King in Black, il grande evento che tira le fila di tutte le trame intessute dallo scrittore Donny Cates sulla testata di Venom, si conclude con questo terzo numero edito da Panini Comics, che raccoglie gli ultimi due capitoli della saga.

Un finale col botto, epico ed appassionante, che chiude degnamente il percorso del talentuoso scrittore, dopo alcuni story-arc non troppo riusciti, come Venom Island e Venom Beyond, e il mezzo passo falso di Absolute Carnage, un evento partito con buone intenzioni, ma deludente sul finale

Donny Cates e il grande rilancio di Venom

Nonostante la qualità delle storie non abbia raggiunto sempre i massimi livelli, va comunque dato a Cates il merito di aver saputo rilanciare alla grande un personaggio come Venom, da sempre molto amato dai fan, ma spesso bistrattato o non valorizzato a sufficienza da altri autori. Cates invece ha saputo ridare spessore al V-Man e analizzarlo in tutte le sue sfaccettature, sia umane che aliene.

Nessuno infatti ha approfondito quanto lui le origini dei simbionti e la loro natura, ma anche di Eddie Brock scopriamo retroscena finora sconosciuti o poco sviluppati, come il difficile rapporto con il padre, un grave incidente d’auto che lo traumatizzò, e soprattutto la scoperta di un figlio che non aveva mai saputo di avere.

Tutto questo ha contribuito a rendere Venom un personaggio sempre più tridimensionale e a tutto tondo, che non ha nulla da invidiare ai più classici “supereroi con superproblemi”, anche se Brock rientra decisamente nella categoria degli “antieroi”, non solo perché nasce come villain di Spider-Man, ma anche per via del suo aspetto mostruoso e dei suoi metodi non sempre ortodossi…

Possiamo quindi constatare che dalla fine degli anni Ottanta ad oggi il nostro simbionte alieno ne ha fatta davvero tanta di strada, e probabilmente nessuno avrebbe immaginato che sarebbe diventato il protagonista assoluto di un evento Marvel in grande stile, combattendo al fianco di Avengers, X-Men, Fantastici Quattro e praticamente tutto il resto dei supereroi della Casa delle Idee.

Knull, lo spaventoso dio dell’Abisso, nonché creatore della razza klyntar, ovvero i simbionti, dopo essere stato introdotto proprio da Cates all’inizio della sua gestione, riesce a liberarsi dalla gabbia in cui era rinchiuso ed arrivare sulla Terra, con il suo sterminato esercito di draghi simbiotici. Quello che ne consegue è ovviamente una disperata battaglia per la salvezza del pianeta, dove ogni eroe dovrà fare la propria parte ( e i vari tie-in collegati alla saga esploreranno il loro contributo ), ma non dimentichiamoci che questo è un evento collegato alla serie di Venom, e non poteva che essere lui ad avere il peso più grosso sulle spalle.

Eddie Brock: l’uomo delle seconde occasioni

Eddie Brock alla fine è sempre stato un perdente, un uomo a cui la vita ha sbattuto diverse porte in faccia e non gli ha mai regalato niente. Ha dovuto lottare spesso coi suoi demoni interiori e anche con un male incurabile, ma la sua grande forza di volontà gli ha permesso di affrontare anche le sfide più difficili e tirare avanti, cercando di diventare una persona migliore. Cates lo definisce giustamente “l’uomo delle seconde occasioni”, e in King in Black avrà finalmente la possibilità di riscattarsi e diventare non solo un semplice eroe, ma il salvatore dell’intero universo !

Lo scrittore dimostra dunque di aver compreso a pieno il personaggio, con tutte le sue fragilità, debolezze e contraddizioni, e le ha sfruttate per fargli intraprendere un percorso di redenzione e riscatto personale, con una maturità e una consapevolezza inconsuete per lui, dovute anche al fatto di essersi scoperto padre.

Il finale della saga, poi, apre le porte a una sua ulteriore evoluzione e scenari ancora tutti da esplorare, che fortunatamente sappiamo essere stati ereditati dall’acclamato scrittore di Immortal Hulk, Al Ewing, perfettamente a suo agio con trame horror e fantascientifiche, per cui possiamo ancora ben sperare per il futuro della testata…

In attesa di leggere il celebrativo numero 200 di Venom, vero e proprio epilogo della gestione di Donny Cates, possiamo dire che con King in Black ha centrato pienamente il colpo, costruendo un evento teso e avvincente, dove non mancano colpi di scena e battaglie spettacolari, nel più classico stile Marvel.

King in black: i disegni

Il merito di tutto questo va ovviamente anche al compagno di avventure di Cates, al suo fianco fin dall’inizio della sua gestione su Venom, ovvero il disegnatore Ryan Stegman. La sua grande dinamicità, sia nelle figure che rappresenta che nella costruzione delle tavole, dona ancora più forza e spettacolarità al racconto, regalandoci momenti di forte impatto, che certamente esalteranno i Marvel fan più accaniti.

Il suo è un tratto molto “fumettoso” e poco realistico, ma una buona espressività e un sapiente utilizzo di ombre e chiaroscuri riescono comunque a renderlo credibile e autorevole, anche nelle sequenze più epiche e drammatiche. Qui, inoltre, ha avuto la possibilità di misurarsi con tutti i principali supereroi della Casa delle Idee: sicuramente una bella opportunità per un disegnatore, ma anche una grande sfida, che nel complesso ha superato a pieni voti, risultando convincente sia quando raffigura personaggi alteri e muscolari come Thor, o agili e scattanti come Spider-Man, ma anche figure femminili sexy e sinuose come Jean Grey e Tempesta.

In conclusione, se non avete seguito la run di Cates su Venom evitate di leggere questa miniserie, perché fareste fatica a seguirla e non avrebbe molto senso. Se invece avete apprezzato il lavoro dello scrittore sulla serie regolare, allora King in Black non può assolutamente mancare nella vostra libreria, in quanto rappresenta uno dei punti più alti della sua gestione.

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