In Blood of Zeus – Stagione 1 ritroveremo Era, Giove, Apollo, Ade, Ermes… Di certo avrete già sentito questi nomi! Il Pantheon greco è particolarmente nutrito, e i suoi protagonisti e vicende hanno colpito a tal punto l’immaginario degli antichi romani da spingerli a improntare la propria religione politeista su di essi.

Nel corso dei secoli, innumerevoli sono state le opere che dai racconti mitologici greci hanno tratto ispirazione: Odissea, Iliade, Divina Commedia… In tempi più recenti, anche la cinematografia, l’animazione e le serie televisive sono state ammaliate dall’indiscutibile fascino di questi miti: Scontro fra Titani, Troy, Hercules… Anche la musica ne è stata influenzata: vi basti ascoltare un album qualunque dei Symphony X (ma vi consiglio The Divine Wings of Tragedy). E non dimentichiamoci di videogiochi come God of War!

Alcune di queste opere si basano sulle leggende greche rispettandole, pur magari inserendole in contesti differenti, mentre a volte purtroppo capita di imbattersi in creazioni che letteralmente saccheggiano e stuprano miti antichi di secoli (chi ha detto: “Percy Jackson“?).

Ecco, se temete che anche questo nuovissimo Blood of Zeus, serie di animazione statunitense prodotta da Netflix, possa essere la solita americanata che trasforma le antiche divinità in mostri nucleari o fighetti con lo smartphone, lasciate che vi rassicuri: qui siamo di fronte a un’opera del tutto originale che però si inserisce perfettamente nella tradizione mitologica greca, rispettandole e mostrandocela in una veste grafica tutta nuova. Perché non serve aggiungere fronzoli a storie che mantengono inalterato il proprio fascino ancora oggi.

Blood of Zeus – Stagione 1 – Il rispetto per la tradizione

Se avete già letto qualche mio pezzo, avrete ben intuito che sono una specie di topo di biblioteca: ho frequentato il liceo classico prima e la facoltà di Lettere Moderne poi, senza contare che ho pure sul polpaccio destro un tatuaggio di Medea… Questo per darvi un’idea del motivo per cui sia così felice di avere l’opportunità di parlarvi un po’ della mitologia greca, che mi affascina fin dalle elementari, in un contesto del tutto differente.

Non vi nascondo che, inizialmente, ero fortemente dubbiosa riguardo la qualità generale di Blood of Zeus, ma ho iniziato a ricredermi fin dalle prime iscrizioni a schermo.

Un dettaglio su cui si tende a soffermarsi molto poco riguarda la nostra conoscenza delle storie più antiche: inizialmente, i racconti mitologici venivano tramandati unicamente per via orale, prima di essere messi per iscritto. In questo processo, molti miti sono andati perduti, e il trascorrere del tempo, con l’incuria che ne consegue, ha fatto il resto.

In breve, ciò che è giunto a noi è soltanto una parte della ricchissima tradizione mitologica, letteraria e culturale delle popolazioni più antiche. Quante storie non conosceremo mai!

Ebbene, già da questa premessa ho intuito che forse forse ciò che mi stavo accingendo a guardare non sarebbe stato proprio un prodotto deludente. E così è stato, diversamente, mai nella vita mi sarei sognata di spararmi tutti e 8 gli episodi che compongono questa prima stagione di Blood of Zeus in un’unica notte.

La premessa in cui ci viene detto che tanti miti sono andati perduti è non solo una notizia realissima per gli spettatori, ma funge anche da espediente narrativo per “giustificare” il fatto che la storia raccontata in Blood of Zeus sia in effetti del tutto originale, ma dicendoci che si tratta di una storia andata perduta nel tempo si evince anche il preciso intento di questa bellissima serie di animazione: la volontà di creare una storia sì originale, ma che si potesse inserire in maniera organica all’interno della ricchissima tradizione mitologica greca.

Personalmente, ho apprezzato immensamente questo rispetto della tradizione, perché da un lato permette di conoscerla un po’ più da vicino, e dall’altro dimostra che non serve aggiungere altro, perché lì c’è già tutto ciò che rende avvincente un bel racconto dark fantasy: vizi, tradimenti, omicidi, incesti, massacri, storie d’amore, vendette atroci.

Blood of Zeus – Stagione 1 – concezioni differenti delle divinità

Il modo di intendere le divinità degli antichi greci era molto differente da quello introdotto in seguito dalle religioni monoteiste: gli antichi greci e romani veneravano Dei fortemente umanizzati, che provavano quindi tutte le nostre emozioni, dall’odio alla gelosia all’amore, anche se portate alle conseguenze più estreme; in questo modo, la gente comune sentiva di avere un legame con le divinità che adoravano.

Diverso è il discorso per le tre grandi religioni monoteiste, i cui fedeli adorano un unico Dio che è altro rispetto al suo Creato: quasi nessuno ha mai visto Jahvé (di cui nessuno conosce nemmeno il vero nome), Allah o Dio.

Le religioni sono molto mutate nel corso dei secoli, ma il fascino degli antichi miti greci, romani, norreni e del Ciclo Arturiano restano immutati ancora oggi.

Blood of Zeus – Stagione 1 – Twilight in Olympus

Il titolo della serie fa riferimento al suo giovane protagonista, Heron, un semidio figlio di una donna mortale e, tanto per cambiare, dell’eterno fedifrago Zeus. Heron sarà chiamato a salvare il mondo dalle ire della perennemente incazzatissima Era, stanca di tollerare i continui tradimenti del suo divino e affascinante consorte.

Durante il corso dei primi episodi i diversi personaggi che animano la narrazione di Blood of Zeus vengono presentati insieme alle loro storie grazie a degli appassionanti flashback. Nulla viene lasciato al caso, e l’attenzione viene sempre mantenuta alta dai tanti colpi di scena, già tipici della mitologia greca: legami di parentela tenuti segreti, ribellioni, pericoli mortali…

Guardando la serie noterete che non è per nulla buonista: insomma, muore ammazzata un sacco di gente. Ma anche questo si inserisce nella tradizione greca, la cui mitologia è piena zeppa di vendette atroci, gente scuoiata viva, trasformata in statue di sale o in mostri orribili dallo sguardo pietrificante (e anche la “Legge del Contrappasso” dantesca prende fortemente spunto dalle antiche religioni greca e romana, in cui, ad esempio, donne bellissime vengono trasformate in mostri orrendi).

Gli antichi Dei erano vendicativi e crudeli oltre ogni dire, proprio come possono essere gli uomini, con un’unica differenza: sono immensamente più potenti, per cui quando girano a un Dio le conseguenze della sua ira sono ben più devastanti della rabbia di un misero mortale.

Heron però non sarà solo nella sua lotta: se da una parte Era scatenerà contro di lui tutto il suo potere, dall’altra suo padre Zeus cercherà in ogni modo di fargli compiere il suo destino, così come lo stanno intessendo le Moire (chiamate Parche nella mitologia romana).

Blood of Zeus – Stagione 1 – Conclusioni

Powerhouse Animation Studios (Darksiders II, Castlevania) ha confezionato per gli spettatori di Netflix una serie di animazione stupefacente, che supera di gran lunga qualsiasi aspettativa. Forte di una veste grafica affascinante e grondante litrate di sangue, Blood of Zeus ci presenta una storia e tanti personaggi del tutto originali, ma creati tenendo bene in mente i modelli a cui si ispirano, nel pieno rispetto di una tradizione secolare su cui si basa una miriade di altre opere derivate in qualunque media mai concepito dall’uomo.

Divertente, appassionante, crudele e bella da vedere, Blood of Zeus è una serie che consiglio non solo ai vecchi parrucconi come me, ma anche e soprattutto ai più giovani, che in questo modo possono scoprire quanto abbiamo in comune con civiltà più antiche della nostra e quanto siano appassionanti le storie con cui si intrattenevano. Perché la mitologia antica è una gran figata!

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