Manifest Destiny è il fumetto scritto da Chris Dingess e disegnato da Matthew Roberts che prende il titolo dall’espressione “Destino Manifesto” usuale nella politica americana (anche se meno popolare di quanto si ritenga). Nel 1845 il giornalista John L. O’Sullivan incitava gli Stati Uniti ad annettere la Repubblica del Texas, perché era «destino manifesto dell’America di diffondersi sul continente». Successivamente avrebbe usato la stessa espressione per sostenere il diritto degli USA ad annettere l’intero Oregon.

Manifest Destiny, dove eravamo rimasti

In Manifest Destiny Volume 3, dopo essersi trovati alle prese con uomini-bisonte, morbi vegetali, rane mostruose e insetti giganti, i capitani Lewis e Clark, accompagnati dal loro equipaggio di criminali e derelitti, proseguono l’esplorazione delle terre selvagge francesi guidati dall’ideale del manifest destiny, la convinzione di essere predestinati a espandere i confini del proprio Paese e diffondere l’ideale di democrazia americana in territori stranieri. Ma questa volta, ad attenderli, troveranno un’intera tribù tutt’altro che amichevole e, nelle tenebre, qualcosa di ancora più pericoloso. La scomparsa di due membri dell’equipaggio e la cattura di una creatura curiosa innescano così una serie di eventi che porteranno i capitani a confrontarsi con una realtà che, ancora una volta, forse non doveva essere “civilizzata”.

Manifest Destiny Volume 3

Continuano le avventure del “Corps of Discovery” di Lewis e del suo compagno William Clark, anche se in una realtà distopica rispetto alla nostra.

Nelle precedenti recensioni (QUI la recensione del Volume 1 e QUI quella del Volume 2) abbiamo lodato le qualità di questo fumetto, qualità che, tanto per fugare i dubbi, non sono venute meno.

Manifest Destiny, lotta contro la natura e sé stessi

Con Manifest Destiny Volume 5 assistiamo ad una prima conclusione della lunga trama che ci ha accompagnato fino ad oggi: una storia avventurosa ed avvincente, che riesce ad incollare il lettore alle pagine di questa storia di esplorazione.

Due sono le direttrici su cui la trama si snoda: i pericoli esterni che i nostri avventurieri devono affrontare e i rapporti interni tra i membri del gruppo.

Dal primo punto di vista avremo a che fare con una notevole varietà di pericoli, che ci mostrano anche come le creature (almeno alcune) possano essere intelligenti e meritevoli di attenzione (il tomo tre è dedicato appunto ad una particolare specie di uccelli che costituiscono una vera e propria società autoctona).

Tuttavia spesso la dinamica è un poco ripetitiva nell’affrontare queste creature e nel corso dei volumi sembra assumere le dinamiche di un vero schema.

Più interessante lo sviluppo delle dinamiche interne, come potrete vedere nel corso della storia. La situazione di pericolo in cui la squadra si trova riesce a far emergere l’istinto di sopravvivenza dei suoi membri, che li porta a tensioni con la catena di comando e a scoprire dove la disperazione e la speranza di sopravvivere possono portare un uomo.

Questa è la parte meglio descritta, in cui il realismo delle reazioni riesce a farci vivere la storia, nonostante la sua astoricità.

Dal punto di vista dei disegni, nonostante alcune pagine di grande effetto non si può non sottolineare che esistano alcuni cali di qualità che minano il risultato finale dal punto di vista artistico.

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