Con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – Supergirl aveva riportato, con un episodio decisamente di passaggio ma altrettanto convincente, al centro dell’attenzione degli spettatori da un lato i filoni narrativi legati ad Andrea Rojas e alla Obsidian Tech e dall’altro quello di Lena e della sua tecnologia Non Nocere.

Il volano dell’episodio era stato però Lex Luthor che muovendo sapientemente gli attori degli avvenimenti, compresa la stessa Supergirl, era riuscito a guadagnarsi la fiducia dei Gemma Cooper e l’accesso nella ristretta cerchi di Leviathan.

Gli avvenimenti di questo episodio toccano in maniera tangente quelli dell’episodio di questa settimana intitolato Reality Bytes.

Nia accompagna un’amica ad un appuntamento al buio. L’amica, Yvette, subisce però una aggressione dettata dall’odio nei confronti delle persone transgender. Il tutto per attirare la loro campionessa… Dreamer.

Mentre la polizia inizia le indagini, l’eroina è decisa a scovare e punire il colpevole ma Supergirl la invita alla calma. L’invito purtroppo è disatteso e Dreamer rischia di oltrepassare quella linea che demarca gli eroi dai vigilanti.

Parallelamente J’onn e Alex indagano sulla scomparsa di un alieno che stava partecipando ad un ritiro per testare le lenti per la realtà aumentata Obsidian.

La loro programmazione, per quanto perfetta e capace di replicare la realtà e le sue sensazioni, presenta ancora dei buchi che qualcuno senza scrupoli ha deciso di sfruttare per dare sfogo alle proprie manie. Sembrerebbe però che queste falle siano in qualche modo intenzionali…

Supergirl, e Alex, intanto ricevono una inaspettata notizia su loro padre Jeremiah.

Reality Bytes è, come l’episodio della scorsa settimana, ascrivibile nella cerchia dei così detti episodi di passaggio e, se si dovesse descriverlo con un solo aggettivo, verrebbe naturale etichettarlo come generoso.

Purtroppo però non basta la generosità a risollevare le sorti di un episodio che blandamente e senza particolare mordente si collega alle trame principali preferendo viaggiare su due binari secondari di cui uno dei due decisamente indirizzo verso quelle istanze sociali che solo in rarissime occasioni sono riuscite ad amalgamarsi con il tono della serie.

Se al filone narrativo di Alex infatti spetta il compito di mantenere dritta la barra di navigazione con i riferimenti a Levithan e alla Obsidian Tech, quello di Dreamer è tutto incentrato invece sul trattare il tema dei crimini a sfondo razziale e sessuale contro la comunità trans.

Il primo viene gestito in maniera molto lineare e diretta non offrendo particolari spunti se quello di mantenere viva l’attenzione sulla connessione fra Levithan e la Obsidian Tech, il secondo – in cui si riversa tutta la generosità dell’episodio – cerca di trattare un argomento di attualità riuscendo anche ad imbastire premesse interessanti ma purtroppo dal finale eccessivamente drammatico il che fa perdere di lucidità al tutto.

Reality Bytes non è un episodio brillante, solido che magari con una maggiore accortezza sarebbe risultato anche più pregnante e concreto.

Come sappiamo la produzione della Quinta Stagione di Supergirl si è fermata per prevenire possibilità di contagio da Coronavirus e in teoria abbiamo ancora a disposizione due episodi prima della pausa, vedremo se The CW deciderà di mandarli comunque in onda.

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