Dopo la recensione dei primi due episodi in anteprima di Hunters, ora che è arrivata interamente su Amazon Prime Video, possiamo dire che il resto delle puntate conferma e addirittura amplifica quanto messo in scena nell’incipit, ma fa un tonfo narrativo sul finale, che ci lascia perplessi su un’eventuale seconda stagione.

La serie, già erede di The Boys sempre di produzione Amazon, mette ancora una volta al centro il dilemma morale dell’ “occhio per occhio, dente per dente”. I Cacciatori del titolo hanno scoperto che centinaia di ufficiali nazisti di alto rango si nascondono tra le persone comuni, cospirando per creare il quarto Reich negli Stati Uniti. Lo scopo diventa quindi fermarli, e allo stesso tempo vendicarsi contro coloro che li hanno torturati, seviziati, privati della dignità e ucciso i loro cari ai tempi dei campi di concentramento. Rispondere alla violenza con la violenza è la soluzione in questo caso specifico?

Il giovane protagonista interpretato da Logan Lerman è avvicinato dal personaggio “vissuto” di Al Pacino – analizzando così la figura dell’eroe, proprio come hanno fatto gli anti-eroi di The Boys prima. L’eroe deve sempre fare la cosa giusta o è tale proprio perché la fa? La miglior vendetta è la vendetta? Il villain e l’eroe sono due facce della stessa medaglia? Uno non può vivere senza l’altro? Hunters ci ricorda come spesso siano due entità che si sovrappongono e scambiano i ruoli, soprattutto nel corso dei secoli.

Hunters omaggia oltre ai fumetti anche i B-movie tanto cari a Tarantino e l’exploitation, con scene di sesso e violenza. E’ un dramma mascherato da commedia, è un drama storico, una spy story, ma ha anche momenti musical, surreali, nonsense, presentazioni dei protagonisti simili a trailer che provengono dalla mente del protagonista – quanti di noi non si sono fatti un “film mentale” almeno una volta nella vita?

Altro parallelismo con The Boys è il fatto che al centro vi siano sì “il nuovo e il vecchio” ma soprattutto una squadra di (supereroi) Cacciatori, ognuno immediatamente riconoscibile dal look, quindi visivamente, prima ancora che dalla propria storia personale, come se indossassero un costume, una “seconda pelle”, un’armatura.

Il casting si conferma ottimo e gli attori sono tutti “in parte”. Funzionale anche l’alternanza con i flashback che mostrano soprattutto il passato nei campi di concentramento tanto degli ebrei quanto dei nazisti.

E’ sul finale però che Hunters fa un tonfo clamoroso, poiché diventa principalmente una spy story e, nonostante i plot twist messi in canna fossero in parte prevedibili fin dal primo episodio, lasciano l’amaro in bocca per la gestione frettolosa tutta improntata sul colpo di scena che lasci a bocca aperto lo spettatore. Nello spirito della spy story convince invece la svolta cospirazionista che coinvolge il governo americano, che ricorda X-Files e omaggia i film e le serie di genere, con l’indomita agente dell’FBI interpretata da Jerrika Hinton pronta a svelare tutto al mondo intero.

Hunters ci ricorda insomma che un eroe può essere nascosto in chiunque, ma lo stesso vale per un villain, non limitandosi a serial killer e simili, ma a veri e propri nazisti pronti a risorgere dalle proprie ceneri ancora una volta.

telegra_promo_mangaforever_2

2 Commenti

    • Se ti riferisci al finale, mi ha lasciato perplesso non la storia complottistica che ho trovato azzeccata e nello spirito della serie, ma quella tutta giocata sul colpo di scena dedicata al personaggio di Al Pacino e, allo stesso modo, la presenza rediviva finale a sorpresa.

COMMENTA IL POST