mantello, per intraprendere un altro tipo di vita e aiutare Gotham City in modi differenti, sottolineando il fatto che erano tutti uomini più felici e appagati di lui.

Il Batman che conosciamo, infatti, è intrappolato in una sorta di loop, dove i suoi avversari vengono sconfitti e ritornano continuamente, in una lotta che sembra non avere mai fine. La sua dedizione alla causa, inoltre, non gli permette di avere una vita sociale o sentimentale soddisfacente, per cui non riesce ad evolversi oltre il suo status di vigilante mascherato, sempre in cerca di giustizia dopo la morte violenta dei genitori, e incapace di provare autentici momenti di gioia e spensieratezza.

A proposito di spirali che non si interrompono, Snyder riprende anche il personaggio di James Gordon, ovvero il figlio della famosa spalla del Pipistrello e commissario di polizia, che nella succitata run de Lo Specchio Nero si scoprì essere uno psicopatico incapace di provare empatia nei confronti degli altri. Nonostante James stia seguendo un percorso riabilitativo, che sembra averlo cambiato davvero, Batman vuole che ritorni a ragionare con la mente diabolica di un tempo, fredda e calcolatrice, per provare ad anticipare i piani del Batman che Ride, rischiando di mandare a monte tutti i miglioramenti raggiunti fino ad allora…

Il figlio di Gordon è una figura enigmatica, che rappresenta perfettamente l’orrore celato dietro la normalità, considerando che ha un aspetto molto comune, difficile da distinguere in mezzo a una folla. In realtà, però, quella dell’uomo comune è solo una maschera, che utilizza per mimetizzarsi insieme a persone di cui non gli interessa nulla e non ritiene meritevoli di vivere.

Il dubbio che aleggia durante tutto il racconto, dunque, è se sia veramente cambiato o stia ancora portando una maschera, fingendo di essere ciò che non è. La spirale di violenza si sarà davvero interrotta, in questo caso ? C’è ancora una luce di speranza in una città corrotta dal male come Gotham City ???

Tutto questo e molto altro verrà affrontato nella miniserie del Batman che Ride, a cui si aggiunge lo speciale one-shot dedicato al Cavaliere Tetro, in quello che è diventato a tutti gli effetti un “classico moderno” (o instant classic) della mitologia batmaniana. Un villain dal grande carisma e impatto visivo, che cattura immediatamente il lettore e lo trascina nel suo regno oscuro, con innegabile efficacia.

Snyder, da scrittore rodato quale è, riesce a sfruttare al massimo il suo potenziale, mettendo in evidenza la sua carica eversiva e disturbante, che lo rende un vero e proprio specchio distorto dell’Uomo Pipistrello, in grado di far venire fuori tutte le sue paure e fragilità più nascoste, scavando nel profondo della sua anima, che conosce meglio di chiunque altro. In questa saga l’autore riesce a fondere perfettamente azione e introspezione, senza esagerare con le trovate più tamarre e fracassone, che spesso lo contraddistinguono, motivo per cui si può considerare una delle sue opere meglio riuscite.

I disegni, poi, sono la ciliegina sulla torta, in quanto nessuno meglio di Jock poteva raffigurare questo momento così buio per il Cavaliere Oscuro, simile a un grande incubo, costellato da figure demoniache e pazzi psicopatici. Il suo tratto nervoso e stilizzato, estremamente cupo e fuori dagli schemi, con anatomie ed espressioni spesso esagerate, è perfetto nel rappresentare personaggi mostruosi e inquietanti come il Batman che Ride o Joker, ma anche un Batman sull’orlo della pazzia, in procinto di trasformarsi nella sua stessa nemesi.

L’approccio dell’artista britannico è molto originale e moderno, sia come stile di disegno che come layout delle tavole, e valorizza particolarmente la sceneggiatura intensa ed emotiva di Snyder, con uno storytelling agile ed essenziale. Lo stesso vale per il veterano Eduardo Risso, che molti fan Dc ricorderanno per le sue collaborazioni con lo scrittore Brian Azzarello, e che si è sempre contraddistinto per un tratto sicuramente più morbido e preciso rispetto a quello di Jock, ma non per questo meno oscuro ed espressivo.

Il suo racconto del Cavaliere Tetro è un gioiellino pulp/noir, che alterna una colorazione dell’ottimo Dave Stewart acquarellata per i flashback a quella canonica per il presente, sempre comunque molto basilare e non invadente, come di consuetudine per l’artista argentino, vero maestro del genere dallo stile inconfondibile.

Da molto tempo i fan aspettavano una riedizione di questo volume e finalmente Panini li ha accontentati, con un’edizione economica in versione pocket, adatta a tutte le tasche, ma sicuramente ne arriveranno altre, anche in formati differenti. Per adesso un’ottima occasione per recuperarla, comunque, senza spendere troppi soldi.

In breve

Storia

7.5

Disegni

8

Cura editoriale

7.5

Sommario

Punteggio Totale

7.7

stars

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