Go Nagai Robot

Il secondo volume di Dosei Mansion – la nostra recensione QUI – era servito alla sensei Hisae Iwaoka per concretizzare quello che è lo sfondo delle vicende e nello specifico si era concentrata sui personaggi “secondari” mettendo il protagonista Mitsu, e l’incidente a suo padre al centro, di una fitta rete di dinamiche che si erano esplicate in una serie di relazioni interpersonali complesse e assolutamente non scontate.

Go Nagai Robot

Il terzo volume riporta subito al centro dell’attenzione del lettore proprio l’incidente al padre di Mitsu e la natura stessa della colonia che orbita intorno alla Terra ormai inospitale e su cui è stata mandata un misteriosa spedizione che non ha fatto più ritorno.

La prima parte del volume si concentra su Souta e sua moglie Kayo – i novelli sposi a cui Mitsu aveva pulito le finestre nel primo volume, la nostra recensione QUI. 

Souta infatti fa un lavoro sotto qualificato ma questo conta poco, la felicità sua e di sua moglie risiede nelle piccole cose e nello stare insieme. Quando però Souta viene avvicinato da un suo vecchio collega con la possibilità di lavorare ad un modulo per la discesa sulla Terra, Kayo è contenta ma al tempo stesso un po’ preoccupata. Tuttavia questa ricerca è sottesa al dubbio che la famosa spedizione dispersa sulla Terra in realtà non sia mai partita.

Mitsu intanto deve gestire i suoi clienti. Prima una giovane donna che malinconicamente pensa di essere stata abbandonata dal marito, poi qualche riccone che cerca di offrirgli altri lavori non del tutto eticamente corretti.

Intanto qualcuno sta pulendo alcune finestre “di contrabbando” attirando l’attenzione dell’associazione. Mitsu fa coppia qualche volta in più con il silenzio Makoto mentre iniziamo a capire che Tamachi ha lasciato il lavoro di lavavetri dopo l’incidente al padre di Mitsu e qualcuno lo ritiene responsabile.

Dopo un secondo volume quasi di passaggio, Hisae Iwaoka ritorna subito dritta la punto intrecciando in questo terzo volume al mistero dell’incidente del padre di Mitsu quello della reale situazione del pianeta Terra.

Per farlo la sensei realizza quelli che sono probabilmente i capitoli migliori finora di Dosei Mansion ovvero quelli con protagonisti Souta e sua moglie. Non solo perché estremamente dolci e delicati nel tratteggiare il rapporto fra i due ma soprattutto perché alimentano i due misteri in maniera intelligente e senza scoprire troppo le sue carte ovviamente.

Molto malinconici sono anche i clienti che Mitsu incontra e gestisce in questo volume e ancora una volta è nei primi capitoli che ritroviamo “il caso” migliore che rivaleggia con quello del bimbo solitario esattamente a metà volume.

La Iwaoka mai come in questo volume inoltre rimarca la solitudine come elemento predominante di questa società i cui componenti trovano conforto l’uno nell’altro ma qualcuno rimane inevitabilmente indietro.

Sempre nei primi capitoli il tratto della sensei ritorna a quella inusuale espressività che mescola il kawaii con le anatomie melliflue e tondeggianti del primo volume donando un senso di alienante familiarità a luoghi e interazioni fra i personaggi.

Dosei Mansion 3 fa progredire le trame principali della storia imbastita finora in maniera davvero sapiente, ma sempre con estrema sensibilità, dalla sensei Iwaoka.

L’edizione BAO Publishing ormai è una certezza sia dal punto di vista carto-tecnico che di quello della traduzione e dell’adattamento come sempre impeccabili.

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