Invincible, la recensione dei primi 3 episodi della serie animata Amazon Prime Video

Pubblicato il 19 Marzo 2021 alle 00:05

I PUNTI CHIAVE

Le nostre impressioni sui primi 3 episodi di Invincibile, la serie animata Amazon Prime Video tratta dal fumetto di Robert Kirkman, Cory Walker e Ryan Ottley.

Episodi: 8

Durata: 40 min. ca.

Creata da: Simon Racioppa, Robert Kirkman, David Alpert & Catherine Winder

Produzione: Amazon Prime Video, Skybound Entertainment

Data di uscita: 26 marzo 2021 i primi 3 episodi, 1 episodio a settimana fino al 30 aprile

Invincible arriverà su Amazon Prime Video il prossimo 26 marzo e abbiamo avuto modo di vedere in anteprima i primi 3 episodi (su 8 totali della prima stagione) tastando il polso all’adattamento animato di un’opera ambiziosa e a suo modo complessa tanto nel plot quanto nelle intenzioni.

Invincible, risvegliarsi eroi

Mark Grayson (Steven Yeun) è un diciassettenne qualunque. Un po’ geek e non molto popolare. Ma la sua vita scorre più tediosa di quella dei suoi coetanei: sta aspettando che i suoi poteri si manifestino!

Mark è infatti il figlio di Omni-Man (J.K. Simmons) ovvero il più potente eroe del pianeta e membro onorario dei Guardiani del Globo e di origini aliena più precisamente

Finalmente Mark, con le prime avvisaglie di abilità superumane, inizia l’addestramento con suo padre scoprendo che voler diventare un supereroe non è così semplice. Per fortuna ci sono altri ragazzi della sua età che hanno deciso di intraprendere la stessa carriera come il Teen Team fra cui spicca Atom Eve che attira subito l’attenzione di Mark.

Quando gli stessi Guardiani del Globo vengono messi misteriosamente fuorigioco, toccherà proprio alla squadra di eroi adolescenti respingere l’invasione dei belligeranti Flaxiani provenienti da un’altra dimensione.

Ma che fine hanno fatto i Guardiani e qual è il ruolo di Omni-man?

Invincible, non è quello che sembra

Questi primi tre episodi di Invincible mostrano chiaramente una serie intenta a prendere le proverbiali misure ma soprattutto ad abituare lo spettatore ad uscire da quella comfort zone tipica della narrazione supereroistica rimanendo tutto sommato fedele alla sua controparte a fumetti originale.

L’ispirazione iniziale è evidente. Robert Kirkman, Ryan Ottley, Cory Walker prendono due delle icone del genere (Superman e Spider-man) e le mescolano in una formula nuova eppure famigliare anche per chi non è addentrato nel genere.

È qui che la serie vira in maniera tangente rispetto alle sue controparti “classiche” utilizzando lo stratagemma del murder mystery e la componente fantascientifica per iniziare in realtà a scavare nella psicologia (intesa nella maniera più ampia del termine come background dei personaggi e delle loro motivazioni) dei personaggi.

Non manca qualche passaggio meno puntuale dettato dall’ansia di inserire temi d’attualità come inclusività e rispetto per le minoranze che, pur non risultando forzati, non risultano organici mentre la componente teen drama e romance è appena accennata ed ha un notevole margine di miglioramento.

Come è giusto che sia inoltre i primi 3 episodi sono fortemente legati ad una impostazione plot driven. Tuttavia la serie, quella originale a fumetti, si era più o meno velocemente affrancata da quella impostazione abbracciando invece quella character driven con risultati apprezzabilissimi. Vedremo se già al termine della prima stagione questo passaggio sarà evidente o comunque verrà lasciato più spazio ai personaggi, soprattutto quelli secondari.

Invincible

Invincibile, la realizzazione

Dal punto di vista tecnico Invincible è realizzato prediligendo tecniche d’animazione tradizionali limitando ai soli effetti e a qualche soluzione registiche più spinta (e tutto sommato apprezzabile, come la soggettiva in volo) l’uso di CGI.

Il character design è semplice ed efficace e ricalca quello del materiale originale. Linee pulite e sintesi anatomica prevalgono su un realismo e sulla ricerca esasperata del dettaglio, questo avvicina la serie più ad una certa animazione tradizionale americana che a quella giapponese che invece riemerge prepotente nella spettacolarità delle scene d’azione soprattutto nel terzo episodio e nello scontro fra Invincible, Atom Eve e Doctor Seismic.

Da segnalare il cast vocale ricco di superstar (fra cui spiccano Steven Yeun, J.K. Simmons, Sandra Oh, Seth Rogen e Gillian Jacobs) il cui lavoro però non è sempre efficacissimo.

Invincibile, prime impressioni

Amazon Prime Video non si è tirata indietro in Invincible. La serie è sì animata ma la sua aspirazione è chiaramente televisiva non solo per la durata degli episodi (40 minuti circa) ma anche per ritmo e costruzione del plot che sin da subito si discosta da quello tradizionale di una serie animata classica.

Inserendosi poi nel filone già tracciato da un altro incredibile successo di derivazione fumettistica (The Boys), Invincible è tutt’altro che edulcorata non tirandosi indietro in quanto a scene d’azione estremamente robuste e violente.

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