Per The Flash il tentativo di partire nel post-Crisi sulle Terre Infinite spediti battendo un nuovo filone narrativo era clamorosamente naufragato, o quasi, nell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – che aveva timidamente cercato di mischiare le carte in tavola con un risultato scontato ed approssimativo.

Nello specifico Iris e Barry si erano per la prima volta confrontati sulle conseguenze dell’evento cataclismatico che per poco non è costato la vita proprio a Barry mentre, con il passare dei minuti, l’escamotage imbastito dalla sceneggiatura si sfaldava rovinosamente facendoci capire che quella Iris non era la vera Iris rimasta invece intrappolata nel Mirror World seguendo le tracce di Black Hole – la misteriosa organizzazione che traffica in meta-umani – fino alle McCulloch Technologies.

Nell’episodio di questa settimana, intitolato A Girl Named Sue, Iris capisce che al di là del Mirror World una sua doppelganger ha preso il suo posto. Mentre cerca di liberarsi insieme all’altra coinquilina della dimensione opposta alla realtà, ovvero Eva McCulloch, il suo doppione cerca di recuperare la Mirror Gun fingendosi interessata a risolvere il caso di Black Hole.

A Central City intanto tutto scorre ignaro delle vicende di Iris e Ralph è in procinto di risolvere uno dei casi che più lo ossessionano: la scomparso di Sue Dearbon. La ragazza riaffiora improvvisamente a Central City e Ralph la rintraccia prontamente: la sua scomparsa è legata ad un vecchio fidanzato, John Loring, che in realtà è un trafficante di armi. Sue è in fuga dopo aver scoperto la sua lista clienti ma è anche intenzionata ad incastrarlo… fra i due scatta una improbabile collaborazione.

Intanto Joe affida a Barry una indagine su cui mantenere il massimo riserbo, indagine che si dimostra collegata a quella di Iris e incredibilmente anche a quella di Ralph e Sue che invece incontra non poche “difficoltà”.

A Girl Named Sue è un deciso passa avanti rispetto agli ultimi episodi di The Flash merito di alcune efficaci riletture di suggestioni tutte fumettistiche e di un decisa sterzata verso una convergenza dei vari filoni narrativi verso un unico punto di fuga rappresentato da Black Hole e di riflesso – scusa il pessimo gioco di parole – dalle McCulloch Technologies.

L’episodio sfrutta quindi Ralph e la sua vecchia indagine come filo conduttore innestandovi una serie di elementi “secondari” che trovano la giusta collocazione e organicità solo alla fine.

Ralph, come già accaduto in passato, è un personaggio che permette di mantenere il tono dell’episodio mai troppo pesante e come in questo caso divertente e teso grazie anche all’ottima alchimia con Sue personaggio invece a cui è destinato il compito di confezionare il twist che però di fatto collega un po’ tutto come detto poco fa.

È decisamente un quadro interessante quello che showrunner e sceneggiatori stanno creando da qualche settimana a questa parte in cui manca soltanto forse un po’ di ritmo ed una regia un po’ più personale.

Eviterei, personalmente, di inserire ancora nuovi elementi/personaggi insistendo invece sul recuperare vecchie connessioni – vedasi le origini di Eva McCulloch – per dare un maggiore senso di coesione al tutto e facendo ritornare la serie a quelle basi che aveva tutto sommato funzionato benissimo.

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