Il penultimo episodio della prima stagione di Harley Quinn – la nostra recensione QUI – si era chiuso in maniera drammatica: Ivy era stata ferita a morte dal Joker.

Dietro al suo rapimento e al piano che aveva portato lo Spaventapasseri a scatenare una apocalisse di vegetazione zombie su Gotham c’era infatti il Principe Pagliaccio del Crimine che in un solo colpo aveva sfruttato le risorse della Legion of Doom e si era preso la sua personalissima rivincita su Harley, una rivincita finale e amarissima colpendola al cuore eliminando l’amica Ivy.

Dal funerale di Ivy riparte questo tredicesimo episodio e season finale intitolato The Final Joke.

Harley e la sua banda piangono Ivy al suo funerale. Proprio Harley è più che mai intenzionata a vendicarsi ma non bisogna gettarsi a in una carica a capofitto contro Joker… bisogna escogitare un piano e per questo bisogna coinvolgere addirittura Batman.

Il Cavalierie Oscuro accetta pur dubbioso ma la maldestra “interpretazione” di Clayface manda tutta l’aria sancendo l’inizio del regno di terrore di Joker che diventa il vero Re di Gotham.

Harley, ora fuggitiva, non si dà per vinta e decide di tentare il tutto e per tutto consegnandosi a Joker nella speranza di eliminarlo salvando i suoi amici e la città. Joker la accoglie a braccia aperte stanco di una città sotto il suo dominio che non lo diverte più e la ricatta facendole indossare il suo costume originale.

Si tratta infine di cancellare Harley Quinn dalla realtà… per fortuna però questo non avviene grazie un provvidenziale intervento le cui conseguenze sono però catastrofiche: Batman e Joker sono dispersi e Gotham è distrutta da un terremoto.

The Final Joke chiude in maniera folle ed esagerata questa prima stagione di Harley Quinn sulla scia di una inerzia decisamente positiva che ha ne ha caratterizzato tutta la seconda parte di stagione.

Si ritorna prepotentemente sulla dualità fra Joker e Harley e sull’attaccamento morboso del primo al rapporto di sudditanza della seconda. Il tutto viene concretizzato nel costume – feticcio che dovrebbe assoggettare Harley – mentre il plot si muove fra un umorismo sempre meno grossolano e infarcito di interessanti citazioni e soluzioni esplosive con un finale cliffhanger che strizza l’occhio ad una seconda stagione – in partenza il prossimo 4 aprile sulla piattaforma DC Universe – che promette scenari apocalittici.

Partita in sordina e non senza qualche passaggio decisamente a vuoto – fra un tono sboccato ed esagerato e poca chiarezza dal punto di vista della sceneggiatura – Harley Quinn ha saputo correggere molto bene il tiro in corsa merito anche di una prova in cabina di doppiaggio eccellente soprattutto di Kaley Cuoco e Diedrich Bader ovvero Harley e Ivy. È indubbio anche che la serie abbia cominciato a riprendersi quando si è puntato con più decisione al materiale originale.

Difficile dire se questa serie possa essere consigliata al grande pubblico, ai soli fan del personaggio o ai lettori casuali. Si tratta sicuramente di una serie trasversale che si innesta con sicurezza in quella Harley Quinn-mania altrettanto trasversale che tanta fortuna sta portando alla DC.

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