Dopo l’eccellente volume di apertura – trovate QUI la nostra recensione – ritorna Ascender di Jeff Lemire e Dustin Nguyen la serie sequel dell’acclamata saga fantascientifica Descender – trovate QUI le nostre recensioni – con Ascender Vol. 2 – Il Mar Morto.

Come sarà terminata la fuga di Andy e Mila dalle grinfie della Milizia? Chi è davvero la Madre?

Ascender, dove eravamo rimasti?

Dieci anni dopo l’evento cataclismatico che ha investito tutto l’universo a seguito della venuta dei Descender, misteriosi giganti decisi a decimare gli umani, del robottino Tim-21 e di altre forme di vita sintetiche non c’è più traccia.

L’universo ora è dominato dalla superstizione e dalla magia. In Ascender Vol. 1 – La Galassia Infestata – trovate QUI la nostra recensione – avevamo fatto la conoscenza di Mila, una ragazzina curiosa che guarda il cielo ed è sicura che c’è altro oltre il suo mondo. Ma la Madre domina con il pugno di ferro Sampson e tutti gli altri pianeti con l’aiuto della sua magia che le permette di localizzare qualsiasi forma di tecnologia che è diventata proibita.

Mila in realtà abbiamo scoperto essere la figlia di Andy e la loro pacifica esistenza viene sconvolta dal ritorno di Bandit, il cagnolino-robot compagno di Tim-21, che a quanto pare ha portato con sé una mappa, un segreto e una missione. La sua presenza aveva ovviamente allertato la Milizia costringendo padre e figlia ad un fuga repentina verso il mare alla ricerca di una (astro)nave che li possa portare via dal pianeta.

Intanto proprio la Madre aveva dovuto affrontare i Ribelli stanchi della sua tirannia e sempre più spregiudicati nelle loro azioni: chi li guida? e perché?

Ascender Volume 2 – Il Mar Morto

In Ascender Volume 2 – Il Mar Morto, nella fuga, Mila e Andy vengono separati. La prima continua insieme insieme a Telsa e alla giunonica Helsa la fuga verso l’astronave nascosta mentre il secondo viene catturato dalla Milizia e portato in un campo di concentramento.

Scopriamo infatti la natura stessa della Madre e della Milizia e ritroviamo un altro personaggio importante che avevamo lasciato dieci anni prima e in Descender. Con alcune sequenze in analessi scopriamo come è stata modifica la galassia dopo la caduta del CGU e in particolare come è cambiata la vita di Telsa e le origini tragiche de La Madre.

Mentre Mila, Telsa e Helsa superano alcune impensabili peripezie imparando a convivere, un nuovo personaggio si affaccia sulla scena: Kanto, il Rottamatore di Sangue, chi sarà?

Intanto la congrega della Madre viene attaccata permettendo a Andy di liberarsi e fuggire iniziando la marcia di ricongiungimento con la figlia che fa la conoscenza di un altro personaggio che avevamo lasciato dieci anni prima in Descender.

Fra vecchie conoscenze e volti nuovi

Dopo l’inizio al fulmicotone del primo volume, Jeff Lemire tira giustamente il freno a mano e utilizza, per la stesura del suo plot, il canovaccio già usato in Descender separando, fisicamente proprio, i protagonisti e dividendo così i filoni narrativi in due grossi tronconi in cui con eccezionale maestria vengono innestati, con sequenze in analessi mai banali, le vicende di nuovi e vecchi comprimari fra volti nuovi e ritorni da passato.

Se questa particolare costruzione della trama aveva funzionato bene in Descender, in Ascender il terreno narrativo è ancora più fertile permettendo all’autore canadese di descrivere un mondo radicalmente mutato in cui creature fantastiche – vampiri e balene mannare – convivono con forze magiche, animali antropomorfi e robot fuorilegge in un mix a metà strada fra l’immancabile Star Wars e alcune pellicole fantasy provenienti dagli anni ’80 – Labyrinth e tutto il filone ad esso connesso – e che, pur avendo un grosso margine di maturazione, risulta essere peculiare ed interessante.

In questo senso l’attenzione del lettore è monopolizzata tanto dalle vicende parallele di Andy e Mila quanto dalla costruzione dell’antagonista, la Madre, e dalle sequenze di “raccordo” fra Descender e Ascender con protagonista Telsa. Lemire quindi gioca nell’introdurre nuovi personaggi, ed un nuovo contesto, e dare organicità a quella che già in queste prime battute sembra una saga corale che unisce, in maniera ancora tutta da chiarire, Ascender con Descender.

Al netto della fase di “costruzione” ben rimaneggiata da Lemire, è il disegnatore Dustin Nguyen ad essere vero protagonista del volume.

Se lo stile di Nguyen è ormai riconoscibile e caratteristico, sia nel tratto che nelle tecniche, è nell’uso del colore che il volume trova una nuova e inaspettata cifra di merito. Nello specifico il disegnatore utilizza in maniera magistrale i colori freddi che, grazie alla tecnica dell’acquerello, assumono una nuova ed inquietante profondità dando un netto distacco, non solo “idelogico”, fra la componente fantasy e quella fantascientifica. I blu, i neri e i verdi si scontrano con i grigi e gli ocra e al centro ci sono i rossi, la tonalità che, nella sua drammatica, unisce le due componente sopracitate.

Una prova davvero superlativa che trova anche riscontro in una costruzione della tavola estremamente chiara anche grazie a riquadri più ampi del solito che permettono al disegnatore di avere maggior libertà e dinamicità nello story-telling.

La cura editoriale

Solidissimo come sempre il cartonato confezionato da BAO Publishing che si contraddistingue per l’ottima traduzione e l’altrettanto ottimo adattamento. Il volume però non presenta extra di alcun tipo.

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