Con il terzo volume – la nostra recensione QUI – avevamo lasciato Dosei Mansion e la sensei Hisae Iwaoka riportare all’attenzione del lettore sul mistero dell’incidente al padre di Mitsu e su quello della reale situazione del pianeta Terra divenuto come sappiamo una oasi naturale impenetrabile.

Con i volumi 4 e 5, che rappresentano di fatto il giro di boa della serie composta in totale da sette volumi, la sensei riporta tutta l’attenzione invece sul protagonista Mitsu che diviene il volano che dà il ritmo al concatenarsi di una serie di avvenimenti.

Il Volume 4 si apre con Mitsu che si sta preparando all’esame per ottenere la Licenza di Primo Livello questo però non evita che uno dei suoi colleghi e amici, l’energico Kageyama, sia vittima di un incidente che lo costringere a prendere una importante decisione sul suo futuro.

Con l’esperienza però crescono anche le responsabilità e non tutti i colleghi prendono Mitsu sul serio data anche la giovane età il che porta ad una serie di attriti fra lui e i veterani prima e qualche distrazione di troppo per le giovani reclute poi.

Souta intanto procede nel suo progetto segreto: costruire un veicolo che possa scendere sulla Terra.

Nel Volume 5 Souta coinvolge Mitsu nel suo progetto dapprima indirettamente e poi direttamente. Indirettamente perché quasi casualmente tutti i clienti che Mitsu ha aiutato negli scorsi volumi sembrano poter fornire un contributo alla costruzione del veicolo, direttamente perché proprio Souta chiede a Mitsu di diventare il pilota del veicolo.

L’entusiasmo di Souta tuttavia sembra smorzato dal suo socio Nishimaru i cui piani sembrano tutt’altro che limpidi e dediti alle semplice esplorazione del pianeta madre.

Proprio Mitsu invece è vittima di un incidente che farà cambiare prospettiva a due dei suoi più scontrosi detrattori ovvero l’ex-collega Tamachi e l’attuale collega Makoto.

Avviandosi decisamente verso la conclusione, la sensei Hisae Iwaoka dà una importante virata alle vicende di Mitsu riportando Dosei Mansion a quello che è, dal punto di vista del plot, il suo punto di partenza e perno: la Terra come oasi e luogo irraggiungibile.

Dal punto di vista tematica però è bene sottolineare una altrettanto decisa controtendenza. Se infatti nel Volume 3 la sensei aveva rimarcato la solitudine come elemento predominante della società futuristica della sua opera, con i Volumi 4 e 5 invece vi è una gioiosa riscoperta del senso di comunità al cui centro rimane ovviamente Mitsu con i suoi colleghi e con i suoi clienti.

Proprio su questo aspetto l’autrice mostra di essere vicina al climax iniziando a reintrodurre, rendendoli ovviamente organici alla trama orizzontale, tutta una serie di personaggi che avevano invece costituito sempre con interesse la trama verticale dei precedenti volumi.

Una operazione non facile che mostra qualche passaggio leggermente più sbrigativo per lo stile pacata della mangaka ma necessario in vista della conclusione della serie.

Anche il tratto muta leggermente in questo senso non tanto nelle caratteristiche anatomie che strizzano l’occhio al kawaii quanto nella espressività e nella cinesica, da sempre punto di forza dell’autrice, che spesso diventa più stilizzata mantenendo invece inalterata l’attenzione per i dettagli e quella per le inquadrature che è fondamentale per amplificare il senso di alienità di una società che vive, divisa, in una stazione orbitante artificiale.

Continuano a confermarsi ottime le edizioni BAO Publishing per la sua linea Aiken fra una particolare attenzione dal punto di vista carto-tecnico, non solo in termini di stampa ma anche di confezione – che di quello della traduzione e dell’adattamento come sempre corredati di note esplicative e riferimenti puntuali.

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