Dopo una pausa lunghissima, e una produzione ancora interrotta a causa dell’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Coronavirus arrivata drammaticamente anche negli USA, The CW rimette in palinsesto senza ancora una programmazione davvero stabile Riverdale che avevamo lasciato con l’ultimo episodio – la nostra recensione QUI – che aveva chiuso le trame legate alla morte di Jughead che, tornato miracolosamente in vita e soprattutto con la complicità dell’intera cittadina, aveva definitivamente smontato la cospirazione che aveva come fulcro la prestigiosa Stonewall Prep.

E ora? Ora si dovrebbe tornare alla normalità in questo diciassettesimo episodio intitolato Wicked Little Town in cui, ormai vicini alla data del diploma, Jughead e Archie sono impegnati più che mai a rispettare le ferree scadenze di studio e Kevin invece è impegnato ad organizzare l’annuale talent show dopo i “fiaschi” dei musical degli anni precedenti.

Quando però il presidente Honey vieta allo stesso Kevin di esibirsi su un brano del musical Hedwig and the Angry Inch, il ragazzo incassa la solidarietà di tutta la scuola.

La situazione è una polveriera e infatti la tensione scoppia fra Archie e Veronica, preoccupata per le condizioni del padre, e anche fra Jughead e Betty che scopre che Jug sta visionando le nuove videocassette recapitate agli abitanti di Riverdale anziché studiare.

In questo clima di incertezza sono proprio Archie e Betty a ritrovarsi…

Quando Honey annulla il talent show, Veronica offre La Bonne Nuit come location alternativa ma la performance finale dei nostri quattro protagonista sarà carica di tensione e di sguardi eloquenti.

Prima della lunga pausa, Riverdale aveva iniziato finalmente ad accumulare inerzia positiva complice la risoluzione con annesso e necessario spiegone dei misteri legati alla Stonewall Prep e il ritorno di alcuni personaggi secondari su binari narrativamente più concreti e fruttuosi.

Con questo Wicked Little Town il rischio era quello di interrompere questa inerzia cosa che fortunatamente non avviene anche se il tradizionale episodio musical che contraddistingue la serie potrebbe come sempre non essere nelle corde – perdonate la battuta – di tutti.

Eppure l’episodio funziona discretamente tornando dritto sui temi di diversità e inclusione sempre trattati con sensibilità, fermezza e intelligenza dalla serie ma concentrandosi anche sui quattro protagonisti e il loro intreccio che deflagra nuovamente e clamorosamente questa volta dopo l’inganno degli ultimi episodi in cui Archie e Betty da attori in aiuto di Jughead si trasformando in inconsapevoli prigionieri.

Basterebbe forse questo a portare avanti l’ultima parte di questa quarta stagione ma invece viene anche reintrodotto il mistero delle videocassette, effettivamente l’unico getta nella mischia dei filoni narrativi e mai sviluppato a dovere.

Per quanto riguarda la seleziona musicale, Wicked Little Town è piacevole non solo perché i brani spaziano da una serie di arrangiamenti glam/punk a passaggi più acustici ma anche perché riesce a rendere organici i momenti musicali che diventano, soprattutto nel finale, parte integrante della narrazione cosa che ad esempio era decisamente mancata nell’episodio musical della scorsa stagione.

Per assurdo l’episodio potrebbe benissimo fungere da season finale pur essendoci ancora a disposizione 5 episodi: Riverdale tornerà sugli schermi il prossimo 29 aprile anche se non si sa ancora se sarà possibile filmare gli episodi mancanti.

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