Avevamo lasciato Harley Quinn la scorsa settimana con uno episodio – la nostra recensione QUI – che aveva confermato il buon momento di forma della serie.

Harley era riuscita finalmente ad entrare nella Legion of Doom ma il prezzo da pagare era stato amarissimo. L’ennesimo improvviso riavvicinamento con il Joker si era rivelato effimero ma questa volta questa sbandata era costata ad Harley la sua squadra che, sentitasi lasciata in balia di Bane e trattata come quella di sgherri comuni, l’aveva abbandonata ma soprattutto l’amicizia con Poison Ivy piantata in asso poco prima di un colpo e finita nelle grinfie di alcuni misteriosi individui.

Da qui riparte l’episodio di questa settimana intitolato Bensonhurst.

Harley è prima di tutto intenzionata a riallacciare i rapporti con Harley ma i suoi messaggi non ricevono risposta. A farle visita allora è Harleen, il suo subconscio sano, che la invita a ritornare per un periodo dalla sua famiglia.

Ad attenderla c’è l’apprensiva madre e il padre appena uscito di galera, un tipo mai troppo affidabile che è costato tantissimo alla giovane Harleen.

Tutto sempre procedere per il meglio ma improvvisamente Harley e la sua famiglia vengono bersagliati da una serie di killer a pagamento. Il tutto sembra legato ai debiti che il padre ha contratto con la mafia ma in realtà sulla testa di Harley è stata messa una taglia!

Chi sarà stato? Per scoprirlo dovremmo seguire Bane nel quartier generale della Legion of Doom…

Intanto Ivy cerca aiuto riuscendo a mandare un messaggio alla sua pianta carnivora Frank il quale non senza difficoltà riesce a recuperare Harley e correre in suo soccorso.

Ma chi ha rapito Ivy e perché?

Bensonhurst dimostra la netta superiorità di questa seconda metà di prima stagione rispetto alla prima.

Duole dirlo ma gli ultimi tre episodi, abbandonate le velleità quasi forzate e un po’ hipster di “serie adulta”, hanno decisamente una marcia in più merito di un plot più lineare e semplice in cui anche i momenti spiccatamente comici risultano più equilibrati, incisivi e addirittura davvero divertenti!

Non è un caso che proprio questo episodio, che strizza l’occhio alle sit-com anni ’80 e ’90, attinga a piene mani dalla serie fumettistica rielaborandone, seppur in maniera più stringata, l’incipit.

Spassosissimo lo spazio lasciato a Frank, ritorna dopo qualche episodio anche una cruenta e ritmatissima sequenza d’azione mentre immancabile è la scenetta con gli stereotipati mafiosi italiani.

Il vero difetto dell’episodio è solo nella evidente “ansia da prestazione”. Non solo scopriamo chi ha messo la taglia sulla testa di Harley ma anziché portare avanti il mistero legato al rapimento di Ivy infatti, a fine episodio, scopriamo chi vi si cela dietro. Il cliffhanger probabilmente si chiuderà nel prossimo episodio, chiudendo anche di fatto questo arco narrativo molto proficuo per la serie.

A soli tre episodi dalla fine di questa prima stagione Harley Quinn ha definitivamente trovato concretezza ed equilibrio. Vedremo se showrunner e sceneggiatori sapranno davvero capitalizzarvi su terminandola in ascesa sia dal punto di vista qualitativo che in previsione della già confermata seconda stagione.

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