Avevamo lasciato Harley Quinn con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – che aveva visto Harley finalmente coronare il sogno: diventare un membro della temuta Legion of Doom.

Per farlo però aveva dapprima dovuto sconfiggere Aquaman e poi aveva dovuto sacrificare l’amicizia con Poison Ivy divenuta pedina inconsapevole dei giochi di poteri interni alla stessa Legion of Doom e orchestrati da Lex Luthor.

Nell’episodio di questa settimana, intitolato A Seat at the Table, Harley e la sua gang iniziano ad assaporare la vita da cattivi “veri” e la stessa Harley incassa un impensabile supporto da un impensabile collega… il suo ex-fidanzato Joker.

La rinnovata sicurezza nei suoi mezzi impressionano il Principe Pagliaccio del Crimine che, colpito anche dal fatto che la ragazza si opponga pubblicamente ad uno dei suoi piani, la invita ad uscire!

Harley ricade quindi nelle vecchie abitudini dando buca alla stessa Poison Ivy, con cui aveva tentato una timida riconciliazione, e alla sua gang che rimane in balia di Bane e dei suoi strampalati piani. Ovviamente il fascino del Joker sarà effimero e Harley rimarrà delusa tuttavia la colpa più grave non sarà tanto quella di aver ceduto alle moine del clown quanto di aver cercato di nascondere la sua debolezza ai suoi amici e compagni.

Mentre la gang le volte le spalle, con King Shark che rimane addirittura ferito, Ivy decide di portare avanti un suo personale piano cadendo in quella che ha tutta l’aria di essere una trappola.

A Seat at the Table conferma il buon momento di forma di Harley Quinn che sembra aver finalmente trovato un certo equilibrio fra humor e esigenze narrative in una formula che mette al centro, ovviamente Harley e le sue vicende, concedendosi una digressione marcatamente più comica in senso lato – la settimana scorsa con protagonista il Dottor Pyscho, questa settimana invece con tutta la gang e i siparietti di un Bane mai così poco credibile.

Come accaduto la settimana scorsa, l’episodio riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore pur avendo qualche passaggio meno efficace ma riuscendo anche a configurarsi come il primo episodio “maturo” della serie.

Alla base del plot infatti vi è la condizione di Harley, la sua incapacità di staccarsi emotivamente dal Joker che la porta anche a tradire chi faticosamente la stava aiutando a (ri)trovare una propria identità ed equilibrio.

Il tutto è infarcito da una serie di citazioni pop non indifferenti e un umorismo che al netto delle battute più scontate ha finalmente trovare una forma di espressione meno grossolana e più raffinata.

A Seat at the Table è il primo episodio che fa sorridere, non ridere attenzione, è amaro come la caduta di Harley scaricata per l’ennesima volta dal Joker e come lo sconclusionato carosello con cui Harley viene abbandonata dalla sua crew.

In coda la serie si permette anche il lusso di un piccolo cliffhanger con Poison Ivy protagonista. Che sia segno di un timido tentativo di abbozzare una trama orizzontale per gli episodi finale della serie?

Per il momento godiamoci finalmente questi episodi “concreti” di Harley Quinn.

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