Il Color Fest 35 di Dylan Dog è un albo particolarmente significativo. Si tratta di una raccolta di storie profonde, e che cercano in qualche modo (com’è tradizione dei Color Fest) di sperimentare a livello grafico, e non solo.

Dylan Dog Color Fest 35: tanti autori per storie di qualità

La prima storia proposta è I figli del voodoo, realizzata da Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Il duo di autori si è già visto all’opera in graphic novel come Salvezza, che trattava la questione dei viaggi dei migranti dall’Africa verso le nostre terre.

Ed il tema di questa storia del Color Fest ha proprio a che fare con la questione dell’emigrazione trattata con dei risvolti horror fantastici. Una strega vuole utilizzare dei riti Voodoo per impossessarsi delle anime di persone schiavizzate. Dylan Dog dovrà, in qualche modo, impedire che questo circolo venga alimentato.

In questa storia vediamo il tratto morbido e cartoonesco di Bonaccorso che accompagna in maniera interessante la storia ben ritmata di Rizzo.

Non c’era una volta un’isola è una storia realizzata da Giovanni Di Gregorio e Emiliano Tanzillo. Si tratta di una sorta di proseguimento in chiave tragica della storia di Peter Pan, con Wendy che diventa adulta venendo risucchiata dai ritmi della vita frenetica, e che cerca in Dylan Dog il suo nuovo Peter.

Questa è una storia molto profonda, ed è forse quella con l’impatto emotivo maggiore, oltre che la più malinconica. Dylan viene utilizzato da Wendy come mezzo di fuga dalla realtà, ma sarà lo stesso Indagatore dell’Incubo a fare i conti con un mondo che, per certi versi, gli è del tutto sconosciuto.

L’ultimo racconto è Rossoazzurro, che vede Stefano Simeone disegnatore e sceneggiatore. Si tratta di una storia pixar-disneyana sia a livello grafico che tematico. Mark è uno scrittore di fantascienza che contatta Dylan perché non riesce più a ritrovare la sua compagna di vita, Maude, che sembra non sia mai esistita.

La solitudine e la capacità di trovare qualcuno con cui condividere la vita riempiendo i propri vuoti è il tema di base di questo racconto a fumetti, impreziosito a livello grafico dal tratto morbido di Simeone che si muove sullo stile grafico delle animazioni disneyane.

Dylan Dog Color Fest 35: il dramma della vita vera

Questo Color Fest 35 è uno dei più significativi degli ultimi tempi. Le storie horror che contraddistinguono solitamente i fumetti di Dylan Dog in questo caso lasciano spazio a vicende molto più concrete e drammatiche in cui l’indagatore dell’incubo verrà risucchiato.

La base dei contenuti e dei significati nascosti nei fumetti di Dylan Dog si può intravedere in questo Color Fest, composto da tre storie che, ognuna a modo suo, cercano di trasmettere la fragilità ed il dramma delle vicende umane di tutti i giorni.

Utilizzare il genere per raccontare storie di livello è lo scopo principale di tutti gli autori horror, fantasy e di fantascienza. Il genere è una metafora per raccontare la realtà, e quello  che il Color Fest 35 riesce a fare è proprio questo.

Tutti coloro i quali sono alla ricerca di storie a fumetti significative ed in grado d’intrattenere questo Dylan Dog Color Fest 35 è particolarmente indicato e consigliato.

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