Hulk e i Difensori n.1 – Recensione

Pubblicato il 29 Luglio 2012 alle 10:30

La testata italiana dedicata a Hulk cambia pelle e diventa Hulk e i Difensori, in ricordo dell’omonima serie Corno degli anni Settanta. Si comincia con la nuova serie di Hulk Verde di Aaron e Silvestri, il nuovo story-arc di Hulk Rosso Hulk of Arabia e la nuova serie dei Difensori, di Fraction e Dodson

Hulk e i Difensori n.1

Autori: Jason Aaron, Marc Silvestri, Jeff Parker, Patrick Zircher, Matt Fraction, Terry Dodson

Casa editrice: Panini Comics

Provenienza: Stati Uniti, 17×26, S., 80 pp., col.

Genere: Supereroistico

Prezzo: 3,50 euro (ed. regolare); 5,00 euro (ed. variant )

Anno di pubblicazione in Italia: 2012

 


 

Quando Hulk ha iniziato a muoversi con le proprie gambe qui in Italia, separandosi dallo storico “partner” Devil nella ben nota testata Devil & Hulk, il momento non era dei più propizi…. Lo scrittore regolare della serie dedicata al Golia Verde, Greg Pak, mostrava evidenti segni di stanchezza a livello narrativo ed era infatti in procinto di abbandonare la serie, mentre Jeff Parker, appena approdato ai testi del bellicoso Hulk Rosso, doveva ancora prendere confidenza col personaggio e distaccarsi dallo stile del suo predecessore Jeph Loeb.  Se aggiungiamo il fatto che la terza serie inserita nella collana, con protagonista Skaar il figlio di Hulk, non era niente di trascendentale, è  facile intuire che la testata in assolo del Pelleverde fosse caratterizzata da una qualità delle storie piuttosto altalenante….

Per fortuna che col rilancio in America dell’Incredibile Hulk anche la Panini ha deciso di rinnovarsi e cambiare pelle alla testata, con un nuovo nome e un nuovo sommario, che si rifà volutamente ad una vecchia collana dell’Editoriale Corno, vale a dire Hulk e i Difensori. Eh già, perché anche i Difensori sono stati recentemente rilanciati dalla Marvel, per cui quale migliore occasione per far rivivere ai nostalgici le emozioni di quei mitici albi degli anni Settanta…?!

 Il piatto forte resta comunque la nuova serie del Golia Verde, che si fregia di un team creativo di prima scelta come Jason Aaron e Marc Silvestri, ormai due vere e proprie stelle del comicdom americano. C’era infatti assoluto bisogno di rinnovamento nelle avventure di Hulk e di qualcuno che potesse conferire nuova linfa vitale al personaggio… da qui la scelta di uno scrittore moderno e di rottura come Aaron, che sin dalla prima storia mette l’accento sul conflitto tra lo scienziato Bruce Banner e il suo alter-ego, scindendoli non solo a livello mentale, ma anche fisico !

Per cui troviamo un Hulk che cerca pace e tranquillità sottoterra, circondato da talpoidi e altre creature mostruose che vivono laggiù. Un po’ come sul pianeta Sakaar nella saga Planet Hulk, anche qui il Pelleverde si trova perfettamente a suo agio e soprattutto si sente amato e rispettato per ciò che è, insieme ad altri mostri come lui. Banner invece conduce inquietanti esperimenti con gli animali, come un novello dottor Moreau, forse nel tentativo di ricreare qualcosa che possa assomigliare ad Hulk…

E’ interessante comunque questa versione “schizzata” e sinistra di Banner, che lo fa apparire di fatto come il “cattivo” di questa vicenda, mentre Hulk, per quanto mostruoso e imponente, è solo una creatura taciturna e incompresa, ma fondamentalmente buona.

Decisivo anche l’apporto grafico di Marc Silvestri, che col suo tratto energico e particolareggiato ci regala un Golia Verde più umano che mai, nonostante la sua fisicità, con tanto di barba e capelli lunghi che lo fanno assomigliare ad un misto tra Conan il Barbaro e Robinson Crusoe. Bruce Banner, invece, benché si veda molto poco in questo primo numero, ha il volto scavato e un aspetto in generale molto trasandato, in perfetto stile “scienziato pazzo”.

Passando a Hulk Rosso ( o Rulk ), prosegue il cammino di redenzione che Jeff Parker sta facendo intraprendere all’ex generale dell’esercito Thaddeus Ross, fino a poco tempo fa nemico giurato di Banner e del suo alter-ego. Parker continua a scavare nel passato del personaggio e stavolta veniamo a sapere di un ex colonnello con cui Ross aveva lavorato, ma che in seguito decise di abbandonare l’esercito per fare il mercenario e guadagnare più soldi. A distanza di anni Ross viene a sapere che il soldato è morto in maniera sospetta durante una missione in Qatar e decide di andare di persona a controllare. Questa sua intromissione, però, darà fastidio non solo all’esercito separatista della zona, ma anche a Steve Rogers e ai suoi Vendicatori…..

Diciamo che è troppo presto per dare un giudizio su questo nuovo story-arc, intitolato Hulk of Arabia come citazione del kolossal cinematografico di David Lean Lawrence of Arabia, però i presupposti sembrano avvincenti e anche i disegni netti e realistici di Patrick Zircher danno un buon contributo.

Terminiamo infine con i Difensori, di cui ci viene presentato il primo numero della nuova serie e un preludio con protagonista dottor Strange, tratto dal primo numero dalla serie “iniziatica” Point One. Ai testi troviamo il lanciatissimo Matt Fraction, autore da diversi anni della collana Invincible Iron Man e del discusso mega-evento Fear Itself, che stavolta divide la scena con gli altrettanto famosi coniugi Dodson, responsabili della parte grafica.

Il bizzarro “non-gruppo” degli anni Settanta si riforma con nuovi membri e oltre agli storici Dott. Strange, Namor e Silver Surfer, si uniscono anche Iron Fist e She-Hulk Rossa ( in sostituzione del Golia Verde e anche per dare un tocco di femminilità al gruppo ). Pare infatti che un fantomatico e ferocissimo “Hulk Nero”, incarnazione di tutta la rabbia e il dolore del vero Hulk, stia minacciando di distruggere il mondo e strani eventi a catena si stanno manifestando, lasciando presagire il pericolo di un’imminente apocalisse ! Toccherà al buon Strange convocare tutti i membri necessari per riformare i Difensori e affrontare nuove minacce “impossibili”….

Come potrete immaginare, questo primo numero serve più che altro a presentare tutti i personaggi e un primo abbozzo di trama, che si svilupperà nei numeri successivi. Come primo impatto possiamo dire che questa nuova serie dei Difensori sembra mescolare elementi da vari generi: da quello più prettamente supereroistico alla fantascienza e all’avventura, con spruzzate di magia e occultismo. Il mix è tutto sommato piacevole e divertente, anche perché non si prende troppo sul serio e gioca molto sulle diversità che caratterizzano i singoli componenti del “non-gruppo”.

In conclusione, quindi, possiamo affermare che i presupposti per questo nuovo corso della testata italiana dedicata a Hulk sono validi e possiamo sperare in un prodotto di qualità complessivamente migliore, sempre che le promesse iniziali vengano poi mantenute dagli autori, anche in futuro….


Voto: 7 

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