Supergirl è l’ultima delle serie dell’Arrowverse a ripartire dopo la lunghissima e forzata pausa dovuta all’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus che ha bloccato sia le produzioni delle serie sia i palinsesti televisivi.

Avevamo lasciato la serie, più di un mese fa oramai, con un episodio debole, quasi di passaggio – la nostra recensione QUI – che aveva confermato il momento non brillantissimo della serie. Nel mezzo di una serie di suggestioni sociali, legati ai temi LGBT e della diversità sempre cari alla serie, e una componente drama molto pronunciata, negli ultimi episodi sia era fatto preponderante il filone narrativo legato ad un errore della programmazione delle Lenti Platinum della Obsidian Tech creato ad hoc e sfruttato ovviamente da Leviathan.

L’episodio di questa settimana intitolato Deus Lex Machina riprende esattamente da qui, con Lex che ha ritrovato il luogo dove Leviathan deteneva i corpi di tutti coloro i quali erano rimasti bloccati nella realtà virtuale delle lenti, narrando a ritroso il “nuovo” Lex sin dal suo ruolo in Crisi sulle Terre Infinite e il risveglio in un mondo che lo aveva accolto come un filantropo.

In maniera meticolosa assistiamo a tutte le tappe di un piano tarato alla perfezione in cui alcuni avvenimenti dei passati episodi vengono chiariti. L’alleanza con Lena, il ritorno di Miss Tessmacher e la morte di Jeremiah, l’acquisizione della Obsidian e la ricerca dell’alleanza con Leviathan.

Tutto è una macchina perfetta gestita personalmente da un Lex che compie un piccolo capolavoro: mettere Supergirl e i suoi alleati sulle tracce delle altre persone scomparse e presumibilmente in mano a Leviathan e così facendo creando una rotta di collisione fra i suoi nemici in un doppio, anzi triplo, gioco che beneficerà alla fine solo lui.

Dopo qualche episodio di passaggio, Supergirl confeziona uno degli episodi migliori di questa Stagione 5 e uno dei più coraggiosi di tutta la serie e di tutto l’Arrowverse con questo Deus Lex Machina.

Meno spettacolare e sicuramente meno pittoresco di tanti altri villain dell’Universo DC, Lex Luthor è forse quello più letale a causa della grandiosità dei suoi piani e alla sua cura maniacale nel metterli a punto e Jon Cryer in questo episodio riesce a coglierne perfettamente il senso con una prova attoriale davvero superlativa baciato da una sceneggiatura efficacissima che sfrutta la narrazione a ritroso in maniera puntuale e un debutto alla regia di Melissa Benoist solido e fresco che mette da parte l’azione esaltando maggiormente il plot e i suoi molteplici twist.

È raro, rarissimo, vedere una serie dell’Arrowverse spendere un intero episodio per approfondire, plasmare e rendere davvero credibile un villain ed anche per questo motivo Deus Lex Machina è una piacevolissima sorpresa che improvvisamente infonde una linfa narrativa alla serie che si avvicina così suo malgrado ad un finale di stagione prematuro ma con una marcia decisamente alta.

Il ritorno di Supergirl è quindi decisamente positivo facendo ben sperare proprio nel suddetto finale di stagione che pur essendo stato troncato potrebbe essere ben architettato verso la prossima stagione creando quell’hype che spesso manca all’Arrowverse.

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