Vikings 6×06 – Death and the Serpent | Recensione

La sesta stagione concluderà la saga di Ragnar e dei suoi figli, esplorando nuovi orizzonti in attesa dello spin-off.

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Death and the Serpent è il sesto episodio della sesta stagione di Vikings, seguente a The Key, il quale ha ulteriormente impostato alcune situazioni narrative pronte ad “esplodere”, già in questo episodio.

Con Bjorn impegnato da Re Olaf con le elezioni del re di tutti i norreni, più “competitive” del previsto, a Kattegat giunge la notizia a Ubbe degli spostamenti di Ivar sulla Via della Seta (alle prese con la futura sposa di Oleg, identica a Freydis) con un Hvitserk sull’orlo della follia che giura di vendicarsi del fratello.

Gunnhild, giunta al villaggio di Lagertha, scopre con tristezza come gli eventi del suo sogno siano veramente in realtà accaduti e, mentre supporta Lagertha per la perdita del piccolo nipote, si prepara con le sue shieldmaiden a difendere il villaggio insieme a lei dal prossimo attacco dei banditi.

Dopo alcuni episodi di stallo meramente “preparatori” dunque, Death and the Serpent promette una forte e necessaria scossa per far partire quest’ultima stagione, fino ad ora ancora (comprensibilmente) dal ritmo in sordina.

UN NUOVO ORDINE

I più illustri leader vichinghi sono riuniti da re Olaf per eleggere il re di tutti i norreni, ma la situazione prende una piega inaspettata rispetto a quanto si aspettava il sovrano “illuminato” e lo stesso Bjorn, che si trova a fuggire a seguito di un vile agguato.

Lagertha, insieme a Gunnhild e le altre shieldmaiden, affronta i banditi con un’ingegnosa tattica difensiva e, allo stesso tempo, il suo destino; Hvitserk, completamente ormai in “un’altra dimensione”, si scontra con un demone-serpente dalle sembianze di Ivar, che invece in territorio Rus’ è costretto da Oleg a presenziare al suo matrimonio, continuandno ad interrogarsi sulla vera identità della “rediviva” Fredys.

IL SERPENTE

Dopo tanta attesa, Death and the Serpent porta una prima decisiva svolta alla narrazione di questa stagione conclusiva di Vikings, promettendo un finale di metà stagione (ricordiamo la divisione in due parti anche di questa sesta stagione) decisamente in crescendo e pieno di continui svolgimenti.

La situazione politica di tutto il territorio norreno, ora che è stato eletto il nuovo re, è destinata a diventare ancora più instabile (al contrario di quanto si auspicava re Olaf), con Bjorn che si troverà per la prima volta privato dei “privilegi” dell’essere uno dei figli del leggendario Ragnar, costretto ad affrontare una crisi senza precedenti.

Lagertha, a causa delle incursioni dei banditi, completa la celebrazione di una vita da shieldmaiden (già iniziato nel precedente episodio, con ampio spazio dato alle donne guerriere) facendo i conti con l’ormai vecchia profezia formulata da quello che fu il veggente di Kattegat.

Gran tempo di questo episodio, come intuibile, è speso dunque a seguire le vicende di Bjorn e quelle di Lagertha, sino a quando quelle di quest’ultima tornano a ricongiungesi a quelle di Kattegat.

Movimento e azione sono due caratteristiche fondamentali di Death and the Serpent, come ancora non se ne erano viste nel corso di questa stagione: il finale, tra “mito” e dramma, trascinato da una intensa colonna sonora pienamente a tema, conclude l’episodio che, finalmente, dà un’importante sterzata a questa prima parte di stagione.

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