Dimenticate l’universo narrativo formato da personaggi di alti principi come quello di Star Trek. In Outer Darkness l’obiettivo di ogni singolo character sembra quello di portare avanti i propri scopi, e nascondere qualcosa al prossimo.

Saldapress propone il secondo volume (QUI trovate la recensione del primo) di questo bizzarro universo intergalattico, nel quale la magia ed il soprannaturale la fanno da padrone.

Oltre ai personaggi già presentati nello scorso volume, ad essere messe al centro sono ancora le vicende della nave spaziale Caronte guidate dal Capitano Rigg. Ma l’elemento intrigante di questa nuova parte di storia è l’introduzione di un elemento gotico: ovvero una casa infestata del diciottesimo secolo.

Il nuovo scenario proposto in Il Suono dell’odio vede convivere suore, mostri e alieni tutti insieme. Questo elemento renderà ancora più schizzata la trama, che aumenterà il suo tasso di horror e presenze soprannaturali.

E poi un altro flashback introdurrà un altro elemento piuttosto intrigante: una storia proveniente dal 1942 che mette al centro un gruppo di cacciatori nazisti.

Sarà questa l’occasione per introdurre un personaggio abbastanza singolare all’interno di un contesto fantascientifico: ovvero la suora Magdalena Antona, sbalzata all’interno della casa infestata direttamente nel ventottesimo secolo.

Rispetto al primo volume queste nuove storie di Outer Darkness cercano d’infittire la trama, e si concentrano molto sui singoli personaggi. Tutto ciò riesce a dare maggiore spessore alla storia, e più interesse nel seguire la trama.

Nel suono dell’odio c’è spazio anche per i sentimenti, con un flashback dedicato a due personaggi, Joshua e Roshelle, che diventeranno centrali per lo sviluppo della storia.

L’universo narrativo di Outer Darkness è piuttosto bizzarro, e capace di proporre una variante a tutti gli appassionati di fantascienza, solitamente abituati a mondi avventurosi, ma dai principi morali piuttosto elevati.

Ma non c’è solo questo. Oltre che essere politicamente scorretto Outer Darkness unisce una certa parte di narrativa horror con la fantascienza, creando una serie di eventi e personaggi decisamente intriganti.

Con anime che vengono fatte tornare indietro dalla morte, demoni da esorcizzare, e mostri che hanno a che fare con il mistico ed il soprannaturale, Outer Darkness riesce a creare un universo fantascientifico veramente intrigante.

E l’introduzione della suora, approdata a bordo della nave Caronte, sarà l’elemento di simbiosi e antitesi più grande. Per essere chiari: in quanti possono dire di aver visto o letto una storia fantascientifica con una suora all’interno di un astronave spaziale?

La presenza di sorella Magdalena Antona fa esattamente capire fino a che punto vuole spingersi l’irriverenza e la voglia di Outer Darkness di essere una storia fortemente alternativa.

John Layman e Afu Chan confezionano un secondo volume, intrigante, divertente, che pecca un po’ in mancanza di ritmo. I disegni di Afu Chan cercano però di tenere alta l’asticella della storia.

Il suo tratto cartoonesco un po’ sporco si cala perfettamente nell’universo narrativo di Outer Darkness, riuscendo a dare credibilità e sostanza a personaggi irriverenti e che riescono a intrattenere.

Con la sua originalità ed irriverenza Outer Darkness si candiderebbe già per una riduzione in serie animata per adulti: una sorta di universo alla Star Trek schizzato, e che utilizza una forma di soprannaturale praticamente inedita per una storia fantascientifica.

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