Il mercenario chiacchierone ne combina di tutti i colori ! Prima tenta di farsi ammazzare da Hulk, poi si scontra con il Demolitore e con dei famelici Chupacabra messicani ! Infine, un sentito omaggio alle mitiche storie anni Sessanta di Spider-Man firmato da Joe Kelly e Pete Woods !

Deadpool n.16

Autori: Daniel Way, Bong Dazo, Cullen Bunn, Matteo Scalera, Joe Kelly, Pete Woods

Casa editrice: Panini Comics

Provenienza: Stati Uniti, 17×26, S., 80 pp., col.

Genere: Supereroistico

Prezzo: 3,50 euro

Anno di pubblicazione in Italia: 2012

 


 

Scommetto che in pochi, fino a qualche anno fa, avrebbero scommesso su una testata italiana da edicola interamente dedicata a Deadpool, e che avrebbe raggiunto anche degli ottimi risultati di vendita… E invece, cavalcando l’onda del successo già raggiunto oltreoceano, anche la Panini ha deciso di rischiare e in effetti il mensile dedicato al mercenario chiacchierone compare quasi sempre nella top ten degli albi più venduti.

Del resto Deadpool si discosta dai classici albi a fumetti supereroistici in quanto prende in giro e ridicolizza tutti i clichè propri del suo mondo, un po’ come il nostro amatissimo Rat-Man, attirando l’attenzione anche di lettori occasionali che non necessariamente seguono regolarmente le avventure dei supereroi. Si tratta inoltre di letture leggere e di facile fruizione, che puntano molto su azione e ironia, e quindi adatte a una vasta fascia di pubblico.

Il problema sostanziale di questa testata, però, è che la sua serie principale, scritta da Daniel Way, risulta essere proprio la più debole ! E questo sedicesimo numero, ahimè, non fa eccezione….  Si inizia infatti con la seconda parte di uno story-arc in cui Wade decide di farsi ammazzare da Hulk per incontrarsi con la Morte, ma si sa che il suo fattore rigenerante è particolarmente “resistente” e quindi proverà di tutto pur di far arrabbiare il più possibile il povero Gigante Verde !

Di fatto le premesse sarebbero anche buone, visto che da uno scontro tra Hulk e Deadpool potrebbe venir fuori davvero di tutto, ma anche stavolta Way non riesce a stupirci a sufficienza, tirando avanti la trama in maniera piuttosto piatta e prevedibile, strappando al massimo qualche mezzo sorriso….  Meno male che le cose vanno un po’ meglio con il numero .1 ( Point One ), ovvero una storia autoconclusiva realizzata appositamente per attirare nuovi potenziali lettori.

In questo caso Way ci regala un racconto quasi “edificante”, ovviamente alla maniera di Wade, in cui il nostro mercenario viene assoldato per sfrattare da un appartamento nientemeno che il Demolitore ! Ma l’incontro con un’arzilla vecchietta di quello stesso palazzo cambierà le carte in tavola…. La storia è piacevole e ben costruita, e soprattutto più ragionata, visto che comunque si tratta di un possibile numero “iniziatico”. Ai disegni troviamo in entrambi i casi Bong Dazo, artista dal tratto gommoso e caricaturale, a volte un po’ impreciso o esagerato nelle fisionomie, ma nel complesso apprezzabile.

E a proposito di disegni, non sono certo da meno quelli del nostro Matteo Scalera, che dopo un divertente team-up tra D-pool e Thor pubblicato nel precedente numero, lo ritroviamo stavolta in un racconto breve tratto da Deadpool n.1000, in cui Wade dovrà vedersela con mostruosi Chupacabras e fameliche capre zombie in una sperduta zona del Messico. Una storiella ironica e dissacrante, in perfetta sintonia col personaggio, firmata dal bravo Cullen Bunn.

Chiude l’albo una vera chicca tratta dalla prima serie dedicata al mercenario chiacchierone, quando ai testi c’era quel geniaccio di Joe Kelly, il quale ha pensato bene di omaggiare le mitiche avventure dell’Uomo Ragno firmate da Stan Lee e John Romita Sr. negli anni Sessanta, catapultando l’irriverente personaggio nel passato, proprio ai tempi in cui Peter Parker era ancora un giovane studente universitario. Nello specifico, Kelly riprende fedelmente gli avvenimenti narrati in The Amazing Spider-Man n.47, quando Kraven il Cacciatore irruppe durante la festa organizzata da Gwen Stacy  per Flash Thompson, prossimo a partire per la carriera militare. Lo scopo del cacciatore era catturare Harry Osborn così da arrivare al padre Norman, che nel frattempo aveva perso la memoria e non si ricordava più di essere Goblin. In questo contesto viene messo di mezzo Deadpool, il quale ha come unico obiettivo quello di ritornare al presente e per farlo dovrà fingere di essere ( guarda caso ) proprio l’alter-ego dell’Uomo Ragno !

Joe Kelly, insieme a Pete Woods ai disegni e Al Milgrom e Joe Sinnott alle chine, realizza un lavoro di cesello, riprendendo buona parte delle vignette originali di John Romita Sr. e riadattandole in base alle sue esigenze, inserendo o eliminando alcuni elementi, oppure aggiungendo altre vignette ex novo, ovviamente ricalcando fedelmente lo stile del grande Romita. E non è un caso che i credits di questa storia speciale siano una parodia della locandina di Forrest Gump, film famoso anche per aver inserito il protagonista Tom Hanks all’interno di foto e filmati storici, come se vi avesse preso parte veramente.

Resta il fatto che di questa testata Panini dedicata a Deadpool le storie più interessanti sono quelle non firmate da Way, e quindi tutte tranne la principale. Un fatto di per sé paradossale, che mantiene la testata sempre su livelli medio-bassi e non riesce a esprimere al meglio le potenzialità del personaggio.


Voto: 6

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2 Commenti

  1. Non sono proprio d’accordo, Bong Dazo ai disegni lo trovo ottimo per Deadpool e rispetto a storie più piatte questa con Hulk l’ho trovata abbastanza ispirata in questa seconda parte…

    • Appunto. Se questa è la più ispirata, immaginiamoci le altre…!!! ;-p
      Comunque io non ho parlato male di Bong Dazo: non è tra i miei disegnatori preferiti, ma anch’io lo trovo adatto per una serie come Deadpool.

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