Ciò che emerge vedendo in anteprima i primi tre episodi della seconda attesissima stagione di The Boys è il “disturbo post traumatico da stress” di tutti i protagonisti dopo il devastante finale della prima. La serie, uno dei fiori all’occhiello di Amazon Prime Video (per noi tra le migliori nuove serie tv del 2019) tornerà con i suddetti episodi dal 4 settembre per poi proseguire con uno a settimana fino al 9 ottobre.

Se per la prima stagione vi avevamo presentato i personaggi e poi la stagione completa, presentandovi solo l’inizio di questo secondo ciclo possiamo dire che conferma i punti di forza di quello inaugurale, alzando il tiro.

Queste prime tre puntate sono strutturate sui due punti di vista dei Boys del titolo e dei Supes dopo le conseguenze del, dicevamo, sorprendente finale di stagione. Tra splatter, colpi di scena e momenti WTF, l’asticella di scrittura messa in atto da Eric Kripke e ispirata sempre al graphic novel di Garth Ennis e Darick Robertson, fa un ulteriore passo avanti, muovendosi anche su storyline inesplorate nella controparte cartacea.

I Sette e i Ragazzi devono affrontare le conseguenze della rivelazione che c’è il Compund V, una misteriosa droga, dietro la nascita dei super poteri e che questi non sono quindi una “volontà di Dio”. Si approfondirà quindi l’indagine sull’origine del Compund V e il “disturbo da stress post traumatico” che tutti dimostrano, soprattutto chi come Annie ha rivelato la propria doppia faccia a A-Train e chi come Hugh deve affrontare il fatto che la propria vita sia cambiata drasticamente e di non poter più tornare indietro.

Parallelamente The Boys continua ad essere una perfetta analisi di mercato superomistica, mai noiosa e mai banale quando snocciola numeri, dati e probabilità ma anzi incredibilmente attuale e inserita nella società contemporanea. Ciò che The Boys fa, tanto visivamente quanto attraverso i dialoghi, è giocare sul voyeurismo dello spettatore per un certo tipo di scene e allo stesso tempo sul suo ribrezzo nel girare lo sguardo dall’altra parte. Così facendo, scava a fondo nel marcio dell’animo umano e del narcisismo che spesso ci contraddistingue, in un tono dissacrante e spesso inaspettato.

Tra i temi reiterati e nuovi affrontati in queste prime ore di stagione, troviamo l’abuso di potere e dell’essere (o credersi) Dio sulla Terra. Non solo degli uomini verso le donne, ma anche dei supereroi verso i “solo” uomini. Altro tema preponderante è quello della religione, non solo attraverso il percorso di pentimento di Abisso – tutto questo inizio ricorda oltre al PTSD il programma dei dodici passi dei dipendenti anonimi – ma anche attraverso il personaggio di Annie. Anthony Starr nei panni di Patriota è ancora una volta la ciliegina sulla torta di un cast che offre interpretazioni inquietanti e sopra le righe.

Ai due punti di vista della prima stagione si aggiunge quello di Becca (Shantel VanSanten), la rediviva moglie di Butcher con figlio al seguito, che Patriota vorrebbe imparare a conoscere. Si dimostra però l’ennesima occasione per lui di dimostrare la propria non-umanità, volendo bruciare le tappe ed essere subito chiamato “papà” e che il figlio gli dica quanto “gli vuole bene”, con delle conseguenze che possiamo immaginare disastrose negli episodi a venire.

L’altro punto di vista nuovo è sicuramente quello della new entry Stormfront interpretata da Aya Cash, una supereroina cazzutissima nuovo membro dei Sette e da subito respingente, presentata un po’ come l’Anti-Annie, badass che non ha bisogno dell’opinione di nessuno, tanto che da subito sfida l’autorità di Patriota, portando non poche sorprese già nel corso di queste prime puntate. L’altro elemento che la caratterizza è l’essere attivissima sui social, che la fanno rientrare nell'”analisi di mercato” di cui sopra e che fungono da cartina di tornasole “protettiva” quando si trova insieme agli altri Sette (se trasmetti in diretta e sei incredibilmente seguita, è più difficile per gli altri metterti in un angolo e abusare del proprio potere).

Insomma, questi primi tre episodi della seconda stagione di The Boys sono solamente l’antipasto, ma che ci ha già fatto venire l’acquolina in bocca!

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