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Baba Yaga: il Fascino delle Streghe, recensione Guido Crepax Erotica vol. 2

Sergio L. Duma 20/01/2015

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Mondadori Comics ripropone una delle storie più amate di Valentina: Baba Yaga! Scoprite o riscoprite un classico del fumetto internazionale nel secondo volume della collana Erotica dedicata al genio del compianto Guido Crepax!

erotica 2 baba yaga

Sulla scia del successo delle collane Historica e Fantastica, Mondadori Comics ha iniziato ad allargare il ventaglio di proposte varando una serie intitolata Erotica che, come è facile intuire, è dedicata ad opere fumettistiche che fanno dell’Eros la cifra stilistica e narrativa preponderante. I lavori in essa inclusi sono del compianto Guido Crepax, uno dei maestri indiscussi della letteratura disegnata internazionale, padre della celebre Valentina nonché responsabile di riusciti e suggestivi adattamenti di opere letterarie.

In questo secondo volume Valentina occupa uno spazio considerevole. Il libro si apre infatti con una delle storie più celebrate dai fan della splendida fotografa: Baba Yaga. Si tratta di un lavoro complesso che ingloba tutte le suggestioni creative di Crepax. C’è l’erotismo, naturalmente; ma non mancano il noir e il mystery, influenze del misticismo e dell’occultismo e, dal punto di vista grafico, echi del design, della moda, dell’architettura e della fotografia che costituiscono il marchio distintivo del suo stile.

In questa avventura Valentina assume un ruolo predominante rispetto al compagno Philip Rembrandt, alias Neutron, che inizialmente era invece il protagonista della serie. Il suo progressivo ridimensionamento fu dovuto al clima culturale e sociale degli anni settanta. Crepax, infatti, percepì le istanze del femminismo e perciò mise sotto la luce dei riflettori Valentina, rappresentandola come una donna consapevole, sicura di sé e propensa ad accettare senza problemi le sue fantasie e le sue esigenze erotiche, in tavole di grande potenza espressiva e dalla valenza onirica.

E pure le altre donne presenti nella story-line sono simili alla singolare eroina. E’ il caso della perfida Baba Yaga, dedita all’occulto e alla magia nera, che darà parecchio filo da torcere a Valentina e a Philip, con l’ausilio di un’inquietante bambola demoniaca. La vicenda, non priva di elementi psicanalitici, procede con ‘Barbablù’ ed è qui che Crepax spiega quali sono le motivazioni inconsce che spingono Baba Yaga a comportarsi in un certo modo. Il clima della trama è comunque quello libertario nato dalle concezioni sixties, ben sintetizzate da una frase della stessa Valentina: ‘Non più pudori, non più ipocrisia, non più pregiudizi razziali’.

Tra sequenze visionarie degne di una pellicola di Fellini e altre introspettive che possono far pensare al cinema di Antonioni (specialmente quello di ‘Blow-Up’), Crepax firma un lavoro coinvolgente e spiazzante, ancora oggi di incredibile modernità. Il libro si conclude poi con ‘Rembrandt e Le Streghe’. Il compagno di Valentina è qui il protagonista ma viene subito messo in ombra da donne stupende e, tanto per cambiare, dominanti. L’universo femminile delineato da Crepax è quindi fatto di ragazze volitive e castranti e la story-line non è priva di ironia (lo stesso termine ‘streghe’ si riferisce alle esponenti dei movimenti femministi degli anni settanta).

Quanto all’aspetto grafico, i disegni di Crepax raggiungono vertici qualitativi notevoli. La rappresentazione dei corpi femminili è contrassegnata da sensualità e raffinatezza innegabili. Malgrado ci siano situazioni esplicite, non c’è mai volgarità, e inoltre tante pagine sono valorizzate dagli stilemi liberty e gotici, dal taglio cinematografico delle vignette e dal lay-out inventivo. Alcune tavole hanno una costruzione tradizionale, altre invece una scansione dell’azione che non segue schemi canonici. Insomma, questo volume è consigliabile così come è consigliabile questa ottima collana targata Mondadori Comics.

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