Con la ripresa dopo gli eventi dell’evento crossover Crisi sulle Terre Infinite – la nostra recensione QUI – The Flash, pur non tralasciando le conseguenze del cataclismatico evento, aveva subito messo al centro uno dei filoni narrativi che aveva timidamente iniziato a sviluppare nella prima, debole, parte di stagione.

Nello specifico nell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – Iris aveva scoperto nuovi e importanti dettagli sulla misteriosa organizzazione che trafficava in meta-umani. Black Hole, questo il nome della organizzazione, aveva uno stretto legame con le McCulloch Industries il cui CEO era immischiato in loschi traffici.

Dopo aver costretto il CEO a ritirare una taglia sulla sua testa, Iris era stata catturata da Eva McCulloch o meglio da uno specchio dato che la donna in realtà era scomparsa mesi prima.

Da qui riparte l’episodio di questa settimana intitolato Love is a Battlefield.

La vigilia di San Valentino a Central City è alquanto bizzarra per Barry che si ritrova una Iris particolarmente premurosa. La loro cena romantica viene però interrotta dal ritorno di Amunet Black che ruba una valigetta ad uno degli avventori del ristorante. Barry e Iris decidono di mettersi sulle sue tracce ma è la stessa Iris a premere affinché l’indagine venga portata avanti secondo i suoi metodi.

Questa presa di posizione destabilizza Barry e i due finisco per scontrarsi aspramente con Iris che rivendica la propria indipendenza scrollandosi di dosso il ruolo di damigella in pericolo anche a causa dello scenario che la Crisi aveva prospettato.

Iris quindi rintraccia Amunet e le propone una inaspettata alleanza avendo scoperto cosa la villain sta cercando di rubare.

I buoni spunti ed i riferimenti fumettistici del precedente episodio vengono letteralmente sprecati in questo Love is a Battlefield ovvero un episodio tematico e di passaggio davvero poco incisivo e abbastanza scontato come testimoniato dai minuti finali che corroborano quello che lo spettatore sospetta per tutti i 40 minuti circa dell’episodio.

La sceneggiatura cerca timidamente di mischiare le carte in tavola mettendo in primo piano il post-Crisi dal punto di vista della relazione di Iris e Barry che però risulta forzato e incapace davvero di attirare l’attenzione complice una componente drama talmente priva di fondamento da risultare artefatta.

Non aiuta di certo un filone narrativo secondario con protagonisti Nash Wells, Allegra e Frost pessimamente gestito anche in termini di tempistiche mentre Katee Sackhoff torna ad interpretare nuovamente la villain Amunet Black con piglio sempre più campy facendo perdere di mordente tutto l’impianto narrativo già di per sé poco solido.

Love is a Battlefield è esattamente il tipo di episodio che The Flash deve eliminare o quantomeno giocarsi in maniera più intelligente.

La serie fatica e questa sesta stagione fatica a decollare, è oramai inutile nascondersi e la ricetta per riprendersi è tanto facile quanto spesso difficile da metabolizzare: tornare in maniera diretta ad attingere dal materiale fumettistico e districare la matassa dei filoni narrativi secondari, legata ovviamente ai comprimari, di modo da renderla più interessante e tale da poter sopperire a eventuali mancanze di quello principale.

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