Dopo una sorprendente Stagione 1 – la nostra recensione QUI – Doom Patrol chiude la sua Stagione 2 negli USA forte del passaggio su HBO Max che ha sancito le grandi aspettative su una serie che, da grande incognita, è invece diventata velocissimamente il miglior contenuto originale sviluppato per la piattaforma DC Universe.

Doom Patrol Stagione 2 sarà riuscita a mantenere quella carica alternativa, bizzarra e sovversiva propria della serie a fumetti come accaduto nella passata stagione?

Doom Patrol – dove eravamo rimasti

Doom Patrol Stagione 1 si era conclusa con l’incredibile rivelazione che Niles Caulder, Chief e leader della Doom Patrol, era stato il responsabile degli incidenti che avevano reso i suoi membri dei veri e propri freak nella speranza di scoprire il segreto per allungare la sua vita e proteggere Dorothy, sua figlia immortale, nata dalla relazione con l’ultima superstite di una antica razza di ominidi primitivi.

La squadra, pur riluttante, era corsa in aiuto della ragazza finita nelle mire di un Mr Nobody fuori controllo. Il salvataggio di Dorothy e la sconfitta di Mr Nobody però erano terminati con una conseguenza inaspettata: la Doom Patrol, eccetto Larry, erano stati rimpiccioliti!

Doom Patrol Stagione 2 – mortalità, umanità, ineluttabilità

In Doom Patrol Stagione 2, la Doom Patrol è bloccata, in miniatura, nel modellino in scala di Cliff e Chief decide di compiere il sacrificio più grande per salvare tutti e soprattutto Dorothy che aveva iniziato a mostrare una certa insofferenza a causa della insolita condizione. Rinunciando ad un misterioso artefatto, Chief aveva riportato tutti alla normalità ma aveva perdendo però la sua immortalità.

La nuova condizione destabilizza i membri della squadra, già profondamente segnati dalla battaglia contro Mr Nobody, mentre la fiducia nei confronti di Chief è al minimo.

La situazione ovviamente si aggrava quando Dorothy scopre che il padre sta morendo ma Chief ha ben altre preoccupazioni: proteggere proprio la bambina. Quali sono i suoi poteri? e perché bisogna evitare a tutti i costi che esprima un desiderio?

La prima idea è quella di far ospitare nuovamente Dorothy da Danny The Street il quale, dopo essere rigenerato, però rifiuta di fare da “carceriere” come accaduto in passato.

La notizia della rinnovata mortalità di Chief attira anche vecchi nemici – come Red Jack che si ciba di dolore – e vecchi esperimenti come i cosmonauti mandati in orbita nel 1955 causando non pochi inconvenienti.

I membri della Doom Patrol dal canto loro affrontano le loro insicurezze e traumi. Jane si confronta in maniera profonda con le personalità che abitano il suo Underground; Robotman e Cyborg in maniera opposta si domandano dove finisce l’uomo e dove inizia la macchina; Rita cerca di conciliare il controllo sui suoi poteri con l’esigenza di una vita normale; Larry è ancora assillato dallo Spirito Negativo di cui non riesce ad interpretare i segnali.

Quando Chief però scopre il segreto che aleggia su Dorothy la situazione si capovolge clamorosamente. Chi è davvero il mostruoso Candlemaker? e davvero soltanto Dorothy può debellare la sua minaccia?

Doom Patrol Stagione 2 – noi siamo il nostro trauma

Al netto del filo conduttore della mortalità di Chief e del destino di Dorothy, Doom Patrol Stagione 2 scava a fondo nei personaggi forse come mai prima d’ora fatto in una serie televisiva tanto meno una basata sui fumetti.

Non si tratta di decostruire, né di mera accettazione. Si tratta di comprendere, abbracciare e ripartire: dietro la diversità della Doom Patrol vi è un trauma, e questa diversità è la risposta al trauma.

È possibile cancellare il trauma? No. È possibile ignorarlo? Forse ma il trauma tornerà a galla prepotentemente influenzando sé stessi e il mondo circostante. I poteri e le condizioni dei membri della Doom Patrol allora non sono altro che meccanismo di difesa e/o risposta a questo trauma che si stratifica e cristallizza.

Lo capisce Jane quando inizia ad indagare sulla scomparsa di alcune sue personalità dopo un terribile scontro con Dorothy; lo capisce Larry che cerca di ricongiungersi con la sua famiglia così come Robotman che nella disperata ricerca di un contatto con la figlia chiede a Chief un corpo migliore.

Lo capisce Cyborg che conosce Roni, una veterana di guerra, con cui intreccia una relazione ma dal passato non limpidissimo. Ed infine lo capisce anche Rita che, seppur in maniera poco ortodossa, recupera un rimosso relativo alla madre.

Doom Patrol Stagione 2 si muove sul filo di una tensione che contrappone umanità contro “poco umanità”, realtà e finzione, possibile ed impossibile ma soprattutto fra accettazione e rimozione che è poi l’assunto su cui si basano la missione di Chief e il destino di Dorothy.

La domanda a cui si ritorna è però la più classica: come fare uso di queste abilità? come vivere questa condizione in maniera positiva anziché diventare l’abisso nel quale si è scrutato?

Doom Patrol Stagione 2 – conclusioni

In un mondo di schiocchi di dita e frasi ad effetto, Doom Patrol Stagione 2 abbandona qualsiasi velleità di mero e semplice intrattenimento costruendo l’intera stagione attorno ai personaggi che plasmano idealmente, ma non solo, l’intera trama “orizzontale.”

È un conflitto tutto interiore quello dei membri della Doom Patrol e che solo una dimensione intimata e di profonda auto-analisi può risolvere come lascia intendere il cliffhanger dell’episodio finale.

Si tratta di un esercizio stilistico complicato e non sempre puntuale. Superata la premiere, i primi 3 episodi sono forse i migliori poi si rimpolpano gli archi narrativi dei vari personaggi fino ad un piccolo calo nel penultimo e nel terzultimo episodio riequilibrati da un episodio finale pregnante ma che, come già detto, ci rimanda alla prossima stagione.

Come sempre ottima la prova attoriale di Diane Guerrero nei panni di Jane, in grande spolvero anche Brendan Fraser in quelle di Robotman. Tecnicamente poi la serie mantiene quel suo tocco weird e kitsch – riguardo gli effetti speciali soprattutto – divenuto parte integrante della sua straniante atmosfera.

Doom Patrol Stagione 2 è forse leggermente inferiore alla precedente stagione ma è bene sottolineare come l’impostazione e gli intenti fossero ben diversi. Rimane assodato che Doom Patrol era e rimane la miglior serie televisiva attualmente ispirata ai personaggi DC e sicuramente quella più originale in generale, le altre per quanto ben fatte rimangono “imitazioni”.

Acquista Doom Patrol di Gerard Way cliccando QUI

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui