Panini Comics ha deciso di ristampare le storie di Amazing Spider-Man disegnate da Todd McFarlane, l’acclamato autore di Spawn che proprio con l’Arrampicamuri si fece conoscere da un ampio pubblico di lettori, rivoluzionando radicalmente l’aspetto grafico della serie. Dopo gli X-Men di Claremont e Byrne e il Daredevil di Miller, quindi, Panini Comics si concentra su un’altra importante opera Marvel, anche se con il discutibile formato bonellide che non rende giustizia all’arte di McFarlane.

Questa prima uscita include i nn. 296-299 di Amazing Spider-Man. Solo due episodi, però, si fregiano dello stile di McFarlane. In quel periodo il mensile era scritto da David Michelinie, sceneggiatore in grado di ideare story-line dai toni cupi e drammatici (come nel caso di Iron Man) e altre caratterizzate da atmosfere ironiche. Con l’Uomo Ragno scelse una via di mezzo. Da un lato Peter Parker è il ragazzo gioviale e simpatico di sempre, ma in diverse occasioni rimarrà coinvolto in situazioni inquietanti. Insieme a lui c’è l’avvenente Mary Jane, all’epoca moglie di Peter, che Michelinie metterà spesso al centro delle vicende.

Nei nn. 296-297 il Tessiragnetele dovrà vedersela con un classico avversario, il Dr. Octopus, che in questo frangente è più folle del consueto. Michelinie, tuttavia, lo usa come pretesto per introdurre la Fondazione per la Vita, una misteriosa organizzazione apparentemente filantropica che però sarà responsabile di losche macchinazioni, come si scoprirà nei capitoli successivi. Michelinie propone tipiche atmosfere supereroiche, firmando testi e dialoghi piacevoli.

I disegni sono purtroppo di Alex Saviuk che ha un tratto troppo anonimo e standardizzato, reminiscente dello stile romitiano ormai ai tempi superato. Probabilmente se ne resero conto anche i vertici Marvel poiché a partire dal n. 197 arrivò Todd McFarlane e niente fu più lo stesso. Il penciler, dopo alcuni lavori alla DC, si era occupato di Incredible Hulk, rendendosi responsabile di una versione memorabile del mostro. I fan erano rimasti colpiti dai suoi disegni vagamente cartoon e grotteschi, influenzati da Michael Golden. Accadde la stessa cosa quando giunse su Amazing Spider-Man.

Nei nn. 297-298 l’Uomo Ragno è ancora implicato nelle faccende della Fondazione per la Vita e dovrà vedersela con il mercenario Chance, qui alla sua prima apparizione. In questi episodi, tuttavia, già si prospetta la minaccia del terribile Venom che esordirà nel numero successivo e darà modo a Todd di sbizzarrirsi graficamente. In questi primi capitoli McFarlane è meno rivoluzionario, ma si colgono, tuttavia, i primi cambiamenti.

L’Uomo Ragno, per esempio, ha una figura più contorta e la postura fa pensare davvero a un aracnide. Le lenti della maschera sono enormi e le ragnatele assomigliano a spessi fili intrecciati. Nella versione civile, Peter Parker ha un aspetto pupazzesco e tenero e Mary Jane è un’autentica bomba sexy. Anche il lay-out è più inventivo di quello di Alex Saviuk, Sal Buscema e gli altri disegnatori che in precedenza si erano occupati del personaggio.

Ribadisco, in ogni caso, che le storie innovative e rivoluzionarie potrete vederle nel prossimo numero. Questo potrebbe essere considerato una specie di tiepida anticipazione di ciò che Todd sarà in grado di realizzare, consentendo ad Amazing Spider-Man di raggiungere livelli di vendite incredibili. Si può in fondo affermare con un certo margine di sicurezza che l’attitudine adrenalinica dei comics anni novanta inizia proprio con queste avventure.

Se volete, quindi, scoprire o riscoprire una delle run di Amazing Spider-Man più acclamate di sempre, questa è la proposta adatta. Ribadisco, però, che il formato bonellide rende meno dirompente l’effetto visivo dei disegni di Todd McFarlane. Sappiatevi, dunque, regolare.

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