Edizioni BD porta in Italia la serie BOOM! Studios (campione di vendite negli USA) Once & Future, orchestrata da Kieron Gillen (The Wicked & the Divine, Young Avengers) e Dan Mora (Klaus).

Il mito arturiano torna a rivivere (confermandosi uno dei più fecondi nell’attuale immaginario collettivo) attraverso una nuova avventura dai risvolti dark e splatter: prepariamoci dunque ad una nuova saga intrisa d’azione ed umorismo.

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LUNGA VITA AL RE

Cornovaglia, Gran Bretagna. Una torrida estate permette il ritrovamento sul fondo di un lago di un antico manufatto risalente al V o al VI secolo; per molti è solo un reperto storico, ma una misteriosa organizzazione sa bene la portata del potere di questo fodero…e il nobile re Artù, ormai nonmorto, è pronto a tornare in vita.

La notizia sconvolge la vita tranquilla in una casa di risposo dell’arzilla anziana Bridgette che, a conoscenza di inquietanti segreti, coinvolge l’impacciato nipote Duncan e la sua collega esperta di storia, Rose, in una sfrenata corsa contro il tempo fra l’Inghilterra e l’Oltremondo, per impedire che la leggenda segua il suo corso. Siete sicuri di conoscere davvero il mito arturiano?

LA NASCITA DI UNA LEGGENDA

Dalle cronache latine a Goffredo di Monmouth, da Chrétien de Troyes al “canonico” Ciclo della Vulgata, il Lancelot-Graal, tutto riconducibile ad un sostrato folklorico ben radicato nell’antica Gran Bretagna: il mito arturiano ha attraversato con storie secoli e secoli, coprendosi di diversi significati simbolici o morali, senza mai perdere appeal sul pubblico.

In un mondo di continue riscritture, di universi “aperti” e “condivisi”, di spin-off, Once & Future risulta essere un risultato sorprendente di un mix che abbraccia passato e futuro, tradizione e innovazione.

Il team creativo Gillen-Mora ha saputo orchestrare una storia partendo da due concetti fondamentali della mitocritica: le varianti e le invarianti, che permettono ad un mito di proliferare in maniera nuova senza mai perdere la sua identità.

D’altronde: potremmo parlare di riscrittura arturiana senza re Artù e i suoi cavalieri? Senza un Graal da ricercare, senza un Lancillotto e senza una Ginevra in qualche modo innamorati?

Senza addentrarci ulteriormente nei problemi del discorso critico, limitiamoci a riconoscere la cura con la quale gli autori hanno saputo maneggiare (ed omaggiare, mostrando una sorprendente cultura sopra la media a riguardo) la materia di bretagna, un gomitolo aggrovigliato di storie spesso una sostitutiva dell’altra; perché di storie arturiane ce n’erano prima della “canonizzazione” (e dunque “selezione”) avvenuta col Ciclo della Vulgata e, come ben sanno i filologi, altre ce ne sono state dopo, tanto forte ne era il fascino.

Once & Future sfrutta l’eredità di storie lasciate dalla letteratura e ne muove le pedine per dar vita ad una scacchiera completamente diversa, dove i protagonisti sono un’arzilla vecchietta con un turbolento passato alle spalle e il suo impacciato nipote (che si troverà ben presto a doversi sporcare le mani), attivi in una cupa Gran Bretagna alla quale si interseca come una sorta di mondo parallelo, appunto, l’Oltremondo, più regno di mostri e demoni che di miti.

A mantenere “sveglio” e ben orientato il lettore (magari inizialmente, a ragione, disorientato, specie se “inesperto”) la narrazione serrata, tambureggiante, che dissolve i dubbi e le domande mentali del lettore (“travolto” da una storia così densa di “storie”) con azione, elementi splatter, humor e tonalità grafiche oscillanti fra il cupo e lo psichedelico, a riempire tavole sempre all’altezza della situazione.

La leggenda è ricomposta in tutte le sue parti dai pungenti interventi dell’anziana Bridgette, pieni di riferimenti arturiari spesso anche meno noti al grande pubblico, rendendo così esplicita (e allo stesso tempo arricchendo la narrazione e portando avanti la trama, scaturita addirittura dall’ antica credenza popolare bretone del ritorno del re “salvatore”) l’intenzione degli autori.

Edizioni BD, con un albo brossurato sobrio e ben curato (con un prezzo medio accessibile) porta davanti ai lettori l’ambiziosa serie BOOM! Studios, che non riscrive il mito arturiano né lo “sviscera” rinnovandolo seguendone una particolare traccia tematica (nonostante vengano accennate problematiche nazionaliste), ma ne sfrutta la tradizione e le “storie” a lui ricondotte per calare l’avventura nella contemporaneità con una storia prettamente familiare, fantascientifica, intrisa del fascino di un mito senza tempo che continua la sua cavalcata attraverso i secoli.

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