In ordine di tempo The Flash è l’ultima serie dell’Arrowverse a ripartire dopo il crossover evento Crisi sulle Terre Infinite – la nostra recensione QUI.

Barry aveva svolto sostanzialmente due compiti principali in seno all’evento. Nella marcia di avvicinamento alla Crisi ne aveva interpretato l’anima più tragica – con l’incombente minaccia del suo possibile sacrificio come condizione necessaria per salvare il (Multi)verso – durante l’evento invece non solo ci aveva regalato i momenti più direttamente collegabili alla controparte fumettistica – il Cosmic Threadmill su tutti – ma aveva preso progressivamente su di sé il ruolo di leader degli eroi soprattutto dal punto di vista morale.

Con la fine della Crisi, il Multiverso apparentemente cancellato e gli ora tutti su un’unica Terra riprendono le vicende della serie con questo decimo episodio intitolato Marathon.

Avevamo lasciato la serie prima del crossover e della pausa natalizia chiudere le trame legate al villain Bloodwork – la nostra recensione dell’episodio QUI – e con lui una prima parte di stagione che non aveva di fatto fornito grossi spunti positivi muovendosi forse un po’ troppo sul sicuro.

C’è però un altro filone narrativo lasciato in sospeso ed è quello che vede Iris e il suo Team Citizen investigare su una misteriosa cabala che rapisce e sfrutta metaumani.

Con Barry che riceve la visita di Diggle con un regalo da parte di Oliver portando i due su Lian Yu e Cisco impegnato a sfogare il suo risentimento su Nash per le conseguenze della Crisi, toccherà proprio ad Iris portare avanti le indagini ricollegando la cabala, chiamata Black Hole, alle McCulloch Industries.

Quello che sembra un semplice caso di spionaggio industriale si trasforma in una cospirazione ben più ampia che mette sulle tracce di Iris una pericolosa assassina di nome Kimiyo Hoshi.

Mentre Cisco deciderà di abbandonare temporaneamente il Team Flash sentendosi in colpa per aver assunto la cura anti-metagene e quindi non essere potuto essere d’aiuto durante la Crisi scopriamo il collegamento fra Nash ed Esperanza.

Iris invece riuscirà a mettere sotto scacco il CEO delle McCulloch Industries per quella che ha tutta l’aria di una vittoria di Pirro: che fine ha fatto la moglie del CEO e perché continua a ritornare fra gli indizi la parola “specchio”?

Quella di The Flash è una ripartenza tutt’altro che scattante anzi è a tratti confusa e troppo carica di spunti che vengono solo marginalmente trattati a dovere.

La nota positiva è che il filo rosso dell’episodio è rappresentato dall’investigazione di Iris, filone narrativo che per incipit e svolgimento è già di per sé solido ricalcando la struttura di un procedural, sul quale gli sceneggiatori innestano una serie di suggestioni fumettistiche.

Se c’è un aspetto positivo della serie da questo punto di vista è senz’altro legato allo scarso timore di attingere dal materiale originale che sia recente o proveniente dal passato più remoto come in questo caso in cui si unisce qualcosa di recentissimo – Black Hole – con qualcosa di classico – Mirror Master qui forse in una inedita versione femminile.

Marathon lascia quindi poco spazio sia alle conseguenze dell’evento sia all’approfondimento dei personaggi scelta condivisibile se votata a dare maggior sostanza ad un stagione davvero esile. Il risultato di questa settimana è incoraggiante ma non del tutto coinvolgente.

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