Esiste un tipo di fantascienza un po’ fracassona, fatta di tanta azione, ed esiste anche quella fantascienza umoristica, che ha trovato grandi opere capaci di rappresentarla in serie animate come Rick e Morty, o Futurama, o in trasposizioni cinematografiche come Balle Spaziali.

Outer Darkness – Dentro la Tenebra è un misto tra questi due sottogeneri, anche se, purtroppo, ha difficoltà a conciliarli. L’idea di base del fumetto è interessante: esistono delle navi spaziali che combattono anime aliene e forze oscure abbandonate nello spazio. Esistono quindi degli astronauti esorcisti capaci di combattere questi esseri demoniaci.

Il personaggio protagonista del fumetto è il capitano Joshua Rigg, nominato a capo della USS Caronte. Durante l’avventura spaziale dell’equipaggio si scopriranno, nel corso del fumetto, grandi cospirazioni, presenze demoniache, e luoghi bui e angusti dell’universo, pronti ad inghiottire chiunque si avvicini da quelle parti.

L’aspetto interessante di Outer Darkness è questo tentativo di mescolare l’umorismo, con l’action e con il mistery. Ciò che poteva rappresentare il punto di forza del fumetto (ovvero una mescolanza di generi intrigante) si è però rivelato un punto debole, visto che la storia non riesce a definirsi bene in nessuno di questi generi, lasciando il lettore parzialmente insoddisfatto.

Ottimo è il comparto grafico, con i disegni di Afu Chan, che si caratterizzano per un cartoonesco molto grezzo che si addice perfettamente ad un certo spirito punk, che Outer Darkness prova a dimostrare in diversi momenti. Purtroppo lo sceneggiatore John Layman non ha osato abbastanza, infarcendo la storia con una sottotrama un po’ trita e confusionaria.

L’idea di una cospirazione, con personaggi che si rivelano essere il contrario di ciò che sembrano, se non approfondita a dovere, risulta essere superficiale, e offusca alcuni elementi narrativi e trovate di livello.

Il fumetto, infatti, inizia spingendo molto su quell’anima punk e umoristica che i disegni di Chan esaltano a dovere (ricordano le opere fumettistiche dei nostri Taddei e Angelini). Il disegnatore però non riesce a dare forza ad alcuni sketch presenti nella sceneggiatura, utilizzando le vignette in maniera tale da depotenziare un po’ il momento umoristico.

Outer Darkness è una storia che ha grande potenziale narrativo, ma che in questo primo volume non riesce ancora a trovare la quadra, disorientando in alcuni momenti anche lo stesso lettore.

C’è da dire però che tutti coloro che amano quel tipo di fantascienza che unisce Star Trek, Rick e Morty e Balle Spaziali potranno trovare un fumetto che prova a ricalcarne lo spirito.

La speranza è che il prossimo volume riesca a focalizzare meglio l’anima della storia. Ora come ora Outer Darkness è sicuramente una lettura che ha i suoi elementi importanti, e meritevoli d’interesse, però dall’altra parte deve ancora focalizzarsi.

L’idea è che ci si trovi di fronte ad un potenziale narrativo diviso a metà, che potrebbe finire nell’oblio, o che potrebbe alla fine spiccare il volo, creando dell’ottimo intrattenimento.

Ovviamente ci auguriamo che questa seconda possibilità sia quella che arriverà a concretizzarsi nel prossimo futuro. Perché Image Comics e Saldapress (che ha portato in Italia questo fumetto americano) ci hanno solitamente abituato a grandi opere d’intrattenimento e di elevata qualità artistica.

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