The King’s Man – Le origini: ecco cosa hanno raccontato in conferenza stampa

Il film è solo al cinema dal 5 gennaio 2022.

Pubblicato il 5 Gennaio 2022 alle 20:23

Da oggi 5 gennaio 2022 il primo film fumettistico in sala dell’anno è The King’s Man – Le origini (qui la nostra recensione) e approfittiamo dell’occasione per raccontarvi cosa hanno detto il cast e il regista Matthew Vaughn in conferenza stampa virtuale su zoom.

The King’s Man – Le origini: le dichiarazioni del cast in conferenza stampa

the kings man le origini conferenza stampa

Tom Hollander, che interpreta tre ruoli, come si sarà approcciato ai tre diversi accenti? Sono molto diversi e distinti e tendevano a non girare le loro scene nello stesso giorno. “E allora perché non giravamo lo stesso giorno eh?” gli fa eco Vaughn sornione “perché dovevi cambiare quella maledetta barba!” C’era molto tempo al trucco prima di ogni personaggio quindi aveva il tempo di entrare nel personaggio. Se doveva interpretare il russo e il tedesco a distanza ravvicinata era più difficile essendo più simili. Ma erano davvero tre persone di diverso carattere ed è ovviamente una delle trovate bonarie di Matthew dato che erano cugini di primo grado e fisicamente simili nella realtà. Poi alla fine si trattava di una storia familiare e quindi i tre calzavano a pennello!

Rhys Ifans è un’altra figura storica, il mitico Rasputin (e protagonista di una delle scene action più riuscite, come abbiamo spiegato nella nostra recensione). È una figura che lo ha sempre affascinato per il mistero in cui è avvolta, quasi mitologica. Nei libri di storia ha sempre questo sguardo da monaco pazzo, e poi aveva quella lunga barba (a proposito di barba), ma era anche un guaritore… ha fatto molta ricerca e fatto molte letture per documentarmi.

Djimon Hounsou (che interpreta il servitore Shola) voleva lavorare da un po’ con Vaughn e quando si è presentata quest’occasione mi è parsa perfetta, dato che era un origin story che mescolava la storia vera, di cui non ero del tutto a conoscenza prima di arrivare in Europa, con quella fittizia. Le scene action sono state fantastiche anche se difficili da fare, all’inizio soprattutto.

Harris Dickinson è il più giovane del cast e si è sentito fortunato ad essere stato l’allievo del team di stunt e farà tesoro di tutti gli insegnamenti ricevuti, anche da parte del cast così importante, ed è stata sicuramente una sfida fisica e mentale questo set ma è così grato per quest’esperienza. Il me quindicenne, appassionato de Il Gladiatore e Never Back Down, sarebbe così fiero di me oggi!

Gemma Aterton dice che la sua Polly, la governante, è una donna con le palle anche se inventata, per interpretarla si è ispirata alle donne del movimento delle suffragette ma anche altre di movimenti successivi storicamente a quello che si racconta nel film. E anche alle donne della sua vita che l’hanno cresciuta e a cui si è ispirata crescendo. È dura ma allo stesso tempo ha un brillio negli occhi pieno d’amore.

Ralph Fiennes nota come il proprio personaggio Orlando sia un pacifista che ha visto e vissuto gli orrori della guerra, protagonista del cambiamento nella storia della famiglia Oxford. È stata una grande proposta da parte di Vaughn permettergli di interpretare questo ruolo, che ha perso la moglie molto presto (lo vediamo all’inizio del film) e lo vediamo cambiare atteggiamento nei confronti del figlio nel corso del film.

The King’s Man – Le origini: le dichiarazioni del regista in conferenza stampa

the kings man le origini conferenza stampa

Matthew Vaughn ha voluto raccontare questa origin story esplorando il folklore già accennato nel primo film da Harry a Eggsy e non poteva che farlo durante la Prima Guerra Mondiale: “In fondo siamo tutti un prodotto di quel passato”. Lo ispirava moltissimo il film del 1975 L’uomo che volle farsi re di John Huston e in questo caso era più “The man who would be King’s man” (che doveva essere il titolo originario della pellicola nelle prime fasi di sceneggiatura).

E poi doveva trovare il King’s Man e Fiennes è stato perfetto come gentleman del Re e gli ha fatto domande utili durante la produzione nel costruire il personaggio: “è stato bello lavorare con tutti davvero, anche se non me lo ricordo (ride)”. Inoltre per lui questo film doveva necessariamente essere diverso dai precedenti, che erano più adulti. Questo invece è più il neonato della saga che dovrà crescere. È come vedere i film del 1978 Il cacciatore di Michael Cimino, senza vedere la prima ora, e quello è il segmento che volevano raccontare in questo prequel.

La relazione padre-figlio fra Orlando e Conrad è stata naturale per Fiennes e Dickinson, come dice quest’ultimo. Dalla sceneggiatura arrivare al set non è sempre immediato ma qui è stato davvero quasi istintivo, come ricorda Fiennes riguardo all’energia giovanile di Dickinson e la sceneggiatura e regia di Vaughn.

Ma anche Polly e Shola fanno parte della famiglia Oxford e hanno speso del tempo tutti e quattro insieme durante le prove, ma non così tanto per creare l’alchimia giusta, anche se come ricorda Aterton ognuno di loro ha portato qualcosa di proprio al personaggio rendendo naturale il gruppo: “Ci era stata promessa una vacanza tutti insieme e invece niente (ride)” – “E poi ci piacevamo e questo anche ha aiutato (ride)”.

Fiennes aveva già fatto delle esperienze di film action – ma secondo lui meno riusciti, e ricorda anche l’esperienza teatrale e non solo con l’amico Iain Glen (Jorah Mormont del Trono di Spade, ndr): “C’è un piccolo me che evidentemente adora i combattimenti con le spade fin da Shakespeare a teatro!” Non si vergogna di dire che ha usato delle controfigure in certi momenti e che il lavoro degli stunt, soprattutto in questo tipo di combattimenti, è straordinario. Come dice Vaughn c’è una scena che era un omaggio a Jackie Chan in cui dovevano arrampicarsi che è stata particolarmente difficile da realizzare ma rappresenta anche Kingsman nella sua essenza.

Tom Hollander è l’unico del cast che non ha partecipato a scene action e si è sentito tagliato fuori (ride). Ma nel sequel Vaughn promette grandi combattimenti… e che ovviamente vincerà! Aterton invece ricorda la scena del formaggio e non ce n’era mai abbastanza in scena.

La scelta di fare un prequel per Vaughn è stato ciò che voleva fare nella storia piuttosto che la scelta migliore per il franchise e per farlo continuare: “Era ora di realizzare un film storico epico e avventuroso!” dopo gli altri film con gran parte di CGI della Marvel e gli altri film supereroistici. E quindi voleva un film più “realistico” che spingeva di più la molla della creatività per necessità. Inoltre il comparto spionistico dà sempre nuove idee per storie da raccontare, oltre alla Storia con la S maiuscola, per nuovi capitoli della saga: “Lavorare con questa squadra è stato davvero divertente e quindi sarebbe un delitto non riformare la band e suonare altra musica insieme!

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