Direttamente dalle pagine di Venom, con il medesimo team artistico formato da Donny Cates e Ryan Stegman, approda anche in Italia il primo evento marvelliano del 2020, Absolute Carnage.

Com’è facile intuire, la trama prevede il ritorno in grande stile del più malvagio tra i simbionti alieni, esempio perfetto del classico villain ultraviolento anni Novanta, nato come progenie di Venom e diventato poi suo nemico giurato, oltre che di Spider-Man.

Dopo essere finito nel limbo per diversi anni, Carnage si è pian piano ritagliato sempre più spazio grazie a varie miniserie che lo vedevano protagonista, più o meno riuscite. Quello che è certo è che il nostro simbionte rosso sangue finisce spesso per fare una brutta fine, come dimostra il suo famoso scontro con Sentry in Avengers, dove fu letteralmente tranciato in due, e non è finita meglio la sua unione con gli alieni Poison in Venomized, che lo portò alla morte rimanendo in balia dello spazio.

Proprio dal suo ritorno sulla Terra, ormai privo di vita e col simbionte carbonizzato dall’impatto con l’atmosfera terrestre, riprende le fila del discorso Cates, raccontandoci nella serie Web of Venom di come un setta di adoratori del dio dei simbionti Knull ( introdotto dallo scrittore nella sua prima run su Venom ) abbia recuperato il corpo di Cletus Kasady, per poi unirlo a un pezzo del simbionte Grendel, l’enorme drago volante di Knull.

Carnage così risorge, più potente e crudele che mai, ma con in più uno scopo ben preciso: strappare via i residui di simbionte a tutti coloro che ne abbiano mai indossato uno ( i cosiddetti codices ), per diventare sempre più forte e risvegliare il dio dei simbionti, portando morte e distruzione sulla Terra.

Questo sgradito rientro in scena avviene per di più in un momento non certo facile per il nostro Eddie Brock/Venom, in quanto ha da poco scoperto di avere un figlio e che il suo simbionte in tutti questi anni si era adoperato affinché non lo venisse a sapere, manipolando la sua mente. Ma il ritorno di un Carnage così potente non solo lo costringerà a far pace con il simbionte, dal quale si era momentaneamente separato, ma dovrà anche chiedere l’aiuto di tutti gli eroi disponibili, a cominciare dalla sua vecchia nemesi Spider-Man, per tentare di arginare l’avanzata del C-Man e mettere in salvo suo figlio.

Donny Cates è sicuramente uno degli scrittori più gettonati del momento. Ha dato nuova linfa vitale all’universo Marvel e in particolar modo proprio al V-Man, scavando a fondo sull’origine del suo simbionte alieno, come nessuno aveva mai fatto finora. Ma non si è fermato solo a quello, ha conferito spessore e drammaticità anche al suo ospite, Eddie Brock, mostrandoci un evento che l’ha fortemente segnato in gioventù e il conflittuale rapporto con il padre, fino ad arrivare alla scoperta del figlio Dylan, figura cardine anche di questo evento.

Partito come “super-cattivone” assoluto del Tessiragnatele, la figura di Venom si è molto evoluta nel corso degli anni, grazie anche ad autori come Cates, che hanno saputo donargli la complessità di un personaggio a tutto tondo, tridimensionale, che viaggia continuamente sul sottile filo che divide il bene dal male, come il più classico degli antieroi.

Con queste premesse, era lecito aspettarsi un grande evento da Absolute Carnage, che proseguisse degnamente, e in maniera ancora più spettacolare, le vicende narrate sulla testata del V-Man. Arrivati alla fine della lettura, invece, rimane un po’ di amaro in bocca, in quanto si ha l’impressione di aver letto un tipico “fumettone” in stile Marvel, molto movimentato e avventuroso, ma privo di quello spessore in più a cui Cates ci aveva abituati.

Se togliamo qualche scazzottata tra simbionti e tra supereroi e simbionti, infatti, rimane ben poco altro. In fin dei conti non c’è nemmeno quel tasso di splatter e di violenza che ci si potrebbe aspettare da una miniserie con protagonista Carnage, così come la componente horror, ben più marcata in Web of Venom e qui ridotta giusto all’aspetto scheletrico del villain. Sembra tutto più edulcorato, in sostanza, probabilmente per raggiungere una fetta più ampia di pubblico, ma questo va a discapito della qualità della storia, che regala poche emozioni e un finale deludente, soprattutto per il trattamento riservato proprio al C-Man.

E’ un peccato, perché quello che sarebbe dovuto essere l’exploit finale della “prima stagione” di Cates su Venom, si è rivelato in realtà un blockbuster fracassone fine a se stesso, che avrebbe voluto omaggiare il Maximum Carnage degli anni Novanta, senza però avere la stessa carica eversiva e violenta.

Per quanto riguarda i disegni, Ryan Stegman svolge nel complesso un buon lavoro, anche se si notano gli effetti delle scadenze che incombono, visto che il suo tratto risulta sempre più frettoloso e meno curato nei dettagli man mano che ci si avvicina al finale. Ha comunque una buona dinamicità, che conferisce energia e carattere alle sue tavole, soprattutto nelle sequenze più movimentate. Si dimostra poi particolarmente a suo agio quando raffigura creature mostruose come i simbionti, a cui riesce a donare una notevole espressività.

In conclusione, dunque, Absolute Carnage è un evento riuscito solo a metà, con buone premesse ma uno svolgimento convenzionale e poco convincente, che non va oltre il puro intrattenimento. Doveva essere il fiore all’occhiello della gestione di Cates su Venom, e invece si è rivelato il suo punto più basso.

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