Avevamo lasciato Supergirl due settimane fa circa con un episodio celebrativo, il 100° per la serie, non troppo convincente – la nostra recensione QUI.

Il ritorno di un personaggio sui generis come Mr Mxyzptlk non era riuscito a sublimare un plot sbilenco a metà strada fra il classico Ritorno al Futuro e gli elseworld più interessanti e che in realtà giocava con uno dei grandi topoi della letteratura supereroistica: l’identità segreta e le conseguenze che il suo svelamento potrebbe comportare.

Limitandosi poi agli avvenimenti della passata stagione, l’episodio non era di fatto riuscito a celebrare degnamente il prestigioso e importante traguardo raggiunto dalla serie.

Avevamo lasciato inoltre tre settimane fa Alex perdere il suo lavoro come direttrice del DEO ed è proprio da qui che riparte l’episodio di questa settimana intitolato Bodyguard.

Andrea Rojas è pronta al lancio su scala globale delle sue lenti per la realtà virtuale Obsidian ma una serie di attentati alla sua persona, e un manifesto anti-tecnologia, mettono in serio pericolo la sua vita e ovviamente anche il lancio del prodotto.

È Lex a capitalizzare sulla situazione proponendo a Gemma Cooper, leader di Leviathan, un modo per salvaguardare il suo investimento: impiegare Supergirl come guardia del corpo di Andrea.

Pur riluttante l’eroina accetta ma chiedendo l’aiuto di Alex e J’onn per scoprire l’origine delle minacce che si riveleranno ovviamente connesse alla Obsidian Tech e ad un suo impiegato.

Lena intanto procede nello sviluppo del suo Non Nocere con una prima fase di test nel carcere di National City. Ben presto però quello sembrava un successo clamoroso si rivela l’ennesimo fallimento, sarà Lex a fornire lo spunto per correggere il tiro.

Superata la minaccia incombente, non sarà solo Supergirl ad incassare una vittoria ma anche in maniera inaspettata lo steso Lex Luthor.

Bodyguard è il più classico episodio di passaggio che serve a showrunner e sceneggiatori per fare il punto della situazione e riportare al centro dell’attenzione degli spettatori quelle che sono le trame principali di questa finora tutto sommato fruttuosa seconda parte di Quinta Stagione.

Con un villain della settimana abbastanza generico, ma comunque efficace, vengono quindi ripresi i filoni narrativi legati ad Andrea Rojas e Lena collegati dallo sviluppo delle lenti da un lato e della tecnologia Non Nocere dall’altro.

Il perno dell’episodio tuttavia è Leviathan o per meglio dire Lex Luthor con le sue macchinazioni per entrare nella sua cerchia. Jon Cryer confeziona l’ennesima convincente prova nell’iconico ruolo dell’antagonista per antonomasia supermaniano alzando notevolmente l’asticella se non altro in termini di credibilità di una trama orizzontale che seppur in maniera convulsa ha iniziato a prendere una forma ben definita solo dopo l’evento crossover Crisi sulle Terre Infinite e grazie soprattutto alle sue conseguenze.

C’è anche tempo nei minuti finali per approfondire il nuovo status quo di Alex e quello amoroso di Kara, aspetto quest’ultimo ancora un po’ forzato.

Dopo la battuta d’arresto davvero immotivata della scorsa settimana quindi Supergirl riprende la sua corsa in maniera solida ma non spettacolare puntando tutto sul concretizzare i “cattivi” e lasciando agli eroi qualche scena d’azione e/o filoni narrativi secondari.

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