Hunters – il serial originale Amazon prodotto da Jordan Peele in arrivo il 21 febbraio – è tutto quello che non ti aspetti da una serie tv oggi. In primis perché raccoglie un’eredità letterario-fumettistico-cinematografico-televisiva insieme, celebrando e prendendo allo stesso tempo in giro la cultura pop. Un po’ come faceva The Nice Guys, ma ancor più citazionista, quasi una versione ancor più “cazzara e cazzuta” di The Boys, altro originale Prime Video, similare per come gioca con i ruoli dell’eroe e del cattivo. Un’operazione che ricorda quanto fatto da Tarantino nella sua carriera coi B-movie, e a cui sicuramente questa serie deve molto.

Altro punto di forza del serial è il casting. Primo fra tutti ovviamente Al Pacino, che guida un cast eterogeneo e che sembra fare il verso – nelle presentazioni, nei costumi, nel modo di fare – ai suddetti B-movie e all’atmosfera della New York di fine anni ’70 che permea la serie fin dalle prime inquadrature.

Due sono le fazioni che si trovano a combattersi in questa caccia all’uomo senza pietà e senza esclusione di colpi. I Cacciatori del titolo hanno scoperto che centinaia di ufficiali nazisti di alto rango si nascondono tra le persone comuni, cospirando per creare il quarto Reich negli Stati Uniti. Ora lo scopo è ovviamente fermarli, in un gioco al massacro che va avanti e indietro con i flashback dei lager e il contrappasso dell’oggi a parti invertite.

Dal mondo fantasy-fumettistico ritroviamo Logan Lerman (Percy Jackson), Carol Kane (Gotham) e Lena Olin (Alias). Accanto a loro un Josh Radnor che prende in giro il se stesso di How I Met Your Mother, un Dylan Baker il cui personaggio sembra un “prequel” di quello in The Good Wife, e ancora Jerrika Hinton, Kate Mulvany, Tiffany Boone, Greg Austin, Louis Ozawa Changchien, Saul Rubinek nei panni rispettivamente di una determinata agente dell’FBI, una coppia affiatata, una suora vendicativa che sembra fare il verso alla Sister Night del Watchmen televisivo, un ex soldato giapponese che ha combattuto in Vietnam, e ancora un’agguerrita ragazza di colore che fa il verso alla Domino di Deadpool. Una serie corale e allo stesso tempo centrata su Lerman e Pacino (protege/mentore, “vecchio” e “nuovo” ebraismo che si incontrano e scontrano).

L’atmosfera del serial si evince subito dalla sigla, meravigliosa, che mostra una partita a scacchi in cui le pedine sono i protagonisti stessi. Due fazioni che potrebbero però ribaltarsi, memori del negazionismo di cui spesso sono accusati i non-ebrei e la propaganda altrettanto spesso imputata agli ebrei.

Hunters è un’interessante metafora della figura dell’eroe e del villain, dalla letteratura romanzata a quella più prettamente fumettistica, che riflette su come vittime e carnefici della Storia con la s maiuscola continuino a scambiarsi i ruoli. “La Storia non si cambia, ripete sempre gli stessi errori” dice ad un certo punto il personaggio di Al Pacino.

Guardando il serial inoltre si è bombardati da espressioni, spesso poco eleganti, della lingua ebraica, molto più e meno finemente dell’altro scoppiettante prodotto di Amazon The Marvelous Mrs. Maisel: i dialoghi serrati di Hunters non sono ovviamente paragonabili ma giocano un ruolo sicuramente importante nello stabilire da subito l’identità di questa serie tv.

La regia è rocambolesca e mescola momenti action a sequenze che, nella mente del “protagonista”, riproducono finti trailer e sigle volti a introdurre un determinato personaggio o una determinata “missione”.

Tra la spy story, il drama storico moderno, una grandissima dose di commedia, l’action duro e puro e mille altri generi che ora non ci vengono in mente, sintonizzatevi su Hunters per vedere tanti altri serial prima e dopo di lui mescolati sapientemente insieme.

telegra_promo_mangaforever_2

COMMENTA IL POST