Amanti del dark fantasy, l’attesa è terminata: la terza stagione della serie animata di Castlevania è finalmente disponibile!

PLAY THE GAME

Da videogiocatrice accanita quale sono, prima di iniziare a parlarvi della serie di animazione prodotta e distribuita da Netflix mi preme fare qualche piccola precisazione che riguarda la saga di videogiochi sulla quale essa si fonda.

Correva l’anno 1986 quando venne pubblicato da Konami il primissimo videogioco della leggendaria saga di Castlevania, un vero e proprio pilastro imprescindibile per la comprensione dell’evoluzione del medium videoludico che ne ha ridefinito la storia.

Titoli generalmente in 2D a scorrimento laterale in cui narrazione, gameplay e level design sono strettamente interconnessi fra di loro vengono definiti “Metroidvania” proprio perché fortemente influenzati dalle serie Metroid e Castlevania.

Non è certamente fondamentale conoscere i videogiochi della saga di Castlevania per potersi gustare appieno questa serie di animazione, ma per noi fan è certamente un regalo meraviglioso avere la possibilità di vedere il nostro amato Castlevania trasposto nel linguaggio di un medium differente da quello in cui è nato e che lo ha reso così celebre in tutto il mondo.

Magari, guardando questa produzione originale Netflix e, perché no, leggendo queste mie righe, la vostra curiosità sarà solleticata al punto da spingervi a cimentarvi in uno dei tantissimi titoli della serie videoludica di Castlevania.

In tal caso, il mio consiglio è quello di provare assolutamente Symphony of the Night, considerato da molti la vetta più alta mai raggiunta dalla serie. Se volete avere un’idea un po’ più chiara di cosa sto parlando, potete dare un’occhiata alla mia recensione della sua versione rimasterizzata, presente all’interno di un bundle speciale che include al suo interno anche Rondo of Blood.

E ora, passiamo alla serie Netflix, di cui ho recensito anche entrambe le stagioni precedenti: le trovate qui e qui.

DARKNESS, IMPRISONING ME, ALL THAT I SEE, ABSOLUTE HORROR

Il successo di questa serie è rappresentato in maniera evidente dal numero di episodi che costituiscono ogni singola stagione: dai 4 della prima, si è passati agli 8 della seconda per giungere ad avere ora una terza stagione composta da 10 puntate, e grazie proprio alla presenza di 2 episodi in più è stato possibile affrontare tutte le tematiche introdotte, molte delle quali del tutto originali rispetto alle prime due stagioni.

Il figlio di Dracula, Alucard, l’ultimo dei Belmont, Travis, e una Parlatrice, Sypha Belnades, erano riusciti nella per nulla semplice impresa di uccidere il Principe delle Tenebre nel finale della stagione precedente.

Già questo solo dettaglio ci fa capire come la produzione abbia scelto di correre il rischio di presentare al pubblico una serie priva di quello che era stato il principale antagonista nelle due stagioni precedenti.

Personalmente, apprezzo sempre gli atti di audacia come questo, anche perché spingono gli ideatori a creare intrecci differenti. L’unico problema in tal senso è però la necessità di comunicare tutti i cambiamenti apportati attraverso dialoghi non sempre così appassionanti.

Ma ora che Dracula non c’è più, Carmilla e le sue consorelle possono consolidare il proprio potere e cercare di attuare il loro piano, drasticamente differente da quello pensato però da Vlad: mentre quest’ultimo desiderava sterminare ogni singolo essere umano come atto di vendetta per la morte di sua moglie, Carmilla vuole invece assicurarsi un approvvigionamento di cibo eterno schiavizzando gli esseri umani i quali, riproducendosi, possono garantire la sopravvivenza a lei e ai suoi seguaci per sempre.

Non scenderò troppo nei dettagli della narrazione per non rovinarvi la sorpresa, ma come sempre, trattandosi comunque di una serie destinata a un pubblico maturo, non è sempre tutto bianco o nero.

Esistono in questo mondo esseri umani un tempo disposti a lavorare per Dracula, come i Forgiatori Ector e Isaac, in grado di inserire all’interno di corpi umani anime di altri individui imprigionate all’Inferno, dando loro una seconda possibilità di vivere nel nostro mondo al loro servizio, che possono scegliere di continuare a perseguire obiettivi contrari alla sopravvivenza della specie umana alla quale essi stessi appartengono, ed esistono anche creature come Alucard, per metà uomo e per metà vampiro, ma il quale sceglie di seguire la sua natura umana, ereditata dalla tanto amata madre scomparsa.

La narrazione è resa ancor più coinvolgente, appassionante e intrigante grazie alla presenza di una vastissima gamma di tematiche differenti, come il tradimento, declinato in differenti forme, la presenza di riferimenti a due delle religioni monoteiste più diffuse al mondo, Islam e Crisianesimo, magia, anche nera, litomanzia, alchimia e naturalmente vampirismo.

E sempre per la gioia degli appassionati della saga videoludica di Castlevania, in questa terza stagione della serie animata c’è anche la presenza della trasposizione di una delle sezioni più conosciute e amate: il Corridoio Infinito!

Naturalmente, sono presenti anche moltissime scene di combattimento davvero spettacolari, le cui conseguenze spesso influiscono in maniera massiccia anche sull’ambiente circostante, che quindi si ritrova, suo malgrado, a riflettere tutta la violenza sprigionata durante questi scontri.

CONCLUSIONI

Grazie alle tematiche forti, al modo in cui i diversi intrecci si dipanano e si intersecano fra di loro, alle scene di combattimento devastanti, spettacolari e sanguinolente, a una struttura narrativa che cerca di non dimenticare mai le radici nella saga videoludica, a una resa grafica dinamica forte anche dell’uso in prevalenza di colori dalle tonalità calde, che richiamano il calore delle fiamme dell’Inferno, questa terza stagione di Castlevania si riconferma come un ottimo prodotto.

Visione consigliata non solo agli appassionati dei videogiochi di Castlevania, ma anche a chi è alla ricerca di una serie di animazione matura ricca di spunti di riflessione, ma anche di un bel po’ di sano splatter.

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