Dopo la pausa forzatamente prolungata dall’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus che aveva bloccato anche i palinsesti televisi, Riverdale era tornata in pista con il tradizionale ed annuale episodio musical – la nostra recensione QUI – quest’anno particolarmente convincente sia nella forma che nella sostanza.

L’episodio che avrebbe dovuto segnare il ritorno alla normalità dopo la morte e resurrezione di Jughead a seguito degli avvenimenti legati alla Stonewall Prep e alla sua incredibile cospirazione in realtà si era trasformato in una polveriera carica di tensione per i nostri quattro protagonisti e nello specifico per Archie e Betty che, in un momento di vulnerabilità, si erano nuovamente concessi un profondo bacio appassionato… cosa significa per loro due in primis ma soprattutto per i loro attuali partner Jughead e Veronica.

Da qui riparte l’episodio di questa settimana intitolato Lynchian. Alla fine della scorsa puntata in uno dei misteriosi videotape che venivano recapitati alla popolazione di Riverdale c’è qualcosa di ben diverso: la ricostruzione dell’omicidio di Jughead. Il che convince il ragazzo a cercare di risolvere il mistero risalendo a ritroso ad una sua compagna di scuola… ora resta da capire il movente dietro questo macabro passatempo al cui centro sembra esserci un mercato clandestino.

Veronica e Cheryl non devono difendere la loro piccola attività legata al rum solo da Hiram Lodge ma anche da nuovi e pericolosi competitor. A proposito di attività Kevin, Fangs e Reggie cercano di mettersi in proprio nel business dei video legati al solletico ma anche loro scopriranno che la concorrenza può essere spietata.

Intato Betty e Archie cercano di evitarsi ed evitare di affrontare il discorso ma dovranno presto affrontare il cambiamento in atto nella loro relazione con una decisione drastica e sofferta.

Sin dalla sua primissima puntata Riverdale aveva dimostrato un attaccamento alla seminale lezione del Twin Peaks di David Lynch sia dal punto di vista narrativo che delle atmosfere di un teen drama piegate verso territori claustrofobici e morbosi mentre dal punto di vista tecnico la fotografia e alcune soluzioni registiche pagavano pesantemente dazio al maestro del weird televisivo.

Era lecito quindi aspettarsi con l’episodio di questa settimana, il penultimo di questa Stagione 4 tagliata di una manciata di episodi causa Coronavirus, intitolato in maniera inequivocabile Lynchian che la serie pagasse definitivamente dazio al regista ed invece l’episodio si muove sicuro su filoni narrativi ormai solidificati senza nessuna particolare verve morbosa né senza approfondire lo spunto spiccatamente teen drama dell’episodio precedente.

Al centro dell’attenzione ovviamente viene posto il mistero dei videotape che trova il suo punto di svolta nella rivelazione del nuovo antagonista di quella che sarebbe dovuta essere l’ultima parte di stagione con un buon filotto di episodi ma che verrà purtroppo ridotta e rimaneggiata.

Dall’altro la passione fra Archie e Betty viene liquidata non senza sofferenza con qualche buon passaggio malinconico in maniera piuttosto razionale il che da un lato è un bene, visto che non la componente teen drama non verrà esasperata come prerogativa di Riverdale che ha affrontato questi temi in maniera sempre “realistica, ma dall’altro è l’ennesimo “antipasto” narrativo di qualcosa che più volte nel corso delle quattro stagioni della serie è sembrato prepotentemente emergere.

Lynchian è effettivamente un solido episodio di passaggio peccato che nei prossimi 45 minuti scarsi Riverdale dovrà trovare la ragion d’essere di questa Stagione 4

COMMENTA IL POST