La scorsa settimana Harley Quinn aveva fatto registrare quello che è stato l’episodio finora più debole di questa prima stagione – la nostra recensione QUI.

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Squilibrato e privo di mordente, l’episodio aveva visto Harley e la sua banda tentare, e riuscire, un audace colpo alle Wayne Enterprises che però era costato l’arresto di King Shark e una mano a Clayface. In realtà il colpo aveva messo in crisi anche la collaborazione fra Batman e Gordon, sempre particolarmente nevrotico, ed era toccato a sorpresa proprio ad Harley far ricongiungere i due.

L’ossessione per la Legion of Doom monopolizza ormai la vita di Harley e in questo settimo episodio intitolato The Line, Harley su suggerimento della sua amica la Queen of Fables decide di rubare qualcosa che possa attirare l’attenzione della Legion e costringerla così ad un invito.

La scelta ricade su una macchina per modificare le condizioni meteorologiche ma Harley e la sua band dovranno fare i conti questa volta con la loro nuova alleata, una cattiva vera come la definisce Poison Ivy.

Fables infatti non si fa scrupoli nel massacrare innocenti a destra e a manca sorpassando quella fatidica “linea” che Harley e la sua banda costeggiano in maniera caciarona. Quando dal recente passato di Fables arriva un nemico in cerca di vendetta si presenta quindi l’occasione per sbarazzarsi di lei.

Ancora una volta però il piano per entrare nella Legion of Doom naufraga miseramente; in tutto questo intanto Poison Ivy continua la sua turbolenta relazione con Kite Man fra imbarazzo e stupore.

Dopo il filotto di episodi centrali di questa prima stagione appare evidente come showrunner e sceneggiatori si stiano narrativamente rifugiando nell’ossessione di Harley per la Legion of Doom facendo anche di fatto il filo conduttore di tutta la stagione.

Il problema non è però la sterilità del tema scelta quanto la ripetitività con cui viene di fatto affrontato in una serie di plot e sceneggiature che di fatto si stanno ripetendo pedissequamente da qualche episodio ormai.

Quello che fa la differenza è la capacità di inserire qualche tema classicamente supereroistico – come in questo episodio la dicotomia fra cattivi veri e presunti tali – e qualche digressione “adulta – il rapporto fra Poison Ivy e Kite Man.

Nel mezzo quello che fa funzionare meglio questo episodio rispetto a quello della scorsa settimana è senz’altro un maggior equilibrio sia in termini di gag che di tono. Attenzione però perché questo The Line è l’episodio più brutale e sboccato finora ma grazie a riferimenti intelligenti, battute che non si rifugiano necessariamente nei doppi sensi di natura beceramente sessuale, e una regia puntuale e ordinata procede spedito, sicuro e comprensibile fino alla fine.

Il problema, entrando di fatto nella seconda metà di stagione, è che Harley Quinn sembra essersi accomodata su stilemi che portano irrimediabilmente ad una divisione netta del pubblico. C’è a chi piacerà l’impostazione chiassosa e disordinata della serie, ad altri invece questo incedere andrà sempre stretto ricercando non tanto una maggior aderenza al personaggio fumettistico quanto una maggior coerenza dal punto di vista narrativo.

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