“Il ghiaccio non è per tutti” una frase quanto mai emblematica che ci guiderà nella recensione di The Head, la serie in sei episodi di produzione internazionale che è arrivata il 5 agosto su Amazon Prime Video Italia (qui le nostre domande alla conferenza stampa).

La serie ha fatto parlare di se per avere nel cast Álvaro Morte che abbandona temporaneamente i panni del Professore de La Casa di Carta, ma ha in realtà molti altri meriti. Vediamoli insieme in questa recensione, assolutamente senza spoiler per non rovinarvi questa piacevole visione, soprattutto se siete amanti dei gialli classici.

The Head – la trama

The Head – che potremmo definire un Dieci Piccoli Indiani ambientato nell’Antartico – è ambientato durante l’inverno al Polo Sud. Il sole scomparirà per i successivi sei mesi e un team di ricerca scientifica si prepara a rimanere alla stazione Polaris VI per continuare il proprio studio innovativo, che potrebbe rivelarsi cruciale per la lotta contro il cambiamento climatico sotto la guida del famoso biologo Arthur Wilde (John Lynch, The Fall).

Con il ritorno del sole e l’arrivo dell’estate, però, il capo progetto estivo Johan Berg (Alexander Willaume) torna alla stazione constatando che tutti i membri del team sono morti oppure dispersi. C’è un killer a piede libero e Annika (Laura Bach), la moglie di Johan, è dispersa. Unica sopravvissuta sembra essere Maggie (Katharine O’Donnelly), la più giovane dottoressa del gruppo, profondamente scossa e fisicamente provata… cosa sarà mai successo? Chi è il colpevole e qual è il movente che ha spinto l’omicida a tanto orrore? Tutto inizia da una testa (the head) trovata nella neve…

The Head – fra giallo e horror

The Head è quindi un giallo da camera ambientato nell’Antartico, che mantiene la sua identità fino al finale, che come avevano assicurato gli autori arrivati all’ultimo episodio fornisce tutte le risponde alle domande poste inizialmente. Lontana da risvolti soprannaturali come altre serie mystery, The Head sceglie la via dell’indagine, della scienza tema al centro del prodotto, della prova provata e del whodunnit nella sceneggiatura di Alex & David Ross, che Jorge Dorado mette in scena sporcandola di elementi splatter e non solo, che richiamano La Cosa e l’horror più claustrofobico.

The Head è la dimostrazione che non serve un grande cast per fare un grande serial. A colpire anzi è la versatilità degli interpreti meno conosciuti – scelti internazionalmente proprio come la produzione dietro la serie – capaci di passare efficacemente da uno stato d’animo all’altro, da un’espressione all’altra.

The Head – tra femminismo e cambiamento climatico

In The Head si affrontano il tema dell’importanza della ricerca scientifica e del suo essere un ambiente molto maschile in cui le donne devono farsi largo a fatica, come spesso capita in molti ambienti lavorativi del resto. Oltre all’attualità della tematica femminista e di quella del cambiamento climatico, emerge via via che gli episodi proseguono col racconto a ritroso di Maggie (altra caratteristica portante del genere), anche l’elemento psicologico dell’essere isolati per così tanto tempo dal resto del mondo. Proprio come nello spazio, un po’ come se si fosse in orbita nell’universo, o su Marte o sulla Luna, qui i protagonisti sono rimasti confinati in un angolo non molto ospitale della Terra e sono stati costretti a fare i conti con i propri demoni interiori.

Ma sarà davvero la follia à là Shining che ha portato a una tale strage? Perché il titolo The Head? A queste domande non rispondiamo volutamente per non rovinarvi la sorpresa e il piacere di cogliere gli indizi disseminati lungo gli episodi e scoprire l’identità del colpevole. Ma siamo sicuri che, soprattutto se siete appassionati dei gialli di Agatha Christie e simili, troverete ghiaccio per i vostri denti.

Recuperate il romanzo di Agatha Christie “Dieci piccoli idiani”, un classico!

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