Dopo Marvel e DC anche Valiant, i cui fumetti sono editi in Italia da Edizioni Star Comics, si tuffa nella mischia dei cinefumetti forte di un contratto con Sony Pictures e un budget decisamente alto e portando sul grande schermo Bloodshoot interpretato dal coriaceo Vin Diesel che, alla prima assoluta in questo genere, prova a replicare i fasti ed il successo del “suo” franchise ovvero Fast & Furious.

L’uscita del film è stata però “compromessa” dall’emergenza Coronavirus: arrivato solo per qualche giorno al cinema negli USA e poi per volere dello stesso Vin Diesel passato direttamente al VOD, Bloodshot sarebbe dovuto uscire in Italia il 26 marzo ma in sordina è invece arrivato su Chili a noleggio streaming al costo di 9.99 €.

Ray Garrison (Vin Diesel) torna a casa dopo la sua ultima missione in giro per il globo alla ricerca di pericolosi terroristi ma il weekend con la moglie Gina finisce in tragedia. I due vengono rapiti dal misterioso Martin Axe e uccisi.

Ray però si risveglia nei laboratori della RST – la Rising Spirit Technologies – dove il dottor Emil Harting (Guy Pearce) gli spiega che è stato riportato in vita e potenziato grazie alla nanotecnologia che ora scorre al posto del suo sangue.

Ray capisce di avere ora a disposizione capacità superumane e soprattutto la possibilità di rigenerare i propri tessuti istantaneamente. Due armi da sfruttare per vendicare la morte della moglie.

La vendetta però è solo il primo passo verso una incredibile verità: la RST ha preso possesso non solo del suo corpo, ma anche della sua mente e della sua memoria, e Ray non sa più cosa è vero e cosa no.

Mentre scopriamo come e perché sono stati generati i suoi ricordi, scopriamo anche perché Harting lo sta sfruttando. Con l’aiuto di KT (Eiza Gonzales), Ray viene risvegliato definitivamente ed è deciso più che mai ad acquisire il diritto a questa seconda possibilità ottenuta originariamente per scopi tutt’altro che leciti.

Un po’ Memento, un po’ Terminator, un po’ Robocop tutto Universal Soldier, Bloodshoot sopravvive a stento a sé stesso forte di un budget dirottato tutto sugli effetti speciali – effettivamente stupefacenti e privi di sbavature – e sul carisma del protagonista Vin Diesel che, come molti attori della sua risma come Dwayne Johnson o Jason Momoa, riescono difficilmente a separare il ruolo che stanno interpretando dal personaggio testoteronico su cui hanno improntato la loro carriera.

Non c’è nulla di propriamente sbagliato in Bloodshot che sin dalle primissime battute ha quel gusto a metà strada fra il b-movie di fine anni ’80 ed inizi anni ’90 e l’alone dell’instant trash cult che, grazie alle sue battute ad effetto che sostituiscono qualsiasi parvenza di dialogo sensato e la totale assenza di un qualsiasi sotto testo, se non quelli legati ai classici temi della fantascienza più diretta e commerciale, a fine visione della pellicola con i suoi 120 scarsi ci fanno subito chiedere il bis senza badare troppo alla qualità e puntando tutto sulla quantità.

Bloodshot è un film semplice, diretto e lineare e se vogliamo senza pretese tanto tratto da un fumetto quanto deciso a limitare al minino qualsiasi riferimento diretto ad esso – Vin Diesel assume l’aspetto della sua controparte fumettistica solo in una brevissima sequenza – ed è forse questa la pecca del film: non osare in questa direzione senza né un riferimento ad un universo più ampio né agli altri personaggi che dovrebbero popolarlo.

Da questo punto di vista risulta essenziale e poco generosa la sceneggiatura di Eric Heisserer e Jeff Wadlow mentre tutta votata all’azione è invece la regia di David S. F. Wilson che non deve far altro che rendere organici i collegamenti fra una sequenza d’azione e l’altra riuscendoci molto bene fino a metà film, dove avviene il plot twist, salvo poi rimanere inghiottito da quelle stesse sequenze che diventano sempre più audaci nel terzo atto del film.

Quello di Bloodshot è un compito eseguito senza prendersi rischi e per attirare il pubblico più generalista in cerca di emozioni forti e adrenalina ma che forse non accontenterà anche chi pur non approfonditamente conosce i fumetti Valiant.

Se paragonato alle ambiziose produzioni legati ai cinefumetti dei giganti Warner Bros. o Disney, Bloodshot ha la parvenza di una occasione sprecata ma questo non significa che, in un eventuale sequel o pellicola ambientata nello stesso universo, non si possa effettuare una correzione di rotta che dia al personaggio un respiro più ampio ed un senso di appartenenza ad un universo più organico e strutturato.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui